Lunedì 18 Novembre 2019
   
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“Preoccupiamoci dei giovani che trovano il deserto”

apres la classe

Gli Après La Classe ringraziano Turi per l’accoglienza e lasciano una riflessione

Da quelle che nell’immaginario collettivo sono le assolate terre salentine, le stesse che quasi 2000 anni fa videro la nascita di quel Publio che sarebbe poi diventato Sant’Oronzo, gli Après La Classe sono approdati qui a Turi lo scorso 28 Agosto, per una nuova tappa del seguitissimo “Nada Contigo Tour”.

Nella suggestiva cornice offerta dalla chiesa di S. Giovanni e dalla sua torre dell’orologio, la band salentina si è esibita con il suo caratteristico sound di stampo punk-ska, nel quale non mancano tuttavia forti riferimenti alla musica reggae e alla patchanka. Gli artisti, chiamati a chiudere in bellezza l’ultima edizione della festa patronale turese, hanno regalato alla nostra città una serata di energia e buone vibrazioni tanto gradite ai giovani che hanno, difatti, accolto ben volentieri questa scelta artistica operata dal Comitato “Festa Patronale Sant’Oronzo”.

Applausi, cori, balli e anche qualche piccolo pogo, com’è d’altronde tradizione nei concerti punk rock, hanno accompagnato l’intera esibizione degli Après La Classe, specie nei momenti in cui a prendersi la scena sono stati “tormentoni” come “Mammalitaliani”, “Paris” e “Alma latina”; nonostante il grande entusiasmo e l’esuberanza dei giovani presenti, il concerto si è svolto senza alcun particolare disordine, permettendo anche ad adulti e ad anziani l’ascolto di una band che tra le sue corde contempla anche la presenza di una tromba e di una fisarmonica, strumento tipicamente vicino alla musica popolare, seppur rivisto nella chiave artistica più moderna che identifica gli Après La Classe.

Arrembanti, coinvolgenti, ma anche in grado di veicolare interessanti riflessioni attraverso i propri testi, i membri della band hanno accettato di rispondere ad alcune nostre domande, con un’umiltà che, al di là di ogni dubbio, è raramente riscontrabile in musicisti e artisti di livello nazionale ed internazionale: per questo motivo, oltre che per la performance del 28aAgosto, va tributato un ulteriore e doveroso appaluso a questi “bravi ragazzi”, orgoglio meridionale.

 

Prima che fosse fissata la data del vostro concerto qui a Turi, conoscevate già la nostra città?

«Non avevamo mai visitato prima del giorno del nostro concerto la vostra piccola e splendida città. Ci è sembrata molto, molto carina, come tutte le città della nostra amata puglia».

 

Avete avuto modo di fare un giro per Turi?

“Sì, come sempre accoglienza “top”, favolosa. Questo lo porteremo per sempre nel nostro cuore. Viva i turesi!”.

 

Si vociferava su un live di apertura del vostro concerto nel quale sarebbero stati protagonisti musicisti e artisti locali. Sareste stati d'accordo in tal senso?

“Non abbiamo mai rifiutato nessun artista o gruppo spalla in apertura ai nostri shows. Spesso decidono i promoter che organizzano il concerto stesso e le motivazioni di questa scelta possono essere diverse. A Turi, per esempio, ha aperto il nostro live un cantautore molfettese”.

 

Stando alle ultime elezioni comunali ed europee, Turi ha mostrato una maggiore preferenza verso politiche di destra e nello specifico, con ampio margine, verso quelle leghiste. Gli Après La Classe, invece, sono notoriamente un gruppo orientato a sinistra. Avete trovato difficoltà ad esibirvi in un contesto simile?

«Ci preoccupiamo di comunicare ciò che va e ciò che non va nel nostro paese, continente, mondo, senza particolari schieramenti politici. In questo momento ha poco senso parlare di destra o sinistra a sfondo politico: forse dovremmo parlare di figure competenti ed altre incompetenti ed incapaci. Noi a Turi ci siamo trovati benissimo, senza alcun ostacolo ideologico politico».

 

In quest’ultima dichiarazione traspare in maniera lampante la capacità di riflessione, l’anima socialmente impegnata degli Après La Classe, i quali, congedandosi, hanno poi liberamente aggiunto: «Preoccupiamoci di creare, nel nostro piccolo, dei punti di riferimento per i giovani che sempre più spesso si guardano attorno e trovano solo il deserto. Ognuno di noi può ricostruire il futuro del prossimo, grazie a piccole e positive azioni quotidiane. Buona musica e vita a tutti!».

Quello del deserto culturale e sociale, che sempre più tende ad inaridire chi al mondo sta cercando di costruire ed imprimere la propria impronta, è un tema rilevante in quest’epoca, specie nelle piccole realtà cittadine come quella turese: il loro ultimo commento può dunque, a buon diritto, rappresentare un monito da osservare con dedizione e soprattutto altruismo orientato al benessere collettivo, possibile a sua volta solo grazie alla partecipazione di tutti, nessuno escluso. Meglio di così, l’intervista non sarebbe potuta terminare.

LEONARDO FLORIO

Commenti  

 
Musicista
#1 Musicista 2019-09-10 11:47
In un paese in cui c è un fortissimo attaccamento alle tradizioni e alla propria terra, fertile di giovani musicisti,con tre scuole di musica, come si fa a prediligere un "forestiero" per aprire un concertone??.... Sarà che ormai in feste e sagre saremo costretti a vedere i soliti gruppi, mischiati tra loro, ma sempre loro, poiche amici degli amici?? Creando un circuito artistico culturale chiuso ed impenetrabile, temendo il nuovo che avanza?
Siamo forse "caporalati" da dieci persone per arte e cultura nel nostro paese?
Ps la riflessione ovviamente non ha nulla a che fare con bravura e professionalità, ineccepibili, ma con una logica non del tutto democratica e 'sulle parti ".
Un caro saluto
Citazione
 

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