“Illuminazione pubblica, rischiamo di perdere 700mila euro”

Lilli Susca

Riceviamo e pubblichiamo una nota del consigliere Lilli Susca

“Non metterò i bastoni tra le ruote, purché il carro cammini”. Così avevo detto all’indomani delle elezioni amministrative in conseguenza delle quali ho assunto il ruolo di consigliere di minoranza. E così ho fatto. Ho osservato, ascoltato, letto con attenzione, a volte storcendo il naso davanti a scelte a mio parere opinabili, ma che non sembravano nuocere alla comunità. Ho evitato le polemiche e i pettegolezzi e ho condiviso con gli altri consiglieri di minoranza un approccio rispettoso, ma sempre attento, al nostro ruolo.

Oggi, però, sono costretta a rilevare un problema di grave inefficienza. Nel 2017 il nostro Comune si è aggiudicato un finanziamento di 700 mila euro a fondo perduto per il rifacimento della pubblica illuminazione in tutto il centro storico. Bando di gara della Città Metropolitana. Benissimo, voi direte. Certo! Peccato però che per poter effettivamente usufruire di quel finanziamento sia necessario adempiere ad una serie di obblighi di competenza dell’Ufficio Tecnico del Comune. E tali obblighi, in questi due anni, sono stati totalmente ignorati. Tant’è vero che siamo arrivati quasi alla scadenza per la cantierizzazione, superata la quale non sarà più possibile recepire il finanziamento.

In sintesi, il Comune di Turi sta per perdere 700 mila euro a fondo perduto. Non un prestito, attenzione! Non ci sarebbero quote da restituire né interessi da pagare. Niente di niente. E non per un’opera tutto sommato superflua, ma per la pubblica illuminazione che a Turi non viene toccata da trent’anni. Una delle opere, quella del rifacimento della pubblica illuminazione, più urgenti da realizzare, sbandierata ai quattro venti da entrambe le liste. E come mai noi consiglieri della minoranza, del movimento politico “Patto per Turi”, considerati incompetenti in campagna elettorale, siamo consapevoli già da tempo del problema e la maggioranza, costituita da persone di grande esperienza amministrativa, sembrava ignorarlo? E se ne erano a conoscenza, perché non hanno immediatamente preso in mano la situazione al fine di evitare di perdere questo finanziamento? Forse perché avevano altre questioni da affrontare, come per esempio la spartizione delle poltrone. Forse perché non c’è questa armonia all’interno del gruppo di maggioranza che tanto vorrebbero farci credere. E quando non c’è armonia, la macchina non cammina, il motore s’inceppa e si è costretti a rallentare se non a fermarsi più e più volte.

Adesso sembra che l’unica possibilità che abbiamo di non perdere il finanziamento è che la Città Metropolitana ci conceda una proroga. Ma perché affidarci sempre alla clemenza degli enti erogatori? Il problema dell’Ufficio tecnico del Comune di Turi è evidentemente strutturale, altrimenti non avremmo sotto i nostri occhi un paese fermo su tutti i fronti, incapace di ingranare la marcia e ripartire, per raggiungere quei Comuni limitrofi che sono partiti da condizioni simili alle nostre, ma che adesso viaggiano su binari diversi, a velocità completamente diverse. E noi fermi a guardare. Ad applaudire anche.

Allora mi chiedo, se colui, che in questi anni ha tirato il freno del nostro paese, si fosse (per ipotesi…) reso conto che Turi non sia il contesto giusto per realizzare le sue aspirazioni professionali e che farebbe meglio a porre termine alla sua “avventura” qui per esplorare nuovi orizzonti, perché frustrare questa aspirazione? Perché negare ad un professionista di realizzare il proprio sogno? Perché, signor sindaco, perché?!