'STANNO METTENDO IN GINOCCHIO QUESTO PAESE'

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Sabato 9 ottobre alle ore 18.30 il gruppo politico de 'La Puglia Prima Di Tutto', rappresentato da Leo Spada, attraverso le parole di Vito Lenato, ha tenuto un comizio sul seguente tema: “Il penoso e stucchevole settimo rimpasto della giunta Gigantelli”.

Per chi segue i Consigli comunali assiduamente, o segue i nostri articoli, molto di quello che andremo a dire sembrerà già sentito, perché le parole utilizzate (lette) da Lenato sono praticamente le stesse di quelle dette dal consigliere Franco Petrare nella sala comunale.

Lenato ha spiegato che sette rimpasti in quaranta mesi “sono la conferma inequivocabile del suo fallimento personale (riferito al dott. Enzo Gigantelli) come Sindaco e del fallimento dei suoi consiglieri di maggioranza”, rei di “sfrenate ambizioni personali, generate da un evidente eccesso di autostima”.

Si è soffermato molto sul ruolo dell’ex vicesindaco, “assessore a tutto”, Franco D’addabbo, il quale avrebbe fatto una scelta strategica di defilarsi dagli incarichi assessorili per dedicarsi alla creazione di una coalizione in vista delle future votazioni che si terranno tra venti mesi. Tutto ciò con il supporto del Consigliere regionale Michele Boccardi. A tal proposito Lenato ha utilizzato queste parole: “Franco D'Addabbo, tu credi davvero che ti possano bastare venti mesi per rifarti una verginità politica?” Se fossi votato, “Piazza Silvio Orlandi sarebbe sicuramente  cementificata con un cinque piani”.

Poi ha tirato in ballo l’assessore Modesto Cazzetta, che a suo dire è stato molto arguto nel tornare in giunta per alcuni interessi personali nella compilazione del PUG. E ancora: ha parlato dell’ex/neo assessore all’agricoltura Giacomo Valentini, “che prima viene cacciato con cattiveria, poi vota contro i provvedimenti della maggioranza, ed ora è tornato in giunta". Riferendosi a delle sue dichiarazioni, Lenato si è chiesto a gran voce: “Mi sputerò in faccia se dovessi ritornare con Gigantelli. Adesso mi chiedo lo hai fatto? Almeno in questa circostanza dimostra di essere di parola”.

Stesso discorso per l’ex/neo assessore Antonio Tateo, che aveva dichiarato qualche tempo fa di aver chiuso con la politica.

Riferendosi poi a tutta la giunta, Lenato ha detto queste parole: “E’ facile immaginare ed anche auspicabile, data la importanza insita nella Giunta, che di essa facciano parte amministratori che ancor prima di essere adeguati alle funzioni politico-amministrativi siano nella vita quotidiana, persone serie”.

Poi ha intimato a Gigantelli di aver inadempito alla risoluzione di alcuni problemi di vita quotidiana del paese: “ai cittadini di Via Noci si continua a negare la viabilità, badi bene servizio primario, che a loro è dovuto oltremodo per egli oneri versati al Comune; i genitori in difficoltà ad accompagnare i propri figli a scuola chiedono un sevizio di scuolabus più efficiente; i cittadini di via Rutigliano chiedono di non fare un altro scempio su quella strada; i 634o firmatari della petizione della LIDL chiedono di non sfregiare un pezzo del territorio comunale.”

Ha concluso il suo discorso abbastanza snello e veloce, durato meno di tre quarti d’ora, con queste parole: “Faccio un forte appello alla società civile e particolarmente ai giovani, alle donne, a prescindere dai propri convincimenti politici, che rimangono per ciascuno di noi un bagaglio personale inviolabile: è l’ora di mettersi in gioco, di fare fronte unico per formare una nuova classe politica dirigente locale a cui affidare le sorti future del nostro paese. Le consultazioni comunali prossime per male che ci vada, sono fissate a maggio 2012 e cioè fra venti mesi circa. Non ci rimane molto tempo per attivarci”.