Lunedì 23 Maggio 2022
   
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Sua Maestà la Faldacchea

faldacchea main

Sulla spinta delle ricerche storiche di Stefano de Carolis, le maestre dolciaie si sono unite per difendere e promuovere l’identità turese del “dolce della sposa”

Dalla ricerca sull'origine della Faldacchea alla costituzione di un'Associazione dei produttori e delle cultrici del dolce emblema di Turi. L'ultimo progetto di Stefano de Carolis, giornalista e appassionato di storia locale, porta a compimento un’aspirazione vagheggiata da anni: unire le maestre dolciaie turesi in un'unica realtà, creando una rete capace di tutelare l’identità della Faldacchea e di promuoverla all’interno di un circuito nazionale e internazionale.

Il primo passo, dicevamo, è stata la ricerca sulla storia della Faldacchea, che ha trovato un punto fermo nella figura di Anna Antonia Martinelli: «Dai documenti rintracciati presso l’Archivio Diocesano di Conversano – ripercorre de Carolis – ho potuto accertare che la “monecacédde”, a partire dal 1887, vive per dodici anni all’interno del Convento di Santa Chiara ed ha l’opportunità di apprendere la ricetta della Faldacchea, gelosamente custodita dalle monache claustrate. Una volta conclusa l’esperienza conventuale, allestisce un piccolo laboratorio casalingo, trasformandolo in una “fucina” dove un’intera generazione di donne imparerà le tecniche di preparazione della Faldacchea e di altre ricette della tradizione pugliese». «La Faldacchea – rimarca – è dunque un dolce che ha la sua crescita e diffusione a Turi e non a Cassano delle Murge, come si riteneva fino a poco tempo fa in base a un’imprecisa ricostruzione storica, che collocava erroneamente la Martinelli all’interno del Convento cassanese».

faldacchea doc

Autorizzazione per Antonia Martinelli ad entrare nella clausura di Turi firmata nel 1887 dalla Autorità ecclesiastica. (Archivio Diocesi di Conversano)


L’Associazione della Faldacchea di Turi: i progetti in cantiere

Ripristinata la verità storica delle radici turesi della Faldacchea, de Carolis si è spinto oltre: ha avviato un proficuo dialogo con le maestre dolciaie turesi, riuscendo a trovare un terreno comune e a motivarle a costituire l’Associazione culturale “La Faldacchea di Turi”, presentata ufficialmente lo scorso 20 ottobre presso la sala stampa della Camera dei Deputati, assieme al deputato Ubaldo Pagano e al sindaco Tina Resta.

logo con cartiglio

Quanto ai progetti in cantiere, Stefano de Carolis annuncia che «l’Associazione ha già intrapreso l’iter burocratico per far ottenere alla Faldacchea il riconoscimento di prodotto tipico tradizionale».

«Insieme alle maestre dolciaie commercianti turesi – aggiunge – abbiamo redatto e depositato la ricerca storica sulle origini della Faldacchea e il disciplinare di produzione, in modo che la preparazione del dolce rimanga fedele alla ricetta originaria, tramandata da Anna Antonia Martinelli e variata verso la fine degli anni ’30 da Ninetta Dragone, cui va il merito di aver avuto l’intuizione di aggiungere al ripieno del dolce un pezzo di pan di spagna bagnato con l’alchermes e di aver coniato il termine “scherzetto” per indicare la classica decorazione della Faldacchea».

«Infine – chiosa – stiamo per registrare il marchio collettivo “La Faldacchea di Turi”; un’operazione in cui possiamo contare sul patrocino dell’Amministrazione comunale, in primis del sindaco Tina Resta, che ha sposato appieno la necessità di tutelare il nome del dolce legandolo al Comune di Turi, avviando tutte le procedure amministrative, giuridiche e burocratiche necessarie».

Alla già ricca platea di idee progettuali, si è recentemente aggiunta un’altra iniziativa lodevole: i produttori turesi che commercializzano la Faldacchea (ad oggi gli affiliati sono otto) hanno deciso di esporre in bella vista il logo dell’Associazione, realizzato dall’artista Daniela Angelillo, «per rendere ancora più visibile il dolce e Turi».

 

“Maestre dolciaie per professione”

Dalle Monecacédde ai giorni nostri: l’antica tradizione continua


Marilena Catucci (Cristalli di Zucchero)

Marilena Catucci

Innanzitutto, ringrazio Stefano de Carolis per il lavoro certosino che ha messo in opera – tra ricerche, foto, documenti ed interviste – per ricostruire la vera storia della Faldacchea. Lo ha fatto in maniera assolutamente disinteressata e grazie al suo impegno si è riusciti a costituire un'Associazione che mette insieme tutte le produttrici, proposito che da anni le varie Amministrazioni hanno tentato invano di concretizzare.

La scelta di aderire a questa Associazione nasce, in primis, dal forte desiderio di tutelare la ricetta, le origini e la storia della Faldacchea; in secondo luogo, desideriamo proteggere il nostro prodotto da qualsiasi fonte di contraffazione.

Le aspettative sono la possibilità di farci conoscere oltre il nostro circondario e di far conoscere e apprezzare la Faldacchea; inoltre, ci auguriamo che questa operazione di promozione possa avvicinare anche i più giovani, in modo da poter trasmettere i segreti della preparazione della “bomboniera di Turi”, evitando che si perda una tradizione unica e preziosa.

 

Luciana Cistulli



Luciana Cistulli (Luciana I Dolci)

Ho aderito a questa Associazione – ispirata da Stefano De Carolis, estimatore della Faldacchea e grande sostenitore di chi la produce – perché ritengo sia fondamentale incentivare e salvaguardare la produzione di una specialità che da sempre contraddistingue il nostro paese.

Questo sodalizio nasce dalla volontà condivisa di valorizzare anche il lavoro di noi dolciarie; pertanto, mi aspetto di continuare questo percorso comune di crescita nel pieno rispetto delle competenze e dell'originalità di ognuno.




Angela Iacovazzi




Angela Iacovazzi (Caffè Iacovazzi)

Dopo aver raggiunto il traguardo di essere finalmente uniti in questa Associazione, noi produttori di Faldacchea dobbiamo lavorare per registrare un marchio che possa darci l’opportunità di rilanciare con ancora più determinazione il dolce e la tradizione di Turi.







Francesco Laera e Agnese Maino (Portanova Caffetteria)

Maino Agnese (Bar Portanuova)

L’intento dell’Associazione, nata grazie agli stimoli di Stefano de Carolis, è valorizzare la Faldacchea, facendola conoscere in tutta Italia come il dolce tipico di Turi. In tal senso, l’impegno per ottenere un marchio registrato rappresenta sicuramente una marcia in più per qualificare il prodotto.

L’auspicio è di iniziare a partecipare alle fiere delle eccellenze gastronomiche, in modo da assicurarsi un trampolino di lancio e un’eco nazionale. Essendo tutti uniti, prendere parte a queste attività di promozione diventa meno oneroso, potendo dividere i costi – che finora ricadevano sulla singola realtà produttiva – tra tutti gli aderenti.

Infine, nell’ottica di una “commercializzazione sistemica”, sarebbe ideale che gli ordini più rilevanti fossero equamente distribuiti tra i maestri dolciai che fanno parte dell’Associazione, così da creare un’unica realtà che si muove compatta e che collabora fattivamente in rete.


Lucia Massaro




Lucia Massaro (Dolci Caserecci)

Abbiamo aderito all’Associazione per far conoscere la Faldacchea e promuoverla come dolce tipico di Turi, la cui ricetta ci è stata consegnata dalle nostre nonne che hanno avuto la fortuna di avere come “maestra” la Monecacédde.

 

 

 

 


Marisa Mastrolonardi (Bar Ragno)

Marisa Mastrolonardi - Bar Ragno

L’Associazione è nata con l’idea precipua di affermare con forza che la Faldacchea è un dolce di Turi, ben diverso dagli altri dolci di mandorla che si producono nei paesi limitrofi.

L’obiettivo è cristallizzare la ricetta originaria, che è molto elaborata e richiede maestria ed impegno, in modo che anche le giovani leve possano apprenderne e tramandarne i segreti. Al tempo stesso, è importante essere uniti per custodire le radici turesi di questa prelibatezza, registrando un marchio che salvaguardi prodotto e produttori, rendendo la Faldacchea di Turi riconoscibile ovunque.

Un ringraziamento va a Stefano de Carolis che con la sua ricerca storica ha evidenziato l’origine turese di questo dolce ed ha avuto l’abilità di essere il collante tra tutte le maestre dolciaie che da anni si dedicano alla produzione della Faldacchea.

 

Mina Susca


Mina Susca (Antica Caffetteria)

Stefano de Carolis ha avuto l’ottima idea di unire tutti i produttori per dare maggior forza all’operazione di tutela e diffusione della Faldacchea di Turi. Abbiamo deciso di aderire a questa iniziativa perché crediamo nell’importanza di preservare le tipicità gastronomiche del nostro paese, che hanno alle spalle un affascinante bagaglio di storia e tradizione.

L’aspettativa è di rilanciare uno dei più prelibati prodotti tipici turesi. Utilizzando i giusti canali di pubblicizzazione, possiamo puntare in alto, facendo conoscere e apprezzare la nostra Faldacchea oltre i confini della Puglia.

 

 


Sorelle Verna (Dolciaria Aurelia)

Sorelle Verna - Dolciaria Aurelia

L’Associazione nasce per difendere e divulgare la produzione della Faldacchea come “dolce emblema” di Turi. Un obiettivo, tanto ambizioso quanto nobile, che oggi è più facilmente raggiungibile grazie al fatto che si è creata un’unica squadra di tutte le maestre dolciaie turesi. Per questo, il nostro ringraziamento va a Stefano de Carolis che, con grande dedizione, è riuscito a smussare le divergenze e a unire tutti nell’intento comune di rilanciare la Faldacchea.

Siamo orgogliose di questa iniziativa che, per noi, rappresenta un passo nel segno della continuità del progetto che coltiviamo dagli ’80. Infatti, nostra madre, Aurelia, è stata la prima a credere nelle potenzialità della Faldacchea: dopo alcuni anni di tirocinio da autodidatta – in cui si è cimentata nella preparazione, di casa in casa, dei dolci destinati alle piccole festività – nel 1985 ha aperto a Turi il primo laboratorio specializzato nella produzione di dolci di mandorla artigianali, tra cui proprio la Faldacchea.

Questa prelibatezza, oltre a non poter mancare sulle tavole natalizie, si è presto affermata come “dolce della sposa”, in parte per il caratteristico colore bianco in parte per la possibilità di essere personalizzata. In tempi più recenti, inoltre, la Faldacchea è salita alla ribalta anche come “dolce turistico”: i forestieri che visitano il nostro paese, soprattutto nel mese di agosto, portano a casa un pacchettino di Faldacchea come ricordo di Turi. Stessa cosa accade per i turesi che vivono nel nord Italia o in Lussemburgo: ogni volta che rientrano nel paese natio o in occasione delle festività natalizie, non rinunciano a gustare i sapori e gli aromi del dolce turese per eccellenza. Tutto questo denota come la Faldacchea possa diventare il volano per proiettare Turi all’interno del circuito del turismo enogastronomico, che oggi è uno dei settori trainati per l’economia dei piccoli borghi.

Il potenziale turistico è un altro dei punti cardine verso cui l’Associazione avrà modo di orientare i propri sforzi, puntando su quello che è il valore aggiunto della Faldacchea: prodotta impiegando solo i migliori ingredienti della nostra terra, è uno dei pochi dolci che viene ancora preparato artigianalmente, giacché non esistono macchinari che possano sostituire la maestria delle dolciaie. Di certo, il nostro è un lavoro pesante ma non mancano le soddisfazioni: ci riempie il cuore di gioia pensare che la nostra Faldacchea accompagna le festività natalizie in tante case e sugella gli eventi più importanti nella vita di ciascuno, come il matrimonio.

FD

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