COPPI: UN GRAVE ERRORE APPROVARE QUELLA VARIANTE

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Lunedì pomeriggio il Consiglio comunale è chiamato a discutere e ad approvare la cosiddetta variante della discordia del Piano Particolareggiato degli Insediamenti Produttivi. “Io credo – ci dice l’ex sindaco Domenico Coppi - che se il Consiglio comunale approverà questa variante, farà un gravissimo errore.”

Si tratta in effetti di eliminare un tratto di strada che dall’area PIP (via Napolitano) arriva dietro la stazione, una strada di collegamento fra la zona industriale e il centro abitato che per 15 anni è stata ritenuta adeguata per il futuro di Turi, dato che va a mettere ordine in un’area molto confusa. Strada prevista fin dal 1995 quando era sindaco proprio Domenico Coppi, confermata nel 2000 dalla giunta Stefanachi e riconfermata dalla giunta De Grisantis nel 2003.

Ora questa situazione vogliono cambiarla, cancellando quella strada e creando in alternativa uno sbocco in via Gioia canale. Perché? “Per due motivi – ci spiega il dottor Coppi - il primo per un problema di uno scivolo di un palazzo, risolvibile facilmente con una rotonda. Il secondo motivo per evitare un contenzioso presso il Consiglio di Stato da parte del proprietario di un suolo che aveva ottenuto in maniera per me non chiara una concessione edilizia sul tracciato della strada.”

Il TAR a questo proposito ha dichiarato che il permesso di costruire è illegittimo perché rilasciato il 29/9/2003 e quindi successivamente all’adozione della variante urbanistica avvenuta l’1/8/2003. “Quindi – conclude Coppi - un errore di tipo urbanistico e un errore il passaggio di un messaggio molto negativo: con questo comportamento finiamo per dare ragione a chi afferma che viene prima l’interesse privato di quello pubblico. Un interesse privato per giunta scaturito da una illegittimità.” Terremo informati i lettori su come evolverà la situazione.

Brevissimo commento finale. La sensazione è che, in questo periodo di condoni applicati o soltanto troppo sbandierati, a Turi come nel resto d'Italia, si pensi, sbagliando, che tutto o quasi si possa fare perchè tutto o quasi ci viene permesso di fare.