Mercoledì 25 Novembre 2020
   
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Turi e Sant’Oronzo sulle riviste d’oltralpe

Sanne De Wilde

Grande successo per la fotografa internazionale Sanne De Wilde grazie ad alcuni scatti catturati durante la nostra “Festa Grànne”

Negli scorsi mesi, in diverse occasioni, abbiamo avuto il piacere di intervistare Fabio Zita e Fabiana Stanisci, entrambi turesi e grandi appassionati di fotografia. Alle prime luci di luglio, sempre su queste colonne, riportavamo la vittoria conseguita da Fabiana Stanisci nel contest “Verranno a chiederti del tuo paese” indetto dalla Pro Loco di Supersano; “Come in un abbraccio…trionfale” – titolavamo: “Solo una parola: grazie. Grazie a chi mi ha sostenuto, a chi ci ha messo il cuore, a chi ha preso a cuore questo concorso e lo ha fatto suo. Grazie ai 1316 amici turesi e non che hanno dedicato 2 minuti del proprio tempo per lasciare un like o un cuoricino! Io non ho vinto nulla, ha vinto Turi e la sua bellissima tradizione legata alla festa per il suo Santo Patrono! Le tradizioni sono tutto per i nostri paesi! Le foto raccontano quelle emozioni e le tengono vive nel tempo. Che questa vittoria possa smuovere le acque e far tornare tutto al posto giusto!”.

A questo concorso fotografico prese parte anche Fabio Zita con lo scatto “Turi, un paese in festa”: per lui il terzo posto.

IL TALENTO CRISTALLINO DI SANNE DE WILDE

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Quest’oggi, a distanza di quasi due mesi, torniamo ad intervistare Fabiana Stanisci, la quale, alcuni giorni fa, annunciava sui social la presenza di Turi in una rivista straniera di fotografia: “C’è anche Turi e la nostra “Festa Grande” tra gli scatti della bravissima Sanne De Wilde. Dopo il successo al PhEST dell’anno scorso, i suoi scatti arrivano anche in Belgio”.

Prima di inoltrarci nelle domande rivolte alla nostra concittadina, cerchiamo di capire chi sia Sanne De Wilde. Nasce ad Anversa (Belgio) nel 1987 e a 25 anni ha già conseguito con lode il Master in Belle Arti presso la KASK di Gent (Belgio); nello stesso anno, il 2012, arriva per lei la prima grande consacrazione, ovvero il premio Photo Academy Award ottenuto grazie alla sua serie “The Dwarf Empire” (L’impero dei nani). Un anno più tardi, sempre con “The Dwarf Empire”, approda definitivamente sulla scena internazionale, portando con sé l’International Photography Award Emergentes DST. Questo, però, è soltanto il primo passo; con la serie “Snow White” sbanca al "16ème Prix National Photographie Ouverte" e al "NuWork Award for Photographic Excellence". Nel 2014, e nuovamente nel 2016, la De Wilde verrà poi insignita del premio Nikon Press Award come giovane fotografa più promettente: d’accordo anche il British Journal of Photography che nel 2014 inserisce la De Wilde nell’esclusivissimo empireo dei “migliori talenti emergenti al mondo”. Durante gli ultimi sei anni, la fotografa belga ha inoltre collezionato una serie di prestigiose pubblicazioni (Guardian, New Yorker, Le Monde, CNN, Vogue) ed esposizioni (Voies OFF, Tribeca Film Festival, Circulations, Lagos Photo, Lodz Fotofestiwal, STAM e Fotoforum Brasschaat) a livello internazionale. Dal 2013, inoltre, la De Wilde collabora con il quotidiano e la rivista De Volkskrant, ad Amsterdam (Paesi Bassi),

IL PhEST, UNA PANORAMICA MEDITERRANEA

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Fatte le dovute presentazioni, proviamo ad approfondire la buona novella annunciata da Fabiana Stanisci sui social.

Innanzitutto, conosci personalmente Sanne De Wilde?

«Purtroppo non la conosco personalmente, ma l’ho vista all’opera proprio qui a Turi!».

Nel tuo post su Facebook, facevi riferimento al PhEST. Di cosa si tratta?

«PhEST è il festival internazionale sulla fotografia e arte che ogni anno si tiene a Monopoli. PhEST è fotografia, cinema, musica, arte, contaminazioni dal Mediterraneo. Questo importante evento nasce dalla necessità di provare a restituire una voce propria alle mille identità che compongono il mare in mezzo alle terre. La necessità non è quella di cucire la distanza che il Mediterraneo crea tra queste identità - perché questo mare semmai le identità le crea e le pone in relazione - ma di ricucire la frattura tra il reale e la sua rappresentazione fuori dal teatro delle verità, dalla scena della verità che spesso l’Occidente è in grado di imbastire. L’area geografica di interesse, mai davvero restrittiva e sempre pronta a modificarsi, a estendersi, a focalizzarsi, coincide con la naturale panoramica di quello sguardo da qui, da Monopoli, dalla Puglia: il Mediterraneo, i Balcani, il Medio Oriente, l’Africa e oltre. Ogni anno, da agosto a novembre, a Monopoli è possibile ammirare opere e fotografie di grandi artisti di livello internazionale. Ogni anno il festival ha un tema centrale e, grazie alla direzione artistica di Giovanni Troilo e alla curatela fotografica di Arianna Rinaldo, viene convocato un artista per rappresentarlo attraverso scatti fotografici che poi vengono esposti sulla Muraglia della Porta vecchia a Monopoli!».

TURI E S. ORONZO SULLE RIVISTE D’OLTRALPE

Per quanto riguarda la scorsa edizione?

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«Il tema dell'edizione 2019, "Religione e miti", è stato al centro del progetto sviluppato da Sanne De Wilde che, durante la sua residenza artistica in Puglia, ha scattato foto in alcune delle più suggestive feste e luoghi religiosi pugliesi rappresentandoli in modo originale. Sanne ha fatto tappa anche a Turi durante la prova generale del Carro il 18 agosto del 2019! È qui che l’ho vista all’opera ...con cameraman a seguito! Un mese più tardi mi recai a Monopoli per assistere di persona al PhEST: sulla Muraglia, la prima gigantografia stampata ed appesa era quella di Turi. Quest’anno, come preannunciato sui social, gli scatti di “Terre di Santi” sono state pubblicate sulla rivista belga “De Morgen”. Insomma – chiosa con una riflessione - la Puglia, Turi e le nostre tradizioni religiose sono andate ben al di là delle Alpi, veicolate dall’obiettivo talentuoso di Sanne De Wilde. Se ho pubblicato un post per comunicare questa bella notizia, è perché, tra tante inutili polemiche, mi piaceva l’idea di mettere a conoscenza tutti i concittadini!».

Prima di congedarci, chiediamo a Fabiana una sua opinione sulle proiezioni luminose che durante questa Festa Grànne hanno interessato la torre dell’orologio e la chiesetta di San Rocco; una scelta, questa, certamente innovativa, che ha strappato molti applausi e che al contempo ha fatto discutere parecchio: «Quest’anno ho avuto poco tempo per le tutte le fasi della preparazione alla festa ma, sinceramente, non amo molto questo tipo di “illuminazione”, questa proiezione di icone, soprattutto su monumenti e o chiese che conservano un fascino particolare. In ogni caso, “de gustibus”. Per il resto, credo sia stato fatto finora il possibile pur di far respirare un pochino di aria di festa... anche se c’è stata tanta nostalgia!».

LEONARDO FLORIO

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