In Carcere si suona a ritmo Pop

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Con Trifone Gargano e Tina Ottavino i detenuti incontrano un Dante musicato

Un riscontro positivo per l’appuntamento di venerdì orso, 21 giugno, presso la Casa di Reclusione di Turi. Chiudendo fuori dalle mura il caldo torrido della giornata, Tina Ottavino ha regalato ai detenuti del carcere di Turi un’occasione di conoscenza e una nuova chiave di lettura di Dante Alighieri e della sua Divina Commedia, fuori dai classici schemi. A permetterla, Trifone Gargano con il suo “Dante Pop”.

La materia, spesso poco curiosa e interessante per molti, si è rivelata un’ottima occasione di conoscenza e di riflessione a partire dalla modernità della penna dantesca, che trova nell’oratoria del professor Gargano, una grande facilità di affascinare e piacevolezza nell’ascoltare.

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È una “provocazione culturale” quella che porta in Carcere il professor Gargano, è un incontro con la musica, con i grandi autori del panorama artistico musicale che scuote le curiosità dei detenuti, spaziando dagli anni ‘70 ad oggi raccontando un lavoro di ricerca - “perché questo lavoro prosegue ancora oggi” - il Dante della Commedia. Incuriositi e partecipi anche gli ospiti del pomeriggio di cultura portato dalla signora Ottavino, dal Sindaco Tina Resta a Nico Catalano, proseguendo con Angelo Palmisano e il consigliere Teresita De Florio, oltre che la Direttrice del carcere, la dott.ssa Rosa Musicco, gli Agenti della Polizia Penitenziaria e gli Educatori che lavorano nella struttura.

Da De Andrè a Venditti, dai Negramaro passando per Jovanotti, Vinicio Capossela, Caparezza, Ligabue, lo Zecchino D’oro o Pierdavide Carone, i versi della Divina Commedia trovano spazio nella musica di tutti i giorni. Inconsapevolmente, ognuno di noi li canta. Una contaminazione artistica che il dantista di Adelfia ha ricercato per diversi anni e ancora oggi continua a cercare.

Ripercorrendo le discografie dei più grandi cantautori italiani dell’ultimo cinquantennio, il professor Gargano ha sottolineato e commentato tutti i riferimenti alla Divina Commedia, presenti nei testi delle canzoni. Lo ha fatto accattivando l’interesse della platea che ha ascoltato e cantato versi danteschi, seguendo le didascalie irriverenti di Gargano.

Si passa da citazioni più esplicite come in “Filippo Argenti” di Caparezza, a riproposizioni più dibattute come in “Dolente Pia” di Gianna Nannini. Dalle note eversive di Fabrizio De André in “Un bombarolo”, al racconto critico degli anni tra i banchi di scuola affidato alle ballate di Antonello Venditti. Ogni autore, ogni verso trasposto sulle basi musicali, si fa veicolo di un inferno terreno, con patimenti terreni; gli stessi descritti da Dante nella prima cantica.

Poteva non aver fine il coinvolgente incontro tra Trifone Gargano ed i presenti che anche al termine della giornata hanno dimostrato di voler ancora ascoltare e farsi travolgere dalle analisi dello scrittore che, come ci annuncia l’organizzatrice Ottavino, presto tornerà con un lavoro su Pirandello.

Cinzia Debiase