Giannalisa Zaccheo: “Tanti selfie ma pochi atti concreti”

Giannalisa Zaccheo

Il consigliere d’opposizione rileva i punti critici della nuova Amministrazione

“Tutto fumo e niente arrosto” o, per essere meno icastici, “ordinaria amministrazione fatta passare come attività straordinaria”.

L’intervista che l’avvocato Giannalisa Zaccheo, consigliere d’opposizione, ci ha rilasciato argomenta con estrema precisione la tesi di un governo cittadino frenato dal malcontento che cova all’interno della propria maggioranza e spinge a “distogliere” l’attenzione dalle urgenze della comunità, ad iniziare dal nodo gordiano della “carenza del personale, che a breve diventerà di una tale gravità da rischiare di bloccare letteralmente la macchina amministrativa”.

Pur ritenendo prematuro fare un consuntivo dopo un mese di governo, i primi segnali non convincono. Un esempio su tutti è la controversa intenzione di introdurre la figura del Presidente del Consiglio comunale, ritenuta una “mossa da prestigiatore” che il primo cittadino ha dovuto compiere per accontentare “chi, probabilmente, ha battuto i pugni in modo più forte di altri sul tavolo del neo sindaco”.

 

L’Amministrazione ha ‘festeggiato’ il primo mese dal suo insediamento. L’ha convinta il consuntivo presentato da Tina Resta?

«Parlare di consuntivo a soli 30 giorni dall’insediamento lo trovo a dir poco prematuro. Tuttavia, prendo atto che il sindaco (preciso che declino in modo neutro le parole che si riferiscono a ruoli istituzionali o professionali, e quindi non userò il termine “sindaca” o “sindachessa”) riesce a far passare quasi come straordinarie attività che rientrano nella più che ordinaria amministrazione, visto che, nel suo personale consuntivo fa riferimento alla “piantumazione” di fiori in due fioriere in via XX Settembre (SIC!) e alla disinfestazione della fogna bianca. Per il resto solo enunciazioni».

 

La sua opinione sulla volontà di introdurre la figura del Presidente del Consiglio comunale?

«Quando è iniziata a diffondersi la voce che questa amministrazione avesse l’intenzione di introdurre la figura del Presidente del Consiglio, io non ho voluto crederci. Ero convinta che si trattasse di una “bufala” per quanto assurda mi sembrasse questa idea. Sia per l’assoluta inutilità di questa figura istituzionale in un paese con poco più di 13 mila abitanti, sia per il fatto che, dovendo modificare lo Statuto dell’ente per introdurla, mi aspettavo che di questa intenzione la lista Turinasce ne parlasse in campagna elettorale e ne facesse cenno nel programma.

Lo Statuto per un Comune corrisponde a ciò che la Costituzione rappresenta per uno Stato, ecco perché mi aspettavo che l’allora candidata sindaco rendesse noto all’elettorato questa fondamentale novità sulla quale, evidentemente, la cittadinanza avrebbe potuto/dovuto esprimersi. E invece... “è tutto vero!”, citando la stessa Tina Resta. Che dire? Sono a dir poco sgomenta! Soprattutto per le motivazioni poco convincenti che il sindaco fornisce per giustificare un’operazione che ha solo un obiettivo: moltiplicare poltrone per soddisfare gli appetiti di chi, evidentemente, in maggioranza non si è sentito sufficientemente “gratificato”.

È evidente, infatti, che nella maggioranza molti covano forti malcontenti…e così, con una mossa da prestigiatore, si è trovato il modo per creare uno scranno in favore di chi, probabilmente, ha battuto i pugni in modo più forte di altri sul tavolo del neo sindaco, il quale, evidentemente, ha dovuto cedere. A fronte di quali conseguenze se non si fosse trovata la quadra? Questo non ci è dato saperlo. Comunque sia, nel momento in cui la cosa dovesse diventare ufficiale e quindi diventare una proposta di modifica statutaria, noi del gruppo “Patto per Turi” ci opporremo con tutte le nostre forze. La presidenza del Consiglio, infatti, in un Consiglio che conta 16 consiglieri e due gruppi consiliari (uno di maggioranza e uno di minoranza); che si riunisce al massimo 12 volte all’anno, non ha assolutamente ragione di essere, considerato che questa poltrona, ripeto, assolutamente inutile, rappresenta un maggiore onere a carico delle casse comunali.

Non è un caso che la legge non contempli la Presidenza del Consiglio per i piccoli Comuni. Questo organo ha senso per i Comuni più grandi e più complessi in termini di organigramma. Penso ai comuni composti da diversi municipi, aziende municipalizzate, società controllate dagli stessi enti locali, con una popolazione rilevante, un numero di consiglieri più elevato e maggiori gruppi consiliari. A Turi il Presidente del Consiglio si limiterebbe a concordare con i capigruppo la data del Consiglio; comunicare l’ordine del giorno dello stesso; e, nel corso della riunione consiliare, dirigere i lavori, cioè enunciare l’ordine del giorno che si sta per affrontare, dare la parola ai consiglieri che la chiedono e porre le varie questioni ai voti, tutto qua... Non mi pare che il sindaco non ce la possa fare, tra l’altro i predecessori di Tina Resta, da sempre, ci sono riusciti, anche con una situazione politica all’interno dell’assise consiliare più complessa.

Né appaiono convincenti le rassicurazioni addotte dal sindaco quando afferma che i maggiori costi saranno evitati grazie alla decurtazione che i componenti della giunta e il sindaco opereranno volontariamente sulle proprie indennità. Da un sindaco che abbia a cuore le sorti del proprio Paese mi aspetto più onestà intellettuale. Tina Resta è troppo intelligente per non sapere che ogni scelta politica non deve essere presa guardando all’immediato, ma deve essere adottata con uno sguardo rivolto verso il futuro. Mi spiego: nel momento in cui la Presidenza del Consiglio viene istituita, nessuno può garantire che chi dovesse un domani subentrare agli attuali amministratori “virtuosi” debba necessariamente optare per la riduzione delle indennità dei componenti la Giunta per coprirne i costi, dal momento che le indennità di funzioni sono stabilite per legge e nessuno può disporre dei diritti di altri. Pertanto, in futuro questa figura istituzionale potrà gravare al 100% sulle casse del nostro ente».

 

Ogni governo, compresa la gestione commissariale, ha i suoi costi. Ci sono motivi particolari per accendere i fari dell’opinione pubblica sulle retribuzioni della Giunta Resta?

«Sulle retribuzioni dei componenti una Giunta o di un qualsiasi altro organo politico o amministrativo, io ho una personale opinione. A chi si impegna nell’interesse della collettività, a chi dedica tempo, sottraendone alla propria attività lavorativa o familiare, è giusto che gli venga riconosciuto quanto la legge stabilisce caso per caso. Certo, i costi della Giunta Resta sono più levati che in passato in quanto i suoi componenti sono tutti liberi professionisti e lavoratori autonomi, ed è noto a tutti che in questi casi le indennità di funzione sono raddoppiate. Tuttavia, il potere di nominare gli assessori è una prerogativa del sindaco ed è giusto che la eserciti pienamente e insindacabilmente. A noi cittadini è dato giudicare e valutarne i risultati».

 

Si parla di professionisti turesi, interni ed esterni all’apparato amministrativo, indagati per presunti abusi edilizi. Quale sarà la vostra linea?

«Sulla questione degli abusi edilizi a cui lei fa riferimento, al momento non ci sono notizie ufficiali. Premesso che per forma mentis sono garantista (e il mio titolo di avvocato non mi permetterebbe di essere diversamente), nel senso che per legge una persona deve presumersi non colpevole fino a quando non vi è una sentenza passata in giudicato, tuttavia, noi consiglieri di minoranza procederemo nell’immediato ad effettuare l’accesso agli atti, per esercitare il controllo che ci compete al solo fine di verificare se gli uffici di competenza operino, o abbiano operato, all’insegna della legalità e trasparenza. Dopo di che, qualora in futuro vi siano provvedimenti giudiziali, quali un rinvio a giudizio, per alcuni consulenti interni o esterni del Comune di Turi, il gruppo consiliare “Patto per Turi” potrà richiedere l’istituzione di una Commissione di inchiesta in seno alla commissione di Controllo, al fine di verificare la sussistenza di responsabilità amministrative di eventuali imputati dipendenti comunali e/o consulenti esterni ed, eventualmente, valutare la possibilità per il Comune di Turi di costituirsi parte civile. Mi auguro di cuore, però, che questa ipotesi non si verifichi mai».

 

Entro il 31 luglio il Consiglio comunale tornerà a riunirsi per l’approvazione degli assestamenti di bilancio. State elaborando qualche proposta?

«Sugli assestamenti di bilancio non sono ancora in grado di pronunciarmi, dal momento che non è ancora noto in che modo intende muoversi l’organo esecutivo. Attendiamo la convocazione della prima Commissione per essere eruditi in tal senso e solo in seguito sarò in grado, insieme al mio collega consigliere di minoranza, Sergio Spinelli, di avanzare delle proposte».

 

Una Fondazione per Sant’Oronzo: cosa ne pensa della proposta del dott. De Grisantis?

«Sono molto favorevole alla proposta avanzata dal dott. De Grisantis di costituire una Fondazione per Sant’Oronzo. Per una serie di ragioni: la fondazione è un istituto giuridico disciplinato dal codice civile, che, per esistere, deve ottenere il riconoscimento giuridico. Ciò implica maggiori controlli soprattutto in ordine alla gestione contabile e finanziaria e ai bilanci, che devono essere assolutamente pubblici e redatti con tutti i criteri di legge.

Ho letto sui social che alcuni cittadini temono la “privatizzazione” della Festa di Sant’Oronzo, ma vorrei ricordare loro che anche il Comitato della festa di Sant’Oronzo è un istituto giuridico privato. Solo che, a differenza della Fondazione, non è vincolato da regole di trasparenza di cui ho accennato prima.

Grazie all’esistenza della Fondazione, poi, i cittadini avrebbero la possibilità di devolvere il loro 5 per mille per la realizzazione del progetto “Sant’Oronzo”, molto più ambizioso dell’organizzazione della sola festa patronale, dal momento che si pone l’obiettivo di dare vita ad iniziative culturali e di valorizzazione del territorio. Insomma, assolutamente e convintamente d’accordo!».

 

Un suggerimento all’Amministrazione?

«Non credo che questa Amministrazione abbia bisogno di suggerimenti. Più che di suggerimenti noi di “Patto per Turi” stiamo approntando proposte concrete che saranno sottoposte all’ordine del giorno dei prossimi Consigli comunali. Tuttavia, ho notato che in questo primo mese di governo si è dato spazio ad una propaganda fatta solo di immagini e slogan sui social, tipico stile dei tempi che corrono. “Tutto fumo e niente arrosto”, direbbero gli antichi. Ecco, più che un suggerimento, esterno un mio pensiero: mi piacerebbe che la politica torni ad essere fatta nelle sedi istituzionali, con atti concreti di governo. La nostra cara Turi sta affrontando un problema enorme, destinato ad accrescersi nei prossimi mesi; mi riferisco alla carenza del personale, che a breve diventerà di una tale gravità da rischiare di bloccare letteralmente la macchina amministrativa… si corra ai ripari il più presto possibile, dato che i provvedimenti adottati dal Commissario Prefettizio (e non certo dalla Giunta Resta, come è stato falsamente dichiarato) ad oggi sono risultati insufficienti, perché poi ci sarà davvero poco da “selfare”».

FABIO D’APRILE