Giovedì 17 Ottobre 2019
   
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“Fatti non foste a viver come bruti”

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Il Lions Club di Turi premia tredici ragazzi meritevoli.

Tina Resta: “Ogni giornata in cui si impara qualcosa, non è mai una giornata persa”


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Raccolti nella sala conferenze del pensionato “Mamma Rosa”, tredici ragazzi turesi sono stati premiati dal Lions Club “Matteo Pugliese” di Turi per aver terminato le scuole superiori con un lodevole 100.

“Il futuro inizia da 100”, questo il titolo assegnato all’appuntamento di sabato 23 fortemente voluto da Vito Catucci, neopresidente del Lions Club turese, che, proprio in questa occasione, come da rituale lionistico, ha potuto inaugurare il proprio mandato con il suo primo tocco alla campana da cerimonia. L’incontro è stato introdotto dall’abile scultore turese Alessandro Fabio Basile, chiamato a vestire i panni del cerimoniere.

Ebbene, i presenti in sala hanno seguito con molta attenzione le dichiarazioni programmatiche del presidente Catucci, riassuntive delle concrete intenzioni filantropiche di cui il Lions Club, da lui rappresentato, si farà carico anche durante la sua presidenza: una sorta di giuramento, utile a declinare i diversi valori etici che sottendono al motto distintivo lionistico “we serve” (noi siamo al servizio).

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Successivamente Catucci ha passato la parola al sindaco Tina Resta: «Volevo congratularmi con Catucci e augurargli buon lavoro come presidente dei Lions. A prescindere da questo suo nuovo ruolo, è una persona che merita stima: sono molto fiera – rivolgendosi allo stesso Catucci – del fatto che per un anno sarai presidente dei Lions. Grazie per quello che stai facendo e hai fatto per Turi». Passando ai ragazzi premiati ha poi aggiunto: «Avete completato i vostri studi col 100: non è un punto di arrivo, ma di partenza. Vi auguro di utilizzare la conoscenza per comprendere il mondo e di viaggiare per comprendere nuove logiche. Questa sera miglior cosa per il futuro non si poteva fare».


“Il tempo è la valuta più pregiata della vita”

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Dopo questo intervento, Catucci ha voluto spendere qualche minuto per un discorso più intimo, ma non meno solenne rispetto alle dichiarazioni programmatiche espresse in precedenza: «Le parole chiave di quanto sto per dirvi sono tre: tempo, cambiamento e bene. Recentemente ho letto alcuni libri lasciati in sospeso: uno, scritto da Antonio Polito, verte sulla terza età; un altro scritto da Stephen Hawking ed infine “L’ordine del tempo” di Carlo Rovelli. Ecco il tempo è importante per voi giovani: recentemente ho appreso che il primo filosofo ad occuparsi del tempo e dello spazio è stato Anassimandro, seguito due secoli dopo da Aristotele. Per Aristotele “il tempo è cambiamento”, parola politicamente abusata negli ultimi anni».

E dunque, continuando a valorizzare i primi due termini scelti come perno del suo discorso, ovvero “tempo” e “cambiamento”, Catucci non ha comunque risparmiato parole d’encomio verso chi lo ha preceduto in questa sua nuova veste, ovvero Piero Risplendente, Pierangelo Pugliese e Domenico Resta. La terza parola protagonista del suo appassionato discorso è “bene”. «Il bene – sentenzia - è la strada de seguire per noi Lions. E’ una parola ormai inflazionata, svuotata di significato a cui dobbiamo restituire il valore ed il senso che merita. “Bene” non è soltanto solidarietà materiale, ma uno stile di vita, fatto di gesti concreti; è disponibilità all’ascolto: “bene” è il rovescio della medaglia di “we serve”».

 

Il programma del presidente Catucci

Sul piano pragmatico dell’azione Catucci si è rifatto al pensiero di Max Weber, secondo cui bisogna “programmare (nel tempo) l’impossibile per realizzare il possibile”: «Secondo Rovelli, “il tempo siamo noi”. A tal proposito voglio lanciare una proposta ideale: dotiamoci di un salvadanaio virtuale, dove inserire ogni giorno 5 minuti del nostro tempo da mettere poi a disposizione della collettività».

Sulla direzione delle iniziative votate al benessere proprio, che si concretizza attraverso il favorire quello altrui, Vito Catucci passa al piano programmatico: «Il 6 Ottobre il Lions Club sarà impegnato nel terzo atto del gemellaggio oronziano che vedrà legate Ostuni e Lecce alla nostra città; al 13 Ottobre è invece fissato un burraco di solidarietà per un bambino di 4 mesi che necessita un intervento urgente.

Tra i progetti in cantiere, invece, abbiamo una lectio magistralis di Vito Spada su tematiche economiche e due incontri con il direttore della Gazzetta del Mezzogiorno Giuseppe De Tomaso ed il giornalista Enzo Magistà chiamati ad intervenire su questioni di strettissima attualità; infine prevediamo un ultimo appuntamento che verterà su agricoltura e alimentazione».

Poco più tardi, rivolgendosi ancora una volta ai meritevoli studenti presenti in prima fila, dirà: «Il tempo è la valuta più pregiata della vita; a tal proposito vi indico 5 testimonianze del mio e del vostro tempo: Einstein a 20 anni rese note le sue teorie; alla stessa età, nonostante l’incombere delle prime problematiche fisiche, Hawking si è laureato a pieni voti; nel 2014, Malala Yousafzai, 17enne pakistana, ha ricevuto il premio Nobel per la pace; un’altra 16enne venuta di recente alla ribalta con le sue lotte ambientaliste è Greta Thunberg. Voglio infine rivolgere un pensiero ad un 14enne del Mali che, nel tentativo di raggiungere l’Italia su un barcone, è stato trovato morto in mare: una volta recuperato il suo corpo, all’interno della sua camicia, è stato ritrovato l’unico bene che aveva con sé, ovvero una pagella. E’ incredibile come il mare nostrum si sia trasformato in un mare mostrum. Lo studio – concluderà in un’atmosfera di commozione generale – è la chiave».

 

La scuola non gode di buona salute

lions 100 (4)Tra gli applausi è poi tornato sul podio Basile il quale ha introdotto al pubblico Daniele Rotondo, giornalista del TG2 RAI; l’inviato televisivo, visibilmente commosso dinanzi al suo mentore Vito Catucci è poi passato alla disamina di 3 dati puntualizzati da Gian Antonio Stella, giornalista del Corriere della Sera: «Secondo un’indagine, su 196 matricole, 153 non conoscono la parola “morigerato”; 158 non conoscono la parola “abulico” e 186 il significato di “ondivago”. Questo è lo stato di salute della nostra scuola. Volendo poi citare un genio assoluto come Dario Fo, “l’operaio conosce 300 parole, il padrone invece mille: per questo è sempre lui il padrone.” Studiare è dunque la scelta più saggia in assoluto, non solo per arrivismo, ma perché conoscere e saper comunicare è la chiave di volta del successo».

 

De Tomaso e il declino culturale

Registriamo poi il piacevole fuori programma offerto dalle parole di Giuseppe De Tomaso il quale, dopo aver onorato Vito Catucci, ha magistralmente condotto il pubblico verso importanti riflessioni sulla riforma Gentile del 1923, sulla differenza tra “imparare a fare” e “imparare a sapere”, nonché su quanto un curriculum possa essere a volte fuorviante nell’inquadrare le reali capacità dell’individuo; tra gli spunti più importanti riferiti dal direttore della Gazzetta del Mezzogiorno riportiamo: «L’Italia è all’ultimo posto per indice di lettura dei libri e al penultimo per quanto riguarda i giornali. Il nostro non è un declino economico-finanziario, ma culturale. Stiamo attenti – dirà più tardi – a distinguere la parola “istruzione”, presente nella nostra Costituzione, dalla parola “educazione” che invece richiama uno Stato totalitario».

 

Le nostre tredici eccellenze

Dopo questa carrellata di pensieri, la serata è finalmente giunta al tanto atteso clou: la “consegna delle appreciations” ai ragazzi meritevoli. Ecco di seguito i nomi di ciascuno di loro: Nicoletta Florina Chitu, originaria della Romania, futura studentessa di Economia e Commercio; Miriana D’Addabbo col sogno di diventare una famosa fumettista; Emanuele De Michele, da 4 anni seminarista, si appresta invece ad intraprendere gli studi teologici per essere ordinato sacerdote; Miriam Diomeda, iscrittasi alla facoltà di Veterinaria; Andrea e Gabriela Fanelli; Stefania Leogrande, abile nel dribblare le difficili domande di Rotondo; Alessia Pedone, prossima studentessa di fisioterapia; Petruzzi Rosaria; Dalila Pugliese che invece ha scelto la facoltà di Marketing e Comunicazione d’Azienda; Roberta Ritoli, appassionata di informatica e algoritmi; Susca Vito Jacopo; ed infine Teresa Spinelli, alla quale è stato assegnato il compito di allietare la platea suonando col suo clarinetto un solo di Giuseppe Verdi.

A tutti questi giovani e brillanti volti, Roberto Burano Spagnulo, governatore del distretto 108 AB Puglia dei Lions, ha dunque consegnato un attestato di riconoscimento confezionato dalle dantesche parole “Fatti non foste a viver come bruti ma per seguire virtute e canoscenza”; anche il sindaco ha voluto omaggiare i ragazzi, donando ad ognuno una powerbank e, non da meno, un messaggio molto importante: «Ogni giornata in cui si impara qualcosa, non è mai una giornata persa». Burano Spagnulo ha infine concluso con un monito rivolto ai giovani premiati: «Cercate di andare fuori. Stiamo dimostrando, nonostante i pochi finanziamenti per la scuola al Sud, che con la nostra intelligenza abbiamo nel Meridione un numero di persone che hanno ottenuto 100 superiore rispetto al Nord. Andate fuori, a prendervi una professione, ma tornate qui e rimaneteci».

LEONARDO FLORIO

Si ringrazia Fabio Zita per i preziosi scatti concessi

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