Martedì 27 Ottobre 2020
   
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“La Voce della Terra”: l’ultima pro-evocazione di Marzella

marzella

Al suo fianco la storica voce di Enzo Gragnaniello ed il contrabbasso di Cristin Darshan Abbattista; pubblicato su Youtube il videoclip girato nel sottosuolo

«La Voce della Terra è una visione onirica del suono della terra; il video clip, con la Regia di Nico Fiermonte, è stato realizzato con il patrocinio del Comune di Irsina. La performance sonora si canalizza nei monti lucani e nasce all’interno dei bottini di Irsina e nella cripta della Chiesa di San Francesco dove sono presenti affreschi di Giotto». Siamo dunque nell’ambito del sottosuolo e diversamente non potrebbe essere, trattandosi delle location che avrebbero poi sprigionato “La Voce della Terra”.

L’autore del brano in questione è il maestro Michele Jamil Marzella, genio poliedrico del trombone ormai da anni adottato dai vicoli in calce e pietra del nostro centro storico – che per l’appunto con la terra intrattiene un privilegiato rapporto di vicinanza concettuale.

A tal proposito, sempre dal “paese vecchio”, durante il lockdown, Marzella aveva liberato le potenti vibrazioni del suo trombone, reinterpretando “When the Saints go marching in” e regalando ai turesi un momento della quarantena in futuro piacevolmente memorabile. Impresa, per definizione e contesto, affatto semplice. Tornando invece al brano in uscita giovedì 1 ottobre, Marzella ha affidato la manifestazione della sua “voce della terra” ai vocalizzi del cantautore napoletano Enzo Gragnaniello con cui ha precedentemente duettato nell’album “Lo chiamavano Vient ‘e Terra” vincendo la targa Tenco 2019. All’interno del brano, della durata di circa due minuti, gli intrecci armonici tra trombone, voce e contrabbasso, suonato magistralmente da Cristin Darshan Abbattista, rievocano la bellezza della terra Lucana ripresa dalla regia di Nico Fiermonte.

In questa composizione, gli effetti applicati ai diversi suoni hanno strutturato un’atmosfera onirica, introdotta in maniera impeccabile da un “attacco” di Gragnaniello in “scat”. Le percussioni ed il contrabasso mantengono un ritmo sostenuto, ipnotico nel suo incalzare. Ed infine, last but not least, subentra il trombone che, per mano, accompagna l’ascoltatore alla parte centrale del brano. Qui Marzella, assieme ad Abbattista, mette in atto una profonda rarefazione del suono, come volesse far sfociare la voce della terra nella libertà liquida delle acque marine o delle cascate montuose; in ogni caso, le suggestioni possono essere diverse e – per definizione – altamente soggettive.

Il brano va poi a concludersi con una sorta di climax ascendente, per poi dissolversi; la voce della terra si allontana, fino a spegnersi, probabilmente rientrando nelle viscerali profondità da cui è stata liberata, pro-evocata – per dirla con le parole del maestro turese prossime ad essere pubblicate all’interno della sua prima fatica letteraria.

Ad ogni modo, certi di scrivere per “La Voce del Paese” e non per quella della verità, invitiamo i lettori a farsi una propria idea e a scoprire questo brano ed il suo videoclip su Youtube, cercando “La Voce della Terra” di Michele Jamil Marzella.

LEONARDO FLORIO

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