Domenica 22 Settembre 2019
   
Text Size

Festa al Trullo di Chicca Maralfa

Chicca Maralfa (1)

Storia di un turismo forse esagerato

Al culmine dei festeggiamenti Oronziani, ovvero giovedì 29 agosto, l’associazione “Didiario – Suggeritore di libri”, tramite il suo presidente Alina Laruccia, ha introdotto il libro “Festa al Trullo” dell’autrice barese Chicca Maralfa nella graziosa Piazza Chiesa di Turi.

L’evento, che rientra nella rassegna “Piazza_le Idee”, ha avuto come ospiti della serata l’autrice, e il suo editore Alessio Rega. Festa al Trullo, con i suoi particolari personaggi, ha saputo animare un'elevata e costruttiva discussione su turismo (locale e non) e i tanto amati/odiati social network.

Chicca Maralfa (2)

«Chicca Maralfa ha raccontato nel suo libro ciò che il Salento è diventato – ha introdotto Alina Laruccia – ovvero un set cinematografico. Gli abitanti assistono inermi a tutto quello che è il trasformismo, l’invasione di chi usa il Salento per vacanze mordi e fuggi, e la spettacolarizzazione dei luoghi».

Il libro narra le vicende di Chiara Laera, influencer di successo nel campo della moda, che sta preparando una grande festa per il lancio del marchio “ciceri&tria” di Vanni Loperfido, ispirato a un piatto tipico della cucina salentina. Per ottenere un risultato mediatico eccellente, allestisce un set felliniano 2.0, chiedendo alla gente del posto di interpretare se stessa. Il contadino interpreta il contadino, il sarto interpreta il sarto, e così via.

L'obiettivo della festa di Chiara è rendere veritiera e originale la messa in scena di tradizioni millenarie, uno spettacolo unico per i tantissimi invitati. C'è chi, però, non sopporta questa invasione, e che vede addirittura minacciata la propria realtà quotidiana.

«Mimmo è il custode della proprietà di Chiara – ha spiegato l’autrice. È il raccordo tra l’anima globale di Chiara e il territorio. Senza Mimmo, Chiara non avrebbe un'interlocuzione col luogo nel quale andrà a creare l’evento. Mimmo è il figlio di vecchi proprietari della masseria, e viene assunto da Chiara per gestirla mentre è via. Mimmo è quindi un conservatore, una persona che ha delle idee ben definite, e inevitabilmente entra in conflitto con il mondo di Chiara. Ad esempio, si oppone alla potatura di un ulivo a forma di barboncino, evidenziando che la potatura serve a rinvigorire la pianta e proteggerla dagli attacchi di parassiti e dalla Xylella, che fa poi da sfondo a questa storia».

Un libro che, scherzando e ridendo, porta in evidenza il momento particolare che sta vivendo la nostra Puglia. Da un lato il grande successo internazionale del turismo pugliese, e dall’altro l’invasione dei nostri centri storici, che spesso diventano invivibili a causa dell’elevato numero di turisti e attività aperte ad ogni porta.

Un turismo che va sì incrementato, ma va anche regolamentato per evitare di creare caos. Speriamo che questa storia faccia divertire, ma anche “pensare” a come incentivare il turismo (per la nostra Turi ad esempio), e a come gestirlo in maniera tale da soddisfare turisti, abitanti e i gestori delle attività.

Dario Centore

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI

LA VOCE DEL PAESE Un Network di Idee.

l ACQUAVIVA DELLE FONTI l CASAMASSIMA l CASSANO DELLE MURGE l GIOIA DEL COLLE l NOICATTARO l POLIGNANO A MARE l PUTIGNANO l SANTERAMO IN COLLE l TURI l

Porta la Voce nel tuo paese

Copyright 2008-2017 © LA VOCE DEL PAESE. È vietata la riproduzione anche parziale. Tutti i diritti sono riservati.