RESTA? IL PEGGIOR SINDACO DI SEMPRE

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LE REAZIONI DI PAOLO TUNDO ALLA NOMINA DI RESTA

Onofrio Resta assessore alla provincia? Me l’aspettavo, era abbastanza prevedibile. Il gruppo di Tato Greco e Matarrese con La Puglia prima di Tutto è riuscito a eleggere tre consiglieri. Quindi...”.
I commenti a caldo sono di Paolo Tundo, assessore al comune di Turi, diretto avversario del noto pneumologo, plurivotato ma non eletto nell’ultima tornata elettorale.

Non mancano le prime reazioni dal mondo politico e istituzionale, i vocifera in città. La giunta provinciale Schittulli ora è al completo, al dott. Resta vanno le Attività Produttive e Sviluppo, un assessorato chiave per l’economia del Sud Est Barese.
Raggiunto telefonicamente, Tundo sembra essersi ripreso dalla “batosta elettorale”: “prendo la vita con serenità!” ha esclamato serafico.

Le prime frasi quasi sussurrate, poi ci è bastato nominare Resta. A quel punto spara, dapprima augurando “di vero cuore” un felice mandato al neoassessore provinciale. E' solo apparenza perchè, poi darà sfogo alle sue considerazioni di riguardo, non proprio indulgenti: “A Turi, Onofrio è stato il peggior sindaco di sempre. La sua giunta durò appena due anni, dopodiché a metà del 1991 fu cacciato e sfiduciato per incapacità nella gestione della cosa pubblica, per aver disastrato l'economia e per concessioni edilizie prima date e poi subito ritirate, a seguito delle indagini della magistratura. E’ stato sfiduciato dal dott. Valentini, l’uomo forte dell’epoca, da Petrera e ancora dall’Ing. Lozupone, a causa dei guasti sociali provocati a Turi. Ha lasciato terra bruciata”.

MANTENGA IL PATTO CON GLI ELETTORI

Corre come un treno Paolo, combattuto tra rabbia per “la mia occasione persa” e speranza “per il futuro della nostra città”.

Alla storia delle divise regalate si trincera dietro un inquieto e tribolante no comment, tra il dico e non dico ma, il treno si arresta: “E’ un problema che non mi riguarda, piuttosto dimostri serietà e mantenga le promesse. Disse dal palco, durante la campagna elettorale, che qualora la comunità lo avesse eletto avrebbe ceduto la sua indennità di assessore alla gente che soffre. Lo dimostri. Ammonterà all’incirca a 3mila euro al mese il compenso, non so bene, ma dovrebbe quantomeno mantenere le promesse e rispettare il patto stretto con gli elettori”.

Le conclusioni sono ancora in agrodolce: “Gli auguro il meglio, spero per la crescita e lo sviluppo di Turi e della nostra provincia che non si comporti come quando ha fatto il sindaco; per carità, è stato un totale fallimento. In provincia di Bari ci sono forti disagi sociali, mentre la disoccupazione dilaga. Sono questi i problemi che contano adesso”.

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