NA’ VÒLTE S’MBÌCHE NECÒLE! TRE ANTICHI ANEDDOTI

anziani

Per aiutare il lettore ad avvertire il senso della nostra cultura popolare e contadina, ecco tre aneddoti che ‘spiegano’ l’origine di alcuni modi di dire dei nostri nonni e dei nostri genitori.

Un pescivendolo, una mattina di tanti anni fa, cercava al mercato di spacciare del pesce andato a male per pesce fresco e buono. Un truffatore si avvicinò per comprarlo dando dei soldi falsi al pescivendolo. Lo spacciatore di monete false, soddisfatto e felice di come gli era andata, voltò le spalle al venditore e disse: “Aqquànne gli à scangè, à sènde u’ chiànde”! (Quando cambierai i soldi, devi piangere). E il pescivendolo, di rimando: “Aqquànne à frìsce, a’ sènde u’ scecattìsce”! (Quando friggerai, sentirai lo scoppiettìo - tipico segno del pesce andato a male).

Nicola, giovane nullafacente ma ricco, conduceva con gli amici una vita allegra, spendacciona e, in pochi anni, diede fondo all’eredità paterna. Ridotto al verde, abbandonato dai falsi amici e disperato, si tolse la vita impiccandosi ad una trave di casa sua. Fu fortunato però: la trave si spezzò e, nel precipitare, portò con sé una borsa ripiena di zecchini d’oro. Saputa la notizia, gli amici riaccorsero premurosi dal giovane, rallegrandosi per la sua inaspettata fortuna. Ma Cola che aveva ‘messo giudizio’, li cacciò dicendo: “Na vòlte se ‘mbìche Necòle”! (Una volta sola si impicca Nicola). Questo aneddoto a dimostrare come non si debba ricadere in taluni errori e come l’esperienza sia spesso determinante nella vita.

Un anziano ‘massaro’, che aveva trascorso la sua vita nell’avarizia, carico di anni e di ricchezze, era giunto al termine della sua esistenza. Il sacerdote che lo assisteva nell’estrema agonia, gli chiese se volesse ricevere l’olio santo. Il vecchio avaro, raccolte le ultime forze, gli domandò: “Si paga”? Al ‘no’ del sacerdote, con l’ultimo filo di voce, gli disse: “E allòre, iùngeme tùtte”! Questo aneddoto a dimostrare come gli uomini siano sempre disposti a sperperare la roba altrui.

La foto in home è del prof. Giovanni Palmisano.