Venerdì 14 Agosto 2020
   
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“Come in un abbraccio…” trionfale

La foto vincitrice di Fabiana Stanisci

Fabiana Stanisci vince il contest “Verranno a chiederti del tuo paese”; terzo posto per Fabio Zita. Turi in alto con la sua festa grànne

“Solo una parola: grazie. Grazie a chi mi ha sostenuto, a chi ci ha messo il cuore, a chi ha preso a cuore questo concorso e lo ha fatto suo. Grazie ai 1316 amici turesi e non che hanno dedicato 2 minuti del proprio tempo per lasciare un like o un cuoricino! Io non ho vinto nulla, ha vinto Turi e la sua bellissima tradizione legata alla festa per il suo Santo Patrono! Le tradizioni sono tutto per i nostri paesi! Le foto raccontano quelle emozioni e le tengono vive nel tempo. Che questa vittoria possa smuovere le acque e far tornare tutto al posto giusto!” – con questo commento postato nella serata del 30 Giugno, al termine del combattutissimo contest “Verranno a chiederti del tuo paese” indetto dalla Pro Loco di Supersano, Fabiana Stanisci festeggiava la vittoria grazie al suo cliccatissimo scatto “Come in un abbraccio”.

FABIO ZITA - TURI, UN PAESE IN FESTA

In gara anche il nostro concittadino Fabio Zita con “Turi, un paese in festa”: la sua foto si è piazzata al terzo posto. Trionfa dunque la “festa grànne”, grazie all’estro e all’obiettivo di questi due turesi, abili nel riuscire a consegnare al pubblico due ritratti emblematici del giorno più atteso dell’anno qui a Turi: il 26 agosto, la dìje de Sànde Rònze e dell’arrivo del carro trionfale in via XX Settembre, dove ad attenderlo c’è il ricorrente bagno di folla ed una pioggia di coriandoli, fiori e palloncini. E poi l’elettrizzante sfida bandistica mentre, sullo sfondo notturno, brillano i fuochi pirotecnici; ed i ragazzi che accompagnano i propri beniamini della banda cittadina intonando cori a squarciagola. Questo e tanto altro è la festa patronale turese, ormai da tempo riconosciuta da tantissimi fedeli e curiosi.

Forse è stato questo il fattore che ha determinato la vittoria di Fabiana Stanisci ed il terzo posto di Fabio Zita. Scopriamolo, intervistando proprio la vincitrice.

“L’APPROVAZIONE È SECONDARIA”

Prima di ogni analisi, ecco i numeri al termine del contest: 693 likes per Fabio Zita, 953 per Alessio Panico e 1317 a favore di Fabiana Stanisci. L’esito finale della “guerra” non rende tuttavia perfettamente l’andamento reale delle varie “battaglie” combattute dal terzetto di testa. Venerdì scorso, infatti, sarebbe stato difficile pronosticare l’esito finale della gara, poiché i tre concorrenti restituivano una classifica completamente diversa rispetto a quella che poi sarebbe risultata definitiva: gli ultimi quattro giorni del concorso, chiuso il 30 giugno, sono stati dunque giorni infuocati, determinanti, pieni di colpi di scena.

Prima però, riavvolgiamo il nastro assieme a Fabiana: «Se ho partecipato al concorso è perché ho creduto nel mio scatto. Questo vale per qualsiasi concorso, mostra o pubblicazione: l’approvazione del pubblico certamente non mi dispiace – sarei ipocrita a dire il contrario – ma non è per me interesse prioritario. L’approvazione è secondaria. Più importante, invece, che la scelta della foto rispecchi la mia volontà e ciò che voglio suscitare attraverso lo scatto: l’emozione di coloro che guarderanno la foto può essere anche diversa rispetto a quella mia e quindi frutto di una reinterpretazione soggettiva».

IL COLPO DI SCENA E LA “REMUNTADA”

Come spiegheresti la vittoria netta da te riportata?

«Mi hanno sostenuta tantissimo, a partire da Livio Lerede che mi ha spinto a partecipare al concorso. Tantissimi turesi e persone che ho conosciuto in questi anni durante la festa patronale hanno preso a cuore questa piccola competizione come vi stessero partecipando in prima persona. Io invece, che ammetto di essere una pessima venditrice di me stessa, ho vissuto tutto con molta più tranquillità, almeno fino a venerdì scorso, quando Fabio mi diceva che sia io che lui eravamo stati superati; Alessio Panico, con la cascata pirotecnica dedicata da Ruffano a S. Antonio, era passato in vantaggio, lasciandoci a 200 lunghezze di distanza».

Com’è possibile?

«La sua foto aveva ricevuto un numero di condivisioni impressionante, oltre 400». E a quel punto c’è stata la “remuntada”: «Visto lo svantaggio, ho deciso di tornare a promuovere me e Fabio. La risposta è stata ampiamente positiva ed anche noi abbiamo ottenuto tantissime condivisioni che ci hanno così permesso di recuperare terreno rispetto ad Alessio».

Che influenza hanno avuto i likes dei forestieri ai fini della vittoria?

«Oltre gli amici turesi, mi hanno sostenuto tantissime persone da Milano, Pisa, Bolzano, Monza, dal leccese, ovviamente da Lussemburgo ecc.; colgo a tal proposito l’occasione per ringraziare i compagni del mio gruppo di fotografia che incontro a Bari: essendo anche loro avvezzi a tradizioni magnifiche, come quella di S. Nicola, capiscono la forza del legame che tiene uniti un Santo ed il suo popolo. Quest’atmosfera di unione religiosa e popolare ha spinto in passato tanti turesi ad apprezzare alcuni miei scatti, sempre relativi alla nostra città e alla festa grànne».

UNIONE E SPIRITUALITÀ, CRESCITA E VISIBILITÀ

Una riflessione sulla Festa patronale alla luce della vittoria presente, dell’emergenza appena “passata” e delle incertezze future?

«Come ho scritto nella descrizione della foto: un turese DOC sa che, il 26 agosto, non potrebbe essere in nessun altro posto nel mondo. Ribadisco inoltre che la tradizione della nostra festa, a mio avviso, è nel legame che c’è tra i turesi ed il suo Santo Patrono! La vittoria a questo concorso è dovuta anche a questo! Il calore dei miei concittadini l’ho sentito eccome! Tornando alla domanda, credo sia il giorno dei turesi, disposti a fare salti mortali pur di esserci, di partecipare alla grande festa! Ogni anno io ritrovo quell’unione che non ha colore, orientamento politico e sociale. Unisce anche chi non crede in Dio e nella Chiesa, ma che comunque sente un legame con la sua terra, con il suo paese».

È forse in queste ultime parole di Fabiana la spiegazione del concetto di “spiritualità”, più ampio nel comprendere i laici rispetto alla “fede”? A questa domanda non è opportuno rispondere in questa sede; ciò che conta, in ogni caso, è esserci, specie se è il 26 agosto e si è a Turi: «Io il 26 sarò presente come sempre tra la gente, sempre provando ad avvicinare quel giorno all’eternità, cogliendo gli attimi più belli per poterli ricordare e tramandare di generazione in generazione! Ho partecipato – conclude più tardi – perché amo la fotografia, ma soprattutto per aiutare il mio paese, che ha bisogno di crescere e di visibilità!».

LEONARDO FLORIO

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