“L’emergenza non è terminata”

mercato giornaliero turi (4)

In vista della “fase due”, pronta una ‘maxi variazione’ al Bilancio per potenziare la spesa sociale

«In linea generale, è un Bilancio condizionato da due grandi “spettri”». Così il sindaco Tina Resta commenta il Bilancio di previsione, in votazione in queste ore.

E gli “spettri” che aleggiano sui conti pubblici si chiamano Fondo crediti di dubbia esigibilità (FCDE) e Covid-19. Il primo, frutto di un’evasione tributaria a cinque zeri, ha ridotto sensibilmente le risorse disponibili, costringendo a fare i salti mortali per arrivare al pareggio di bilancio. Il secondo, argomenta il primo cittadino, ha imposto di rivedere le priorità e riprogrammare l’azione dell’Amministrazione verso un potenziamento della spesa sociale. A tal fine, il sindaco anticipa che si sta lavorando a una “maxi variazione” che consentirà di arginare le conseguenze della pandemia ed affiancare le attività commerciale nella ripartenza.

Esauriti i temi iscritti all’ordine del giorno del Consiglio comunale, abbiamo approfittato per avere alcuni aggiornamenti sui buoni spesa e sull’iniziativa del mercato settimanale.

L'opposizione ha giudicato insufficiente il DUP, ritenendolo un “copia e incolla” delle Linee Programmatiche.

«Mi preoccuperei se fosse il contrario. Il Documento Unico di Programmazione è figlio delle Linee Programmatiche di mandato, ovvero sviluppa e concretizza gli impegni presi con i cittadini durante la campagna elettorale. Non sarebbe corretto snaturare la progettualità con cui ci siamo presentati ai turesi, che ci hanno chiesto di rappresentarli proprio in virtù di quelle Linee Programmatiche.

Altra critica mossa è che non abbiamo dettagliato i tempi delle azioni previste. Vorrei far notare che qualunque Amministrazione non ha la possibilità di fare previsioni stringenti se prima non ha conosciuto dall’interno le problematicità dell’Ente, tanto sul piano economico-finanziario quanto su quello organizzativo, sulle procedure attivate e su quelle da perfezionare. Ed anche dopo aver conosciuto lo stato della macchina amministrativa, gli imprevisti sono all’ordine del giorno.

Infine, sono consapevole che il DUP si sarebbe dovuto approvare prima; tuttavia, ricordo che il DUP deve avere l’avvallo tecnico del Segretario comunale, una figura che a Turi è mancata per diversi mesi. Difatti, è noto che abbiamo dovuto sopperire alla prematura scomparsa del Segretario comunale, la dott.ssa D’Oronzio, sostituita dalla dott.ssa Calabrese a partire dal 13 gennaio. Ad ogni modo, nel frattempo, non abbiamo di certo perso tempo, muovendoci su vari fronti per intervenire sulle urgenze del paese: dalla manutenzione delle scuole e del verde pubblico al rattoppo delle strade; dal progetto per l’efficientamento della pubblica illuminazione al programma di riorganizzazione del personale».

Restando ai temi del Consiglio, un commento sul Bilancio di Previsione?

«Bisogna precisare che abbiamo iniziato a lavorare al Bilancio nel mese di febbraio, arrivando ad approvarlo in Giunta il 16 marzo, prima che si avesse contezza della reale portata dell’epidemia sanitaria. Ecco perché sono presenti risorse per gli appuntamenti culturali, religiosi e folkloristici cui il paese è tradizionalmente legato, come la “Sagra della Ciliegia Ferrovia” e la Festa Patronale.

In linea generale, è un Bilancio condizionato da due grandi “spettri”. Il primo è il Fondo crediti di dubbia esigibilità (FCDE): un vincolo che ci ha imposto rigide restrizioni, obbligandoci a ridurre molte spese e a concentrare le risorse a disposizioni sui provvedimenti giudicati fondamentali sul piano progettuale.

Il secondo è l’emergenza Coronavirus: è inevitabile che la programmazione venga curvata sull’adozione di misure a supporto dei cittadini maggiormente colpiti dalle ricadute sociali ed economiche di questa pandemia. Stiamo già approntando una variazione, da presentare subito dopo l’approvazione del Bilancio, in cui verrà istituito un “capitolo Covid-19”. Qui confluiranno tutte le risorse per le iniziative culturali che non potremo realizzare e che saranno orientate a potenziare la spesa sociale.

Si potrebbe obiettare che, a fine marzo, quando gli scenari emergenziali erano ormai nitidi, avremmo potuto presentare degli emendamenti. Se lo avessimo fatto, in ottemperanza alle norme che regolano la sessione di Bilancio, avremmo rinviato di un mese l’approvazione. Un ritardo che non possiamo permetterci: dobbiamo procedere il prima possibile con le nuove assunzioni del personale, affinché non si blocchi l’operatività della macchina amministrativa».

Accennava a un potenziamento della spesa sociale, avete un programma d’azione?

«Certo, abbiamo già pianificato la direttrice lungo la quale muoverci per affrontare operativamente la crisi sociale. Il primo step è investire nei generi alimentari di prima necessità, sia tramite i buoni spesa e l’aiuto dei privati, che attraverso un intervento diretto dell’Ente, che ha impegnato circa mille euro per l’acquisto di alimenti a lunga scadenza.

Il secondo passaggio sarà dare un segnale di attenzione verso le categorie più colpite dalle ricadute di questo delicato momento storico. In quest’ottica è al vaglio il provvedimento di detassazione della Cosap (canone per l’occupazione di spazi e aree pubbliche), con un’apposita modifica al relativo Regolamento. L’obiettivo è sostenere le attività ristorative nella riorganizzazione degli spazi, che dovranno inevitabilmente puntare sulle strutture esterne, quali dehors e gazebo. Sono al vaglio anche altre misure per l’agricoltura e le varie utenze commerciali. Chiaramente, i margini di un ente locale, che regge i conti pubblici sulle entrate tributarie, sono esigui e non va mai perso di vista il vincolo dell’equilibrio di Bilancio.

Aggiungo che abbiamo slittato di un mese il pagamento della prima rata della Tari (tassa sui rifiuti) e che a breve verranno rimborsati i buoni pasto del servizio mensa e le rette del servizio di trasporto scolastico di cui non si è usufruito. Inoltre, abbiamo avuto dalla Regione il consenso ad utilizzare le risorse del Piano del diritto allo studio per l’acquisto di tablet e computer per i bambini della scuola dell’infanzia, dal momento che, almeno fino a settembre, si andrà avanti con la didattica a distanza. Nelle prossime settimane, inoltre, aprirò un tavolo di concertazione con la ditta che gestisce il servizio di igiene urbana, la Navita srl, per trovare una formula di compensazione tra i servizi non erogati (come le prestazioni durante il mercato settimanale e la minore raccolta dei rifiuti delle utenze commerciali) e quelli straordinari, come il ritiro dei rifiuti offerto ai cittadini in quarantena, che sono tenuti a fare una raccolta indifferenziata».

Buoni spesa. Quante famiglie hanno beneficiato della prima "tranche"?

«Alla data del 21 aprile, risultano pervenute 188 istanze di cui 3 in fase di istruttoria. Di queste, 125 sono state ammesse per un importo complessivo di buoni spesa pari a 34mila euro. 60 sono, invece, le domande escluse: dai controlli effettuati, in molti casi è risultato che si è dichiarato un reddito percepito nel mese di marzo superiore a quello previsto nei criteri di ammissione, in altre istanze mancava il requisito della residenza o il nucleo familiare indicato era difforme rispetto ai dati presenti nell’archivio dell’Anagrafe comunale.

Le domande continuano ad arrivare e i Servizi Sociali si stanno impegnando per evaderle nel minor tempo possibile. Anche perché, fin quando non sarà approvata la delibera che avvierà l’avviso pubblico per la seconda “tranche”, i buoni spesa continueranno ad essere erogati seguendo i criteri del disciplinare originario».

Su quali criteri si orienterà questa seconda "tranche"?

«Alla luce delle relazioni dei Servizi Sociali, che hanno potuto monitorare le richieste giunte durante questa prima fase, si è deciso di allargare le maglie: potranno partecipare tutti i cittadini che nel mese di marzo hanno percepito un reddito complessivo inferiore ai 600 euro, a prescindere se siano o meno beneficiari di forme di sostegno pubblico, come il Reddito di Cittadinanza o il Reddito di Dignità. Ovviamente, sono esclusi coloro che hanno usufruito della prima “tranche”.

È un indirizzo simile a quello assunto dal Comune di Gioia del Colle, che teniamo in considerazione in quanto capofila del Piano Sociale di Zona, ed è nato dalla constatazione che alcuni cittadini, soprattutto lavoratori precari o “alla giornata”, non hanno potuto accedere ai buoni spesa poiché, pur non avendo lavorato e non essendo destinatari di alcun sostegno statale o regionale, si sono trovati ad avere un reddito di poco superiore ai 500 euro.

In base alla disponibilità economica, non escludo anche una “terza tranche” che, sempre raccordandosi con i Servizi Sociali, potrebbe prevedere di intervenire nuovamente a sostegno dei beneficiari della “prima tranche”. Del resto, tra la prima e la terza erogazione, sarà trascorso un mese».

Come è nata l’idea del mercato ortofrutticolo giornaliero?

«Dopo l’ordinanza di chiusura del mercato settimanale, in vigore dall’11 marzo, ho ricevuto molte segnalazioni di aumento dei prezzi di frutta e verdura. Come insegnano i rudimenti delle leggi dell’economia, lo strumento più immediato per calmierare i prezzi è alimentare la concorrenza. Questa è la prima riflessione che mi ha spinto a organizzare un mercato quotidiano, riservato ai soli generi alimentari, che ospita dieci “spuntisti”, ovvero quei rivenditori che, in caso di assenza dei titolari di licenza, possono prenderne il posto. Il tutto elaborando una struttura logistica che consente il rispetto delle distanze di sicurezza tra le varie bancarelle, all’interno di un percorso controllato dalla Polizia Locale e dai volontari della Protezione Civile.

La seconda ragione è che ho ritenuto utile iniziare, “in piccolo”, a sperimentare assieme ai cittadini il nuovo modo in cui ci si dovrà muovere all’interno del mercato. Vorrei che questa iniziativa fosse letta come una sorta di “tirocinio”, una fase di graduale transizione verso la ripresa del mercato settimanale, che non potrà più svolgersi nelle modalità cui eravamo abituati prima della pandemia. Difatti, stiamo studiando a tavolino le modalità più funzionali per evitare assembramenti e prevenire i possibili contagi. All’inizio della prossima settimana ne discuteremo all’interno del COC, avvalendoci anche dei suggerimenti del medico referente dell’ASL».

A proposito di rincari, ci sono stati riscontri dopo la segnalazione alla Guardia di Finanza?

«La risposta della Tenenza di Putignano, che ringrazio, è stata celere ed efficace. Sono stati eseguiti controlli mirati su vari esercizi commerciali, soprattutto supermercati e fruttivendoli. Ora si passerà alle verifiche a campione sulla veridicità delle autocertificazioni che vengono prodotte dagli esercenti dove è possibile spendere i buoni spesa».

Un messaggio ai cittadini per la ricorrenza della Festa della Liberazione.

«Sarà un 25 aprile molto diverso da come avevo immaginato la celebrazione del 75esimo Anniversario della Liberazione. Mi sarebbe piaciuto coinvolgere le scuole in un percorso che non si esaurisse al “giorno di festa”. È importante approfondire il valore di questa ricorrenza istituzionale, che è un tassello irrinunciabile della Storia della nostra Repubblica, attualizzandone il significato e mantenendo vivo il ricordo di quanti hanno sacrificato la propria vita per la libertà. Quella libertà che spesso diamo per scontata e che, in questi giorni di restrizione, forse abbiamo imparato ad apprezzare fino in fondo. Il messaggio non può che essere di speranza e fiducia: riusciremo a superare questi infausti giorni e ritorneremo a guardare al futuro con più coraggio e determinazione di prima».

Fabio D’Aprile