Un Bilancio all’insegna del “risparmio”

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Angelo Palmisano: “Ci saremmo aspettati iniziative di rilancio delle attività economiche e turistiche del nostro paese”

Mentre il nostro settimanale si prepara ad andare in stampa, a Palazzo di Città si riunisce il primo Consiglio comunale in “versione Coronavirus”, con consiglieri e assessori collegati in videoconferenza e i cittadini che potranno seguire i lavori in diretta streaming, collegandosi al sito istituzione del Comune di Turi.

Sette i punti iscritti all’ordine del giorno, tra cui l’approvazione del Programma Triennale dei Lavori Pubblici; tuttavia, il tema caldo di questa seduta sarà senza dubbio la discussione del Bilancio di previsione 2020-2022.

In vista del dibattito, abbiamo chiesto al capogruppo Angelo Palmisano di esporre le considerazioni di massima che i consiglieri di “Patto per Turi” hanno maturato dopo lo studio del corposo documento finanziario. Il quadro che emerge è quello di un Bilancio che, oltre ad essere segnato da profondi tagli a vari capitoli, appare “lacunoso” o, come dirà nelle pagine successive il consigliere Spinelli, “che sembra appartenere ad un paese immune al Covid-19”. Non è stata prevista alcuna misura per attutire il contraccolpo della pandemia sul tessuto produttivo turese, così come mancano all’appello indirizzi politici chiari, che programmino il rilancio delle attività economiche del nostro paese. Soprattutto di quelle legate al comparto turistico, che rischiano il collasso qualora non vengano attuate “azioni di promozione volte a incentivare la gente a venire in Puglia e a Turi”.

Ultima nota, dolente, riguarda la stagione cerasicola: Palmisano denuncia che, quando si è ormai prossimi allo scoccare dell’ora della raccolta, ci sono ancora troppe incertezze che minano la sopravvivenza delle aziende agricole e quella delle numerose famiglie che vivono grazie al lavoro nei campi.

Un giudizio complessivo sul Bilancio di previsione?

«Un Bilancio di previsione all’insegna del “risparmio”. Sono stati tagliati molti capitoli, dalla Cultura ed eventi ai Lavori Pubblici, ma questo forse era inevitabile se si pensa che i tributi sono stati slittati a giugno. In realtà, ci aspettavamo che, vista l’emergenza Covid-19, venisse istituito un capitolo ad hoc che prevedesse delle somme da poter impegnare in caso di necessità».

Ci soni punti critici che il vostro gruppo ha riscontrato?

«Secondo noi non c’è stata attenzione nel redigere questo Bilancio, in quanto ci saremmo aspettati un indirizzo proiettato verso iniziative di rilancio delle attività economiche e turistiche del nostro paese che, alla ripresa, si troveranno di fronte al conto che la quarantena inesorabilmente presenterà. Mi piace sottolineare, in quanto parte in causa, che le oltre 30 strutture ricettive che trainano il settore turistico locale saranno compromesse se non verranno messe in campo azioni di promozione volte a incentivare la gente a venire in Puglia e a Turi».

Passando al comparto agricolo, avete avuto una risposta alla richiesta del tavolo tecnico-politico sulle ciliegie?

«Per quanto riguarda il tavolo sulle ciliegie non c’è stato. Più volte abbiamo sollecitato un confronto su diverse tematiche che si potrebbero presentare durante la campagna cerasicola.

Le questioni più rilevanti le ho segnalate in una lettera, inviata come socio Coldiretti al Direttore regionale, Pietro Piccioni, al presidente della sezione turese, Vito Donato Giuliani, e al Governatore Michele Emiliano, nella sua duplice veste di Presidente della Regione e Assessore all’Agricoltura.

Nella missiva, segnalo che, a pochi giorni dall'inizio della campagna cerasicola, ci sono due aspetti che vorrei venissero approfonditi e a cui servirebbero risposte chiare e certe: la tracciabilità dei pagamenti degli operai e la salvaguardia delle aziende agricole in caso di contagio di uno o più operai.

Quali sono le sue richieste?

In merito al primo punto, ritengo che quest'anno si dovrebbe andare in deroga alle norme per due ragioni: le banche, al fine di non creare assembramenti, non saranno più aperte in maniera libera e, dunque, non potranno offrire un servizio efficiente; inoltre, gli operatori privi di conto corrente si vedrebbero in difficoltà nell'affrontare le spese necessarie alla normale sopravvivenza.

Nel secondo quesito, invece, sottolineo la necessità di tutelare le aziende agricole effettuando tamponi a tappetto prima e durante la raccolta: qualora si riscontrino casi positivi al Covid-19, questa sorveglianza sanitaria continua permetterebbe di evitare la quarantena agli operai che hanno avuto contatti con il contagiato, garantendo la continuità del lavoro e la stabilità delle aziende stesse.

Stiamo vivendo una pagina molto triste della nostra vita, che sta mettendo a dura prova gli sforzi che in questi anni ognuno di noi ha costruito con sudore e sacrificio. Il settore primario sta continuando a fare la sua parte, coltivando la terra barcamenandosi tra mille ostacoli e facendo attenzione a tutte le norme di sicurezza, ma è importante che le autorità preposte diano quanto prima indicazioni puntuali, onde evitare di incorrere in un'ulteriore crisi che porterebbe il nostro territorio a ripercussioni in termini lavorativi ed economici».

Fabio D’Aprile