“Censurata l’iniziativa politica di un consigliere”

Giannalisa Zaccheo

L’avvocato Zaccheo presenta un esposto sulle violazioni che si sarebbero verificate nell’ultimo Consiglio comunale

Il consigliere di minoranza Giannalisa Zaccheo, mercoledì 3 giugno, ha protocollato un esposto indirizzato al Prefetto di Bari e al Procuratore della Corte dei Conti competente per la Regione Puglia. Oggetto della lunga e articolata denuncia sono i fatti accaduti durante il Consiglio comunale del 23 aprile, quando furono approvati il Documento Unico di Programmazione (DUP) e il Bilancio di Previsione 2020/2022.

La prima delle 18 violazioni che l'avvocato Zaccheo rappresenta è la data di convocazione «fissata oltre il termine dei dieci giorni antecedenti il termine fissato per l’approvazione del Bilancio di Previsione». A seguire, registra l'assenza del PEG (Piano Esecutivo Gestionale) che «deve accompagnare la proposta di Bilancio di Previsione» e che nonostante sia stato richiesto formalmente con PEC del 14 aprile 2020 non le è mai stato consegnato.

Il fulcro dell’esposto si concentra sulla vicenda dei due emendamenti presentati dal consigliere, rispettivamente al DUP e al Bilancio, per proporre una riduzione del 50% della Cosap (tassa di occupazione del suolo pubblico), rintracciando le risorse necessarie nei fondi destinati agli eventi culturali annullati a causa del Covid-19 e nel taglio del 30% delle indennità della Giunta e dei gettoni di presenza dei consiglieri. L’avvocato Zaccheo ripercorre tutte le fasi dell’assise, riunitasi in videoconferenza, concludendo che «arbitrariamente gli emendamenti non sono stati portati tra i punti all’ordine del giorno e non sono stati sottoposti all’esame del Consiglio, seppure al solo scopo di dichiararli inammissibili».

Sotto accusa anche il parere tecnico e quello contabile, fornito dai relativi caposettori. Oltre a non essere stati messi a disposizione dei consiglieri entro il V giorno antecedente il termine di approvazione del Bilancio, la «Responsabile del Settore Economico e Finanziario ometteva di apporre un parere tecnico dovuto - che sarebbe stato tra l’altro favorevole - arrogandosi la funzione, che non le spettava, di esprimere un parere di regolarità giuridica, parere che al massimo sarebbe stato di competenza del Segretario Comunale (come prescrive l’art. 25, comma 3 del Regolamento di Contabilità) che però nel corso del Consiglio ammetteva di non aver visto prima di allora i miei emendamenti».

«In definitiva – scrive la Zaccheo – due responsabili di due distinti uffici che riconoscevano la propria incompetenza nella sfera politica non consentivano ad un Consigliere, quale la sottoscritta, di esercitare la propria funzione di indirizzo politico».

Alla luce di quanto innanzi esposto – si legge nella parte conclusiva del documento – si chiede che «le Illustrissime Autorità di Vigilanza e Controllo interpellate, valutati i fatti sopra descritti e svolti gli opportuni accertamenti, vogliano adottare tutti i provvedimenti da Loro ritenuti necessari al ripristino della legalità, ognuno per la propria competenza».

FD