“Come se la Giunta comunale fosse affar loro”

Domenica Laruccia

Domenica Laruccia condanna il silenzio del governo Resta sulla “questione De Florio”

Mantenere il silenzio sulle ragioni della rinuncia alle deleghe del consigliere De Florio “denota arroganza e mancanza di rispetto”. Il giudizio dell’architetto Domenica Laruccia, segretario del Partito Democratico di Turi, è senza appello: i cittadini hanno il diritto di sapere cosa accade a Palazzo di Città, non attraverso indiscrezioni o lettere riservate che filtrano per caso o calcolo, ma in maniera diretta e proprio in nome della trasparenza che “TuRinasce” ha sostenuto in campagna elettorale. A meno che non si debba pensare che “le motivazioni di questo gesto siano inconfessabili”.

Allargando il quadro all’operato del governo cittadino, Laruccia sospende ogni valutazione per mancanza di materiale: “Difficile giudicare perché non si è visto nulla”. E non varrebbero le attenuanti della carenza del personale, maggiore rispetto a quello con cui hanno amministrato Coppi e il Commissario Cantadori, o la mole dei problemi, che sono “né più né meno di quelli di sempre, con la differenza che ora a Turi stanno arrivando molti soldi grazie ai progetti presentati nei mesi scorsi”.

Infine, se al Partito Democratico “le novità e i cambiamenti piacciono”, la proposta di introdurre il Presidente del Consiglio comunale viene bocciata poiché si qualifica come uno strumento che, ben lungi dall’essere utile alla collettività, serve solo per “migliorare gli equilibri interni di una Giunta che comunque ha cominciato a perdere pezzi”.

 

Il Consigliere Teresita De Florio ha rimesso le deleghe senza esplicitare le motivazioni. Il prof. Resta parla di "congelamento" della vicenda. C'è stato un cortocircuito in maggioranza?

«Quello che sorprende di questa vicenda è che nessuno della maggioranza abbia sentito il dovere di spiegare ai cittadini i motivi per cui un consigliere si sia ritirato dopo appena un mese. Come se la Giunta comunale fosse affar loro e non invece di tutti i turesi. Il silenzio dell'amministrazione Resta denota arroganza e mancanza di rispetto. E fa pensare che le motivazioni di questo gesto siano inconfessabili».

 

Come giudica l'operato dell'amministrazione in questo primo mese?

«Difficile giudicare perché non si è visto nulla. Ad esempio, in questi giorni di maltempo avrebbero dovuto coordinare, insieme alla Protezione Civile, gli interventi da effettuare e avrebbero potuto andare a vedere con i tecnici dell’ufficio tecnico se le due griglie appena sistemate hanno permesso la regolare raccolta di acqua piovana. E invece qualche passeggiatina a uso dei fotografi e qualche selfie, nient'altro».

 

Non le pare che la "lentezza" che viene imputata alla Giunta Resta dipenda dall'aver ereditato tanti problemi e poche risorse umane?

«Al contrario. Il personale, ad esempio, è superiore a quello di cui hanno potuto avvalersi il sindaco Coppi e il Commissario Cantadori. Ricordo infatti che durante il periodo commissariale sono arrivati quattro nuovi dipendenti. Quindi non ci sono scuse. Circa i problemi da affrontare non sono né più né meno di quelli di sempre, con la differenza che ora a Turi stanno arrivando molti soldi grazie ai progetti presentati nei mesi scorsi. Speriamo che sappiano almeno portarli avanti senza perdere altri finanziamenti. Turi non può permettersi altro ritardo rispetto ai Comuni limitrofi».

 

Perché il Partito Democratico si oppone all'ipotesi di istituire la figura del Presidente del Consiglio comunale?

«Al Partito Democratico le novità e i cambiamenti piacciono, ma devono essere cambiamenti che migliorano la qualità della vita dei cittadini e non atti a migliorare gli equilibri interni di una Giunta che comunque ha cominciato a perdere pezzi. Se questo incarico potesse portare un valore aggiunto al lavoro che questa maggioranza si spera si appresti a fare, noi sosterremmo tale scelta. Ma così non è. Se il sindaco vuole sembrare meno accentratore dovrebbe rinunciare alla delega ai lavori pubblici o all’urbanistica, perché questo sarebbe di aiuto al paese e non soltanto al suo attaccamento alla poltrona».

 

Ritiene convincente la programmazione culturale estiva? È realmente funzionale alla promozione del paese?

«Dipende dalla finalità del programma. Se si vuole accontentare i turesi con qualche iniziativa allora va bene, ma se si vuole essere più attrattivi e attraenti, verso i turesi e verso i forestieri, allora probabilmente bisognerebbe pensare alla istituzione di una figura nuova, un Direttore Artistico che abbia le competenze e i contatti per programmare eventi di successo durante tutto l’anno, non solo nelle poche settimane estive. Abbiamo tanti professionisti a Turi che potrebbero ricoprire al meglio tale ruolo. “Intanto Patto per Turi” ha organizzato per venerdì 2 agosto “Trònery in the night”, una festa dedicata ad uno dei prodotti tipici di eccellenza del nostro territorio, siete tutti invitati!».

 

A parte la “questione personale”, su cosa dovrebbe concentrarsi l’azione amministrativa nei prossimi mesi?

«Mi sarei aspettata, visto che in campagna elettorale ad ogni tema che veniva affrontato l’attuale sindaco rispondeva “studieremo le carte”, che studiassero le carte e con calma cominciassero ad agire. Ci sono finanziamenti fermi sulle scrivanie dei capisettore; ci sono problemi che derivano da lontano, come abbiamo visto in questi giorni, legati al deflusso delle acque piovane ad esempio. Mi sarei aspettata anche che leggessero i vari regolamenti comunali e i capitolati delle aziende che forniscono servizi al nostro comune. Invece dobbiamo accontentarci di selfie e frasi fatte. Spero che l’estate porti consiglio».

 

Una Fondazione per Sant'Oronzo: favorevole o contraria alla proposta di De Grisantis?

«L'idea della Fondazione potrebbe essere valutata a due condizioni: che non serva per creare un centro di potere a vantaggio di pochi e che non sia un trampolino per preparare carriere politiche. Poi è discutibile, a mio parere, che una Fondazione gestisca insieme attività che hanno anche finalità economiche, come la Sagra della Ciliegia, con attività religiose, come le celebrazioni in onore di Sant’Oronzo. Si tratta di stabilire prima quali dovrebbero essere le sue funzioni per evitare commistioni poco naturali».

FD