Venerdì 14 Agosto 2020
   
Text Size

L’arrivo del Vescovo per una messa all’aperto

vescovo ausiliatrice (1)

La Parrocchia Ausiliatrice torna in modalità anti-Covid alla celebrazione dell’Eucaristia

Da lunedì 18 maggio i fedeli hanno avuto la possibilità di ritornare in Chiesa e vivere in prima persona la celebrazione dell’Eucarestia. Ogni parrocchia, seguendo le indicazioni del Vescovo Favale, si è organizzata per garantire la partecipazione in sicurezza alla messa. Fondamentali in questa delicata fase – ci spiega don Giuseppe Dimaggio, alla guida della Parrocchia Maria Santissima Ausiliatrice – sono stati “l’inderogabile atteggiamento di responsabilità e di grande senso civico” e la “presenza costante e generosa di numerosi collaboratori”, che hanno fornito il proprio aiuto consentendo “di dare continuità al cammino pastorale fin dai primissimi giorni di chiusura della Chiesa”. Un percorso tortuoso – in cui, tuttavia, non si è smesso “di portare nelle case di ognuno il conforto della preghiera, della Comunione Spirituale” – culminato con la visita del Vescovo Favale, sabato 6 giugno, “giunto a testimoniare il Vangelo, ad accertarsi che i suoi amati non avessero chiusa la finestra della speranza”.

vescovo ausiliatrice (2)

Insieme a Mons. Favale la comunità dell’Ausiliatrice ha potuto sperimentare un intenso momento di condivisione, pregando Dio affinché “la pandemia diventi l'opportunità di ripensare la vita come Amore e Relazione e non competizione e disuguaglianza; di condannare la frenesia della ripartenza che rischia di farci dimenticare la sofferenza di tante persone; di desiderare un reale cambiamento della mente, del cuore e dello stile di vita”.

A margine dell’intervista concessaci, don Giuseppe estende a tutti l’invito a partecipare, domenica 14 giugno, alla solennità del Corpus Domini: “A partire dalle ore 19, vivremo all’interno del nostro atrio parrocchiale la Solenne Celebrazione, a cui seguirà un breve momento di adorazione e benedizione eucaristica”.

Come vi siete organizzati per accogliere nuovamente i fedeli in Chiesa?

«Dopo l'accordo raggiunto tra i rappresentanti della Conferenza Episcopale Italiana, il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro dell'Interno, in una nota del 12 maggio scorso, riguardante la ripresa delle Messe con il Popolo, il nostro Vescovo, S.E. Mons. Giuseppe Favale, portava alla conoscenza del clero diocesano tutte quelle disposizioni, previste nel Protocollo, che avrebbero tutelato i fedeli dal pericolo del contagio: distanza di sicurezza, igienizzazione dei luoghi e degli oggetti, obbligatorietà delle mascherine e tutti quegli altri provvedimenti atti alla prevenzione di un'eventuale propagazione dell'infezione.

Un importantissimo e inderogabile atteggiamento di responsabilità e di grande senso civico veniva richiesto ai parrocchiani, nel pieno rispetto della cura e della salute del prossimo: chiunque avesse avuto una temperatura corporea superiore ai 37,5 gradi, o fosse stato a conoscenza di aver avuto contatti con persone positive alla Sars-Cov2 nei giorni precedenti, sarebbe stato tenuto rigorosamente ad astenersi dalla partecipazione a qualsiasi celebrazione liturgica.

vescovo (2)

Sottolineava, inoltre, il nostro amato Vescovo, che tutte le indicazioni erano ispirate al valore della gradualità: “In questo momento della vita del nostro Paese, dobbiamo abbandonare l'idea del ‘tutto e subito’ per abbracciare il principio del ‘passo dopo passo’, per ogni attività pastorale della comunità cristiana. Tutto potrebbe essere soggetto ad eventuali integrazioni e correzioni, dopo la sperimentazione del primo periodo. Dobbiamo anche accettare la logica della impossibilità della programmazione a medio e lungo termine: nessuno conosce, oggi, lo sviluppo che avrà questa situazione”.

Al di là di queste precisazioni, devo ammettere, con grande orgoglio ed estrema riconoscenza che, l'adeguamento alle norme specificate è stato molto più semplice del previsto. Immediatamente e senza alcuna esitazione, in molti, finanche volontari esterni alla nostra parrocchia, hanno offerto la loro disponibilità alla formazione di un efficientissimo servizio d'ordine che garantisce e sorveglia il rispetto delle regole imposte.

Mi consenta, anzi, di cogliere l'occasione per aggiungere che, anche nel periodo più difficile dell'emergenza, sono sempre stato supportato dalla presenza costante, generosa, altruistica e disinteressata di collaboratori che mi hanno permesso, sin dal 9 marzo scorso, ossia sin dai primissimi giorni della chiusura della Chiesa, di dare continuità al cammino pastorale, di non interrompere i riti quaresimali e del Triduo Santo, di portare nelle case di ognuno il conforto della preghiera, della Comunione Spirituale, della recita del Santo Rosario, di celebrare il mese mariano e rendere onore alla nostra Protettrice Maria Santissima Ausiliatrice».

Com’è nata l’idea di celebrare la liturgia nell’oratorio e come è stata vissuta dai parrocchiani?

«Attenendomi all'osservanza dell'assetto inerente la distanza tra i fedeli, mi sono reso conto che gli spazi disponibili dell'aula liturgica e del porticato limitavano l'accesso soltanto ad un centinaio di persone. Un numero troppo esiguo perché potesse soddisfare la richiesta di quanti, numerosi, desideravano tornare a far parte della nostra grande famiglia. La mia attenzione è stata accentrata, soprattutto, dal pensiero dei tanti parrocchiani, ormai anziani, che più di altri potevano essere esposti al pericolo del contagio, o di quanti ancora, comprensibilmente, avessero timore degli spazi chiusi.

vescovo (1)

Poiché ho ritenuto che a nessuno dovesse essere preclusa la possibilità di celebrare insieme l'Eucaristia, di usufruire di questo meraviglioso evento di Grazia, di fare esperienza di questa forza immensa che ci viene dal Cristo Risorto; poiché siamo il Popolo di Dio e tutti siamo chiamati a rendere testimonianza a Cristo, ho creduto opportuno, durante le celebrazioni domenicali e solenni, di sfruttare l'area molto più vasta del cortile dell'oratorio che riesce ad accogliere un numero di gente di molto superiore a quello previsto nell'interno. E la risposta entusiasta dei miei parrocchiani mi ha confermato di aver fatto la scelta giusta!

È stato un duro sacrificio, particolarmente in giorni di ansia e di timore, non poter ricevere il conforto dei Sacramenti e non poter vivere la propria fede che deve anche potersi nutrire alle sue sorgenti; una grande sofferenza per noi credenti dover rinunciare agli incontri e alla condivisione con la nostra comunità. Ma il senso di avvedutezza della Chiesa e dei cattolici italiani ha fatto accettare di buon grado i divieti alla libertà religiosa. Ora, però, sia data a tutti l'occasione di riabitare la Casa del Signore!

Mi sia concesso, anche, di approfittare di questa intervista per anticipare che, domenica prossima 14 giugno, solennità del Corpus Domini, alle ore 19, vivremo all’interno del nostro atrio parrocchiale la Solenne Celebrazione, a cui seguirà un breve momento di adorazione e benedizione eucaristica».

Un commento sulla visita del Vescovo, Mons. Favale.

«Sono legato al nostro Vescovo Giuseppe da una stima e da un affetto profondi e sinceri. È un Padre attento e premuroso che non fa mai mancare ai suoi figli il suo sostegno e le sue attenzioni. Quando tutto è sembrato fermarsi, quando poco ci era consentito, le Sue esortazioni ci hanno confortati e invitati alla fiducia nella presenza costante di Dio accanto a ciascuno di noi. “Io sono con voi tutti i giorni” – ha proclamato nella commovente preghiera scritta nel periodo di prova, riportando le parole di Gesù. E senza alcun indugio, quando le nuove disposizioni lo hanno accordato, di persona è giunto, successore degli Apostoli e pellegrino, a testimoniare il Vangelo, ad accertarsi che i suoi amati non avessero chiusa la finestra della speranza.

Insieme a tutta la comunità, abbiamo pregato e ci siamo impegnati a vivere questo momento ecclesiale come impegno di conversione pastorale e individuale, con un cambio di passo ed un sussulto profetico per annunciare Cristo Gesù, sull'esempio della Beata Vergine Maria, fiore bellissimo della Santissima Trinità. Abbiamo, insieme, chiesto a Dio che la pandemia diventi l'opportunità di ripensare la vita come Amore e Relazione e non competizione e disuguaglianza; di condannare la frenesia della ripartenza che rischia di farci dimenticare la sofferenza di tante persone; di desiderare un reale cambiamento della mente, del cuore e dello stile di vita. Sua Eccellenza è, per tutti noi, una guida preziosa che naturalmente si lascia amare!».

Foto di Giuseppe Florio

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI

LA VOCE DEL PAESE Un Network di Idee.

l ACQUAVIVA DELLE FONTI l CASAMASSIMA l CASSANO DELLE MURGE l GIOIA DEL COLLE l NOICATTARO l POLIGNANO A MARE l PUTIGNANO l SANTERAMO IN COLLE l TURI l

Porta la Voce nel tuo paese

Copyright 2008-2017 © LA VOCE DEL PAESE. È vietata la riproduzione anche parziale. Tutti i diritti sono riservati.