Un anno di Amministrazione

Il sindaco Tina Resta

Dai provvedimenti per la “fase due” al bilancio del sindaco Tina Resta sui primi dodici mesi di governo

Il 26 maggio, l’Amministrazione ha spento la prima candelina, festeggiando un anno di governo che non è stato tra i più semplici. Alla carenza di personale e alle vicissitudini legate alla prematura scomparsa del Segretario comunale, si è aggiunta l’emergenza Coronavirus, destinata a passerà alla storia come la pandemia più feroce del nostro secolo.

Nell’intervista che il sindaco Tina Resta ci ha concesso, partiamo proprio da un bilancio della “fase due”, soffermandoci sulle preoccupazioni che la comprensibile “euforia da libertà” possa farci fare un passo indietro e sui provvedimenti adottati per favorire la ripresa, il graduale ritorno alla normalità che non può prescindere dal tenere a mente il passato recente, il costo in termini di vite umane e di disagio socioeconomico che questo virus ha imposto.

La seconda parte delle riflessioni del primo cittadino si sofferma sul cammino amministrativo fin qui percorso. Un cammino animato dal desiderio di impegnarsi a scardinare i meccanismi “incancreniti” della politica, che troppo spesso si lascia andare a derive personalistiche, puerili contestazioni o, peggio, altezzose prese di distanza dai cittadini. Un cammino, volendo trovare una sintesi, segnato dall’onestà e dalla determinazione di chi, non avendo scheletri nell’armadio, non è “ricattabile” e si rimbocca le maniche perché “è innamorato di quello che fa”.

Un primo bilancio della “fase due”?

«Se la “fase uno” è stata tragica per l’imprevedibilità dell’emergenza sanitaria che ha colto tutti impreparati, la “fase due” ci impone nuove sfide. La principale preoccupazione è trovare il giusto equilibrio tra la voglia di libertà, più che comprensibile dopo due mesi di “arresti domiciliari”, e il rischio di affrettare i tempi e di ripiombare in un nuovo lockdown.

Probabilmente il mio atteggiamento potrà sembrare troppo restrittivo ma ho il compito di difendere la salute di tutti cittadini. Vorrei si capisse che rispettare le misure di prevenzione, ripensare il modo di stare insieme e di fruire gli spazi comuni con accortezza, è la sola via per evitare nuovi contagi e superare al meglio questa seconda fase.

Comprendo l’impazienza di ritornare alla normalità, soprattutto quella dei più piccoli, ansiosi di ritornare a giocare con i propri amici. Chiedo solo ancora qualche altra settimana di sacrificio: se i dati epidemiologici continueranno ad essere rincuoranti, già all’inizio di giugno potremo guadagnare nuovi spazi, sempre senza abbassare la guardia. Sfidare il virus non conviene a nessuno; non dimentichiamo il prezzo in termini di vite umane che abbiamo pagato.

Turi è riuscita a difendersi abbastanza bene, registrando pochi casi positivi, proprio grazie all’adozione immediata di misure precauzionali rigide e ai comportamenti lodevoli di buona parte della cittadinanza, che ha compreso subito la gravità della situazione. Non dimentico le tante famiglie che, con grande senso di responsabilità, si sono sottoposte alla quarantena volontaria per tutelare la propria comunità. A loro va il mio ringraziamento, così come sono grata a tutti i cittadini e gli esercizi commerciali che, nonostante attraversino un momento di difficoltà economica, si stanno impegnando per adottare tutti gli accorgimenti necessari a ripartire tutti in sicurezza».

Come procede la distribuzione dei buoni spesa?

«Abbiamo approvato il nuovo Avviso pubblico per l’assegnazione della terza e ultima tranche. Rispetto al precedente Avviso, la modifica sostanziale è che possono partecipare anche coloro che hanno già fruito del beneficio nei mesi precedenti. Nella valutazione delle istanze verrà data precedenza a chi presenta domanda per la prima volta e a chi ha ricevuto il buono con la prima tranche di aprile; poi saranno presi in considerazione i cittadini che hanno beneficiato della seconda tranche, quella erogata a maggio».

Accennava all’introduzione delle “tessere spesa”.

«Dopo un’attenta valutazione con i Servizi Sociali, rinnoveremo il meccanismo del banco alimentare: piuttosto che distribuire i pacchi viveri, forniremo una carta prepagata da utilizzare per l’acquisto di beni di prima necessità, cosicché ci sia una forma più riservata di sostegno e il cittadino non si senta “segnalato”. Queste “tessere spesa” saranno finanziate con le donazioni giunte sul conto corrente aperto dal Comune dall’inizio della pandemia, che ad oggi ammontano a circa 4 mila euro, e con una parte dei circa 36 mila euro stanziati dalla Regione Puglia. La restante parte dei fondi regionali la utilizzeremo per dare un contributo al pagamento delle bollette delle varie utenze».

È confermata la riapertura del mercato settimanale?

«Certo, venerdì 29 si ricomincia con i generi alimentari. Abbiamo optato per continuare a svolgere il mercato nella sua posizione storica, ampliando l’area di vendita a una porzione di via Benedetto Croce (fronte bar Nottingham) in modo da garantire la distanza di almeno tre metri tra ogni bancarella. Tengo a precisare che è una fase sperimentale: abbiamo studiato il percorso che, in via teorica, dovrebbe creare il minor impatto sulla viabilità e sugli accessi privati. Tuttavia, non è escluso che possa verificarsi qualche criticità e in quel caso saremo pronti a intervenire per rimediare. Conto sulla collaborazione di tutti, sia degli esercenti che dei cittadini, nel seguire le indicazioni che saranno illustrate tramite appositi cartelloni informativi e dai volontari della protezione civile».

Quando sarà autorizzata la vendita dei generi non alimentari?

«Contiamo di essere pronti venerdì 5 giugno. Anche in questo caso, stiamo valutando la soluzione migliore per posizionare in sicurezza i circa 60 ambulanti. Con molta probabilità ci sarà un allargamento dell’area mercatale verso la prima parte di via Gramsci».

Si continuerà con il mercato giornaliero?

«Si svolgerà ogni lunedì, gli altri giorni della settimana si potrà fare affidamento sui nostri esercizi commerciali».

Ci sono novità per gli spazi verdi?

«Stiamo avviando protocolli d’intesa con associazioni e strutture sportive del territorio per iniziare a utilizzare le aree verdi comunali, come il boschetto Zaccheo, e gli spazi esterni degli Istituti scolastici. L’intento è valorizzare questi luoghi, anche in previsione della stagione estiva, creando le condizioni adeguate a svolgere in sicurezza attività di gruppo dedicate a bambini e i ragazzi».

 

UN ANNO DI AMMINISTRAZIONE

Una riflessione dopo il primo anno di governo?

«Avendo già avuto esperienze amministrative, avevo messo in conto di dovermi confrontare con varie criticità connaturate alla gestione della macchina comunale; sinceramente non mi aspettavo di trovare tanti problemi e tutti di difficile risoluzione poiché, essendo stati trascurati per anni, si sono “incancreniti” e richiedono uno sforzo non indifferente per venirne a capo.

Tuttavia, di fronte a questo scenario, ci sono due strade: “tirare a campare” e rimandare ogni decisione al futuro, oppure rimboccarsi le maniche e, con coraggio e onestà, darsi da fare per cambiare il modus operandi della classe politico-amministrativa, scardinare questioni ataviche e riportare Turi ad essere un paese sempre più consapevole delle proprie potenzialità. Quest’ultima è la via che ho scelto, quella più faticosa ma l’unica che, per mia indole, avrei potuto accettare: ho sempre fatto della mia vita una sfida continua; dinanzi a qualsiasi difficoltà, piuttosto che piangermi addosso, lotto per trovare una soluzione.

Sono dell’idea che, in qualunque contesto si operi, ti devi innamorare di quello che fai: se ci metti passione, arrivi alla fine di ogni giornata stanca ma soddisfatta per aver aggiunto un tassello in più nel puzzle delle priorità che ha il nostro paese. Sicuramente posso commettere errori, però non ho timore di chiedere scusa e impegnarmi ancora di più per fare meglio».

Cosa migliorerebbe nelle dinamiche della maggioranza?

«Occorre continuare il percorso di affiatamento tra i singoli componenti che, è importante ricordarlo, non avevano mai lavorato insieme, provenendo da percorsi politici e personali che non si erano incrociati prima. In questi mesi abbiamo fatto notevoli passi avanti nel consolidamento della compagine di governo: ho sollecitato un confronto costante tra consiglieri e assessori, spronando a coordinarsi e a collaborare. Il lavoro di squadra, soprattutto in politica, è un processo lungo e non privo di momenti di tensione o di vivace dibattito; tuttavia, è lo strumento vincente per portare a termine traguardi importanti per la comunità».

Su quale progetto concentrerete l'impegno dei prossimi mesi?

«Ci focalizzeremo sulle opere pubbliche che, a causa dell’emergenza sanitaria, siamo stati costretti a sospendere.

Inizieremo con la riqualificazione di Piazza Venusio, la manutenzione straordinaria di via Sammichele e la sistemazione delle strade extraurbane. Inoltre, porteremo avanti la ricostruzione dei loculi del primo lotto del Cimitero, l’adeguamento antincendio dell'Istituto Comprensivo e la ristrutturazione e messa a norma del campo sportivo comunale. Non meno importate sarà il progetto “Centro antico smart”, che prevede la modernizzazione della pubblica illuminazione presente nel nucleo antico del paese e, in parallelo, il monitoraggio degli accessi ZTL (zona a traffico limitato). Ed a proposito di pubblica illuminazione, proseguiremo la valutazione del project financing per l’ammodernamento dell’intera rete comunale, prevendendo un’ampia discussione e condivisione con tutto il Consiglio comunale.

Per accelerare l’avvio di queste progettualità, stiamo procedendo alla nomina di tecnici esterni con funzione di supporto al RUP (responsabile unico del procedimento) che, almeno fino alle nuove assunzioni, ci daranno l’opportunità di contenere i rallentamenti dovuti alla carenza di organico».

Fabio D’Aprile