PAOLO TUNDO: 'SARO' VIGILE E CONTROLLORE'

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Il vicesindaco esprime grande soddisfazione per il nuovo incarico

'Cominciare subito dalla viabilità'

“Non devo ringraziare nessuno. Semmai gli elettori, che mi hanno dato forza e fiducia”. Così, Paolo Tundo, vicesindaco dopo l’ultimo rimpasto di giunta, esprime tutta la sua contentezza.

E’ stato un braccio di ferro snervante, ma alla fine ce l’ha fatta; non nasconde orgoglio e fierezza: “Faccio parte del PDL, non sono mai andato in un altro partito. Ho sempre dimostrato la mia serietà. Sono tra quelli più suffragati”.

Sono felicissimo - trattiene appena il respiro - Ho raggiunto la meta dopo tanti sacrifici. Andava ristabilita una maggioranza più coesa. E comunque ottenere l’incarico di vicesindaco era l’ultimo dei problemi. Servirà ad acquisire maggiore autorevolezza nel lavoro che svolgeremo per il completamento del programma. In realtà sono soddisfatto perché potrò mettermi subito al lavoro e onorare l’impegno, come ho sempre fatto.”

'SARO' CONTROLLORE E VIGILE' - Rispetto alle deleghe ricevute, Paolo Tundo promette di essere “controllore e vigile”. “Per migliorare la gestione amministrativa in materia edilizia - osserva ai nostri microfoni - devo verificare che assessore e tecnici diano una concessione nel rispetto delle norme urbanistiche. Controllerò affinché nulla possa modificare l’aspetto urbanistico e paesaggistico.”

L'EDILIZIA - Il vicesindaco vuole dare una svolta nella gestione amministrativa. Stando ai presupposti, gli domandiamo quindi se mai, finora, controllo ci fosse stato in materia edilizia. “Diciamo che a volte - risponde - le cose non vanno nella direzione giusta, ma non solo a Turi, in tutti i comuni ci sono soggetti che, dopo aver ricevuto una concessione edilizia, ne approfittano. Per questo imporrò delle regole e vorrei coadiuvare meglio il lavoro dell’Ufficio Tecnico con quello della Polizia Municipale. I due settori devono operare in sinergia. Vorrei anche controllare quegli aspetti sociali del territorio.”

IL CASO GIACOMINO - Possiamo immaginare la gioia di Giacomo Valentini, costretto in un primo momento alle dimissioni dal ‘dicastero’ all’Agricoltura, poi reintegrato. Forse non a caso, nei rapporti tra ‘Giacomino’ e Tundo si stava intrecciando  un sodalizio molto speciale. Chiamatelo pure istinto di solidarietà tra colleghi ‘licenziati’, messi in aspettativa e poi reintegrati.

Voci di corridoio paventavano addirittura un disegno occulto; una longa manus tesa ai due ex assessori dai ‘gufi’ arancioni del centrodestra. Circostanze poi smentite nelle interviste.

“Giacomo – fa notare Paolo Tundo – è entrato grazie al sacrificio di Franco D’Addabbo. Un gesto sincero, voluto per dare continuità e coesione all’amministrazione, e portare a compimento il programma elettorale. Tra me e Giacomo c’è sempre stata un’amicizia. Nel contesto politico ci siamo solo scambiati consigli e pareri. Non c’è stato mai nessuno che abbia forzato l’amicizia che ripeto, c’è sempre stata.”

Della De Florio ammette: “Il suo assessorato resta congelato. Speriamo in un suo ritorno e che possa rientrare come assessore insieme a tutti noi.”

Rivolgiamo al vicesindaco la più classica delle domande da fare in questi avvenimenti politici. Cosa farà Paolo Tundo nei primi 30-40 giorni dalla nomina?

“Stimolare e pungolare gli assessori, i consiglieri, il sindaco. Vorrei cominciare subito dalla viabilità. Spero che vengano completati alcuni asfalti su strade in zone periferiche e centrali. E nel più breve tempo possibile.”