Martedì 04 Agosto 2020
   
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(Non) è un paese per vecchi

Piergiorigia De Marco

Piergiorgia De Marco indaga la percezione che i turesi hanno di Turi: male per i giovani e per il centro storico

Com’è ormai noto ai nostri lettori più affezionati, da alcuni mesi, con cadenza variabile, dedichiamo spazio alle tesi di laurea, alle ricerche e ai papers scientifici inerenti alla nostra città e/o realizzati da dottori e ricercatori turesi di qualsiasi facoltà ed ambito.

Oggi vogliamo soffermarci sulla ricerca condotta da Piergiorgia De Marco, turese classe 2000, attualmente la più giovane intervistata di questa rubrica. La nostra concittadina è al primo anno di Scienze dell’Educazione e della Formazione presso l’Università degli Studi di Bari “A. Moro”: «Nel corso di Geografia Generale ad ognuno degli studenti è stato chiesto di applicare la “teoria delle tre città”, formulata dall’urbanista Beguinot, alla propria città di provenienza».

 

LA TEORIA DELLE TRE CITTÀ

Prima di addentrarci nei dati raccolti e analizzati da Piergiorgia De Marco, è bene chiarire in cosa consista la teoria menzionata. In breve, nella visione di Corrado Beguinot, ogni città rappresenterebbe un sistema a sua volta scomponibile in tre subsistemi: quello fisico, ovvero la “città di pietra”; quello funzionale, ossia la “città di relazione”; quello psicopercettivo, la cosidetta “città dell’uomo”. Su questi tre livelli è possibile dunque analizzare una zona urbana in base alle strutture presenti al suo interno, alle attività e ai flussi che la animano, al comportamento dei suoi abitanti ed al modo con cui essi la vivono e percepiscono il proprio territorio. Questo è quanto sostanzialmente osservato dalla nostra concittadina attraverso un questionario indirizzato alla popolazione turese compresa tra i 15 e i 35 anni.

 

LE CARATTERISTICHE DEL CAMPIONE

«All’indagine hanno aderito 132 persone: 10 per la fascia d’età 15-18 anni, 46 per la fascia 19-24, 23 per la fascia 25-30 ed infine 53 rappresentanti turesi compresi tra i 30 e i 35 anni. Le risposte sono arrivate per lo più dalle donne, ben 90 rispetto ai 41 uomini. Il 78% del campione totale ha inoltre dichiarato di risiedere a Turi dalla nascita, il 18,2% di essersi trasferito a Turi da molto tempo ed il 3,8%, invece, di aver preso casa a Turi da poco tempo» – esordisce la De Marco, spiegando le caratteristiche del suo campione. Per ragioni di chiarezza, proporremo i risultati da lei ottenuti riportandoli schematicamente, domanda dopo domanda: per ragioni di spazio, invece, ne abbiamo escluse alcune, tra le meno significative.

 

ALCUNI RISULTATI

Dal punto di vista estetico come valuti il tuo paese?

«Il 6,1% dà un giudizio ottimo, il 7,6% un giudizio insufficiente, il 41,7% un giudizio buono ed il 44,7% un giudizio sufficiente».

Turi offre punti di ritrovo adeguati per i giovani?

«Il 22% di coloro che hanno risposto pensa di sì; al contrario, il 78% pensa che non vi siano. A coloro che hanno risposto in maniera positiva è stato poi chiesto di indicare quali siano questi luoghi adeguati: al primo posto troviamo la categoria “Piazzette e giardini”, seguita da “Bar” e, ad ex aequo, “Villa comunale” e “Pub e birreria”. Concludono la classifica “Pizzerie”, “Oratorio e Scout” e “Casa delle Idee”.

Chi invece era dell’opinione contraria, ha dovuto poi fornire la propria ipotesi esplicativa. Dopo un’attenta analisi di queste risposte ecco cosa, secondo gli intervistati, spiegherebbe perché il nostro paese appare poco adeguato ai giovani: mancano “attrazioni e punti di ritrovo”, come anche limitate appaiono le attività sportive o ludiche e gli eventi a loro dedicati, non disponendo la nostra città di un teatro, di un cinema, di un campo sportivo, di una sala giochi ecc. I luoghi di aggregazione risultano poco variabili e per lo più di piccole dimensioni, giacché gli spazi pubblici sono ritenuti poco idonei ed attrezzati poco e male. In definitiva, si denota che la maggior parte dei giovani preferisce spostarsi dal proprio paese per cercare svago ed intrattenimento altrove».

Conosci giovani che hanno deciso di abbandonare Turi? Se sì, perché?

«Il 97% del campione ha risposto di sì. Le motivazioni sono variabili: mancano le opportunità di lavoro, “il paese non offre niente di concreto” ecc. A volte le ragioni riguardano anche gli studi. In ogni caso c’è chi crede che la peculiarità agricola del nostro paese possa essere importante per i giovani».

Secondo te, a Turi, ci sono atti di vandalismo?

«Il 61,4% del campione ha risposto di sì. Il 38,4% ha risposto di no. Le zone dov’è maggiormente percepito il fenomeno sono: “periferia e campagne”, “centro del paese e centro storico”, “in tutto il paese”, “Villa comunale e villette”, “stazione”, “zona delle scuole”, “Largo Pozzi”, “via Conversano”, “Boschetto Zaccheo”, “Cimitero vecchio”, “via Sammichele”, “via Gioia” ed infine “Zona ITES S. Pertini”.

Accogliente, pulito, freddo, trascurato, pericoloso: quale tra questi giudizi descrive meglio il centro storico di Turi?

«Lo 0,8% ha optato per pericoloso, il 16,7% lo giudica freddo, il 17,4% lo ritiene pulito, il 28% accogliente ed il 37,1% lo ha definito trascurato».

Passeggiando per le campagne turesi, ti è mai capitato di riscontrare rifiuti abbandonati?

«Il 93,9% dichiara di averne riscontrato la presenza».

Pensi che le strade di Turi siano percorribili?

«Il 54,5% pensa che non lo siano, mentre il 45,5% sarebbe disposto ad affermare il contrario».

Quali sono le zone preferite del Comune di Turi?

«Dal grafico che ho tracciato, si evince che le zone più gradite sono per lo più quelle centrali, come il centro storico, la Villa comunale e via XX settembre. Gradite anche le zone periferiche dove si può respirare l’aria di campagna e l’atmosfera rurale delle masserie. Concludono la classifica le zone vicine al Boschetto Zaccheo, Largo Pozzi, la zona vicina alle scuole, il cimitero vecchio ed il quartiere “Paffendàlle”. C’è anche chi dice di non avere nessuna preferenza, ma anche chi non gradisce solo una parte specifica del paese, ma tutto nella sua integrità».

Partecipi alle iniziative turesi?

«Il 74,2% ha risposto di sì; il 25,8% ha affermato il contrario».

Consiglieresti ai turisti di visitare Turi?

«ll 70,5% del campione lo consiglierebbe. Il 29,5% se ne guarda bene dal farlo».

Quali sono gli eventi più graditi?

«La Festa Patronale, la Sagra della Ciliegia Ferrovia e “Bacco per Bacco” sono stati i più suffragati. Inoltre, anche per queste ragioni, chi avrebbe consigliato di visitare Turi, ritiene che la nostra città sia preferibile visitarla in estate».

 

LA DOMANDA NUMERO 20

«Nella domanda numero 20, l’ultima del questionario, si chiede cosa si consiglierebbe per migliorare il Comune di Turi. Tra le varie risposte inerenti al verde pubblico, alla gestione dei rifiuti e all’urbanizzazione, emerge in maniera preponderante la necessità di dirigere l’attenzione ai giovani, ai loro interessi, al loro divertimento e alla loro pratica sportiva: per qualcuno sarebbe opportuno che questi ultimi aderissero alle iniziative politiche “per migliorare questo paese ormai spento”».

 

“CON LA CULTURA NON SI MANGIA”, MA…

«Svecchiare un paese che sembra adatto solo a gente di una certa età» – qualcuno ha risposto così all’interno dell’indagine condotta dalla giovanissima De Marco, a cui facciamo i nostri auguri per il suo futuro accademico e a cui rivolgiamo i nostri ringraziamenti per averci fornito i dati poc’anzi analizzati.

In conclusione, pare dunque che la cultura e lo sport possano sollevare il morale di questo paese che però, per cultura e sport, non ha molti spazi da offrire. Discorso simile per il centro storico, su cui si spera possa esserci maggiore impegno per poterlo rendere meno “trascurato”, “freddo” e “pericoloso”.

LEONARDO FLORIO

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