Mercoledì 25 Novembre 2020
   
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La Turida: i Díscjadísce sono uno spettacolo

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Risate e applausi a scena aperta per “I Dìscjadìsce” nella serata di domenica 23

«Buonasera, e ben trovati. So che state aspettando con una certa trepidazione lo spettacolo di intrattenimento “La Turida” dei Dìscjadìsce, in questa magnifica piazza. Oltretutto noi dei Dìscjadìsce siamo particolarmente legati a questa piazza. Qui ci siamo esibiti la prima volta con “U permàgge pùnde” il 18 agosto 2011 e sempre qui, proprio il 23 agosto del 2013 e del 2015 e il 5 agosto del 2017 ci siamo esibiti rispettivamente con “Mènùcce s’acchèse fòrse”, “Su…pposta per te” e “Làsse a merìje e fùsce a parterìje” . Bene eccoci di nuovo qui non con un nuovo appuntamento, con uno spettacolo di intrattenimento, “La Turida”, i Dìscjadìsce allo sbaraglio”» – con questa nota romantica, Pasquale Del Re ha salutato il nutrito pubblico presente in Piazza Capitan Colapietro nella serata di domenica 23.

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Prima di passare alle risate, il dott. Del Re non ha potuto esimersi da una dovuta e sincera considerazione, lungamente applaudita da una commossa standing ovation di tutti i presenti: «Abbiate ancora un po’ di pazienza perché prima di tutto è giusto e doveroso ricordare i tantissimi morti del Coronavirus. A tutti loro va il nostro rispettoso pensiero».

Una menzione speciale è stata poi dedicata a Milko Iacovazzi: «Inizio col dire che questa nostra presenza è dovuta principalmente all’amico Milko che ha insistito tanto per averci nel calendario degli eventi d’estate, a titolo gratuito; e così ci siamo incontrati e abbiamo cercato di mettere su uno spettacolo carino, almeno dal nostro punto di vista. Ma i veri giudici sarete sempre voi. È stato faticoso riuscire ad incontrarci tutti quanti, semplicemente perché l’estate è un periodo in cui è difficile avere la disponibilità di tutti i soci per portare avanti un progetto. Comunque, siamo qui e lo spettacolo di questa sera lo dedichiamo a Turi, con tutte le sue imperfezioni - compresa la cattiveria di qualcuno - e alla gente che continua a volerci bene, che ci segue, che aspetta le nostre esibizioni. Lo spettacolo di questa sera, per noi è una cosa nuova e vuole essere una sorta di sperimentazione in previsione di un prossimo spettacolo che stiamo cercando di costruire da diverso tempo e che ho anticipato anche in qualche articolo di giornale locale ossia “Turi ti parlo”. In questo spettacolo di intrattenimento si alterneranno sketch a performance individuali o di gruppo per cui potrebbero esserci delle imperfezioni dovute ai passaggi da un ospite all’altro. Ci scusiamo in anticipo anche perché esattamente non sappiamo cosa succederà».

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Piacevoli ironie a parte, i Dìscjadìsce hanno saputo mettere in scena con grande maestria il loro spettacolo diviso in due parti da un breve intervallo. La conduzione della serata è stata affidata ad Alex e Poldino lo Spiedino, niente poco di meno che lo stesso Del Re e l’impareggiabile Stefano Polluce.

Prima di introdurvi ad una rapida panoramica dei piccoli siparietti che si sono alternati durante la serata, è bene non dimenticare la poesia “U’ virùss!”, composta da Del Re tempo addietro, ovvero durante la mattinata del 23. E così, contagiati anche noi da una punta di ironia, vi raccontiamo di seguito come si è svolta la Turida.

Bàste ca ve scangème

È la storia di due mamme in competizione che vogliono dare un marito alle loro figlie. Tra situazioni grottesche, alla fine, le due madri finiscono per raccomandarle – con proprietà fasulle e deliziose promesse culinarie – ai due vigili sopraggiunti per sedare una rissa scoppiata proprio tra queste due madri. Le due mamme sono state interpretate da Irene Mastronardi e Teresa Malandugno, le rispettive figlie da Antonella Fanigliuolo e Annalisa Scisci; nel ruolo dei due vigili abbiamo applaudito Pasquale Del Re e Francesco Lerede. Concludono il cast Pasquina Cascarano e Stefano Polluce nei panni dei nullafacenti.

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Mi sono innamorato di tuo marito

Dopo aver a lungo nutrito il desiderio di potersi esibire dal vivo con “Mi sono innamorato di tuo marito” di Cristiano Malgioglio, Francesca Gentile ha finalmente trovato lo spazio giusto per realizzare questo sogno: la piazza della Turida, ovviamente, da lei stessa trascinata attraverso un’esibizione estremamente divertente.

Storante a 5 stelle

Dopo tanti anni, un marito (Pasquale Del Re) decide di portare sua moglie (Pasquina Cascarano) al ristorante. Non a un ristorante qualsiasi: allo Storante a 5 stelle. C’è solo un tavolo per due e un cameriere bizzarro e strano (Stefano Polluce). Equivocando tutti i piatti, i due devono fare i conti anche con una (broccolier) sommelier ubriaca (Francesca Gentile). Tante parole ma nulla di concreto e così la coppia lascia il ristorante tra le imprecazioni del cameriere e della sommelier. La pessima esperienza non scoraggia i due che recuperano una bella teglia di melanzane ripiene da consumare in riva al mare.

Le sorelle Faldacchea

Sulle note di “Fatti più in là”, si sono esibite le sorelle Faldacchea (Francesco Lerede, Antonella Fanigliuolo, Teresa Malandugno) ispirandosi al nostro tipico e unico dolce degli sposi

Las sopranos

Una performance di Irene Mastronardi di “tutto rispetto”, che parte dall’ironia al momento della presentazione all’incredibile esibizione canora dal vivo di Mattinata di Leoncavallo

Lo sceicco del Qatar…ro: Allick Ifaf

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Una parodia di Uomini e donne! Quatar…ro sta per Catarro, la brutta tosse di cui è colpito lo sceicco. La conduttrice (Annalisa Scisci) dopo aver mandato a casa il valletto Poldino (Stefano Polluce) così presenta lo sceicco al pubblico: “Ci è giunta voce, più di una voce, siamo certi che sta arrivando in trasmissione una persona di grande fascino che poche ore fa ha ormeggiato il suo panfilo di 300 metri nel porto di San Vito. Lui si chiama Allick Ifaf (Pasquale Del Re) ed è lo sceicco del Quatar…ro e che per completare il suo harem ha deciso di scegliere una donna italiana e secondo calcoli particolari, congiunzioni planetarie, coordinate astrali, dovrà necessariamente essere di Turi. Bene, noi de la Turida vogliamo aiutare lo sceicco a trovarla. Intanto facciamo accomodare lo sceicco del Qatar…ro, Allick IFAF con il suo body-gard Allick Bàbà, nonché traduttore. Le donne che si presenteranno, “arrivate dal pubblico” sono: Luciètte la saiètte (Pasquina Cascarano), Dorotea Venere la Dea (Irene Mastronardi), Mariarosa la formosa (Antonella Fanigliuolo), Nella “La più bella” (Francesca Gentile), “zingara Isabella delle carte son la stella” (Teresa Malandugno) e Immacolata “Mani di fata” (Rosa Giuliano). Nei panni di Tina Cervellari si è cimentata Tina Cervellera. Allo sceicco non va bene nessuna e minacciato dalle donne è costretto a darsela a gambe. Le donne si lasciano andare sulle note di Jerusalema. Ma un vigile le rimanda a casa.

La telefonata della badante georgiana

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Chiude lo spettacolo una “strana” telefonata tra una badante georgiana (Irene Mastronardi) rimasta bloccata all’aeroporto di fiumicino e il presentatore Alex (Pasquale Del Re). Durante questo sketch, si è voluto sottolineare la bravura dell’interprete nel riprodurre alcune espressioni tipiche delle badanti.

LA CULTURA…DELL’ALTRO

«La meraviglia di questa serata sta nel fatto che sul palco si sono incontrati diversi dialetti. Oltre a quello turese, di casa, c’è stato quello salentino, putignanese e nocese» – commenta entusiasta Del Re ai nostri microfoni.

L’incontro e la mescolanza sono stati temi importanti anche in altri momenti della serata: Alex – scusate, il dott. Del Re – ha infatti raccontato dei flussi migratori turesi dal 1861 al 1986, ricordando, con un’ironia degna del miglior De Filippo, che a Turi la cultura non manca; ciò che manca, semmai, è la cultura dell’altro.

LEONARDO FLORIO

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