Domenica 07 Marzo 2021
   
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Una panchina rossa contro la violenza

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Donata dall’assessore Imma Bianco sarà posizionata in Villa comunale. All’iniziativa daranno il proprio contributo l’artista Daniela Angelillo e i ragazzi dell’Ites “Pertini”

Il 25 novembre, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, anche l’Amministrazione comunale di Turi si unirà al coro delle Istituzioni che in questa giornata ricordano le vittime del femminicidio, con l’intenzione non solo di onorare queste tragiche morti – e il vuoto che lasciano nelle famiglie e nel tessuto sociale – ma anche di dare un monito per il futuro.

Quest’anno, oltre a proseguire il progetto d’Ambito “Staffetta Rossa”, l'assessore alle Politiche Sociali, Imma Bianco, si è resa promotrice di una brillante iniziativa: ha deciso di donare al Comune di Turi una panchina rossa che «sensibilizzi la comunità tutta sul tema della violenza e dei soprusi subiti dalle donne». L’idea è di trasformare un oggetto comune in un simbolo, in una testimonianza tangibile dell’impegno profuso contro la violenza di genere, ogni giorno dell’anno e al di là della retorica delle ricorrenze ufficiali.

Grazie all’intervento dell’artista Daniela Angelillo, si ridarà vita ad una vecchia panchina, che verrà posizionata in un’aiuola della Villa Comunale, non prima di essere stata personalizzata con una frase elaborata dagli alunni dell'ITES Pertini e con l’apposizione di una targa con il numero del "Centro Anti Violenza Li.A", centro territoriale attivo h 24.

Come spiegato nella delibera di Giunta che autorizza l’iniziativa, «la panchina rossa è da anni il simbolo del “posto occupato” da una donna uccisa che lascia un vuoto che non può essere dimenticato, ossia il simbolo di un posto dove si sono sedute tante volte l’amica, la mamma, la moglie portate via dalla violenza, affinché chiunque si sieda su questa panchina possa ricordare, combattere e unirsi a chi ogni giorno combatte la violenza sulle donne».

In Italia, ogni due giorni viene uccisa una donna

La giornata internazionale contro la violenza sulle donne è stata istituita il 17 dicembre 1999 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, con l’obiettivo di puntare i fari dell’opinione pubblica su una questione per lungo tempo rimasta dell’ombra o, peggio, ‘giustificata’ mediante il ricorso ad ancestrali codici sociali che relegano la donna ad un ruolo subordinato, negandone il godimento dei diritti fondamentali.

«Il femminicidio – viene spiegato nel corpo della delibera di Giunta – va inteso come violenza estrema da parte di un uomo verso una donna perché donna” (secondo la definizione della sociologa Diana Russel) per lo più in ambito familiare o comunque affettivo. È un fenomeno del quale è necessario prendere coscienza, essendo divenuto strutturale ed alquanto diffuso nelle nostre società, con circa 150 casi all'anno in Italia (il che significa che in Italia mediamente ogni due giorni viene uccisa una donna)».

«In Europa ed in tutto il mondo – evidenzia la narrativa della delibera – la violenza maschile sulle donne è la prima causa di morte delle donne e in Italia, più che altrove, con numeri e percentuali che ci pongono, sfortunatamente, ai primi livelli (dato riconosciuto dal nostro Parlamento). Infatti, dal 2000 a tutto il 2012, in Italia, sono morte 2.200 donne vittime di femminicidio».

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