Martedì 17 Settembre 2019
   
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“IL MISTER”

mister cancellieri

Il ricordo di Cesare Cancellieri, pioniere del calcio turese

Non hanno ancora inventato la macchina del tempo; se un giorno ci sarà, una sola sarà la mia scelta: tornare ad allenarmi almeno per un giorno con il Mister Cesare. Lui non solo era il mio papà, era l'amico di viaggio verso la nostra seconda casa, lo stadio San Nicola di Bari. Il presidente di una società, la Virtus Bari, era il medico, l'allenatore, l'accompagnatore, l'amico di tutti i giovani di quegli anni d'oro, dal 1982 al 1999. Per noi tutti era un ragazzo travestito da uomo, vero uomo. Lui era il postino di tutti, in un mese sapeva già tutte le vie del paese, era il suo lavoro.

mister cancellieri

Poco prima dell'arrivo a Turi, praticamente il calcio era svanito, il campo comunale solo buono per raccogliere cicorie, forse la gente non sapeva neanche che esistesse.

Il Mister aveva iniziato un percorso di club calcistico in provincia di Milano con ragazzi di circa vent'anni. Al suo arrivo a Turi - finalmente nella sua terra, la Puglia - scopre che in questo paese vive una persona, molti paesani non sanno neanche chi era. Era il Mago Oronzo, Oronzo Pugliese allenatore di squadre di serie A, Roma, Bologna, Bari, Foggia, Fiorentina e tante altre, ricordato negli ultimi anni con un premio al miglior allenatore di serie A in corso, consegnato a Prandelli, Ancelotti, Capello e Ventura.

Questo premio ha inizio grazie al Mister, ma in pochi lo ricordano. Il Mister fa presto amicizia con Oronzo e la sua famiglia, fino al punto di dedicargli il “Club biancorosso Oronzo Pugliese” forse l'unico in Italia. Da qui ha inizio il nuovo percorso, partendo dai più piccoli, gli esordienti circa 12-enni, e da più adulti con tornei provinciali. Gli adulti iniziano presto e in campo fanno subito conoscere la Virtus Bari in giro, una formazione forte anche fisicamente: in un torneo a Rutigliano, la Virtus fa piazza pulita di tutte le coppe a disposizione: 1° posto, capocannoniere, miglior goal e disciplina. Grazie anche alla collaborazione di due colleghi postini che presto hanno capito cosa cercava il Mister.

Non ho conosciuto più nessuno con la stessa sua passione per il calcio, soprattutto la passione di far conoscere il calcio ai ragazzini. Ma il suo non era un calcio fatto di soldi, di guadagno, anzi era il calcio vero, quello del puro divertimento di stare insieme e far divertire i ragazzini che all'epoca non sapevano neanche di che tessuto fosse una divisa. In un paese dove la maggior parte è composta di contadini, gente che sudava otto camicie per tirare la carretta.

Il Mister aveva aperto la sua prima sede, in piazza Cisternino, molta gente arrivò per conoscere Cesare e cosa volesse fare di questi ragazzini. Nel giro di poco tempo arrivarono le prime adesioni dei tesserati; purtroppo non tutti avevano la possibilità di sostenere i costi d’iscrizione per il proprio ragazzino al club, ma il Mister ha sempre sostenuto e portato avanti i suoi valori a costo di rimetterci denaro, tempo speso tolto alla famiglia in buona fede per uno scopo: la passione del calcio. Molti genitori non avevano soldi neanche per la merenda a scuola, ma il Mister li ha accolti con sé fino alla loro crescita, diventando un secondo papà pronto a dare consigli di vita. E molti di questi ragazzini, oggi diventati adulti come me, al suo ricordo scende una lacrima.

Ricordo la prima stagione di esordienti con la FGCI: il campo a Turi non era praticabile, così tutte le partite casalinghe si disputavano a Sammichele. Molti viaggi fatti di andata e ritorno 3 / 4 a partita e a volte quando il paese era più vicino percorrendo strade di campagna con la mitica 128 verde fosforescente che si trasformava in pulmino: borsoni nel portapacchi e tutti dentro, chi con le gambe fuori dal finestrino chi con la testa… non bello da vedere e da descrivere, sicurezza quasi zero ma bisognava esserci e capire chi era Cesare e cosa faceva. Quella stagione fu un collasso. In classifica a zero punti con zero reti segnate, erano sberle dappertutto. I ragazzini dicevano al Mister: “Ma cosa ci presentiamo a fare le altre partite, Mister noi non siamo in grado”. Anche certi genitori dicevano lo stesso. Ma lui aveva quella frenetica passione che non so come facesse ma la metteva in testa ai ragazzini con allegria, con tombolate natalizie fatte di premi in dolci non in denaro. Con la stessa squadra, stessi giocatori e stessa passione, continua il proseguo della stagione.

Arriva la categoria giovanissimi, i ragazzi in campo iniziano a capire il senso del calcio: divertirsi, stare insieme e soprattutto rispetto. Intanto, nel giro di un anno, il Mister grazie alla sua determinazione e ai suoi richiami in FGCI fece di tutto per rendere praticabile il campo sportivo a Turi: non era più buono per le cicorie ma per i ragazzini e il Comune. Quella stagione è come se volessero regalare un premio al Mister per ciò che trasmetteva a ragazzini avanzati di età. Finalmente in casa non c'erano problemi di viaggio, restava il dilemma trasferte ma da questa stagione anche alcuni genitori capiscono che Cesare ha bisogno di una mano. Quella stagione è meravigliosa: io ancora piccolo ma sempre al seguito, praticamente il porta borse, borracce e secchio di acqua e spugna pronto se qualcuno si faceva male, altro che spray ghiacciato. Arriviamo terzi con un leggero distacco dalle prime e due, ma il premio più grande lo vince la Virtus Bari: la coppa disciplina. Che non è per niente poco, anzi è un trofeo di valore più del primo posto che trofei non ha.

A Turi si volta nuovamente pagina: i ragazzini arrivarono a valanga per le nuove iscrizioni e, alla fine, arriva il mio tempo di scendere in campo. Talmente sono tanti i ragazzini che il Mister non riesce ad accontentare tutti, non può formare due squadre della stessa categoria… allora lampo di genio: inizia ad organizzare tornei all'oratorio, nei campi sintetici, dappertutto… anche a Largo Pozzi.

Passa un altro anno e il calcio a Turi è rinato: si avvia una nuova società con gente più attrezzata grazie agli sponsor e vecchie conoscenze e forse anche un briciolo d'invidia verso colui che “forestiero” ha portato il calcio a Turi. Ma per il Mister tutto va bene, è buono e l'importante che si fa per uno scopo: la passione calcistica. Purtroppo il Mister non ha sponsor buoni e la strada inizia a diventare difficile, ma non si arrende. Arriva uno sponsor, leggero ma meglio di nulla.

Con l'arrivo del calcio a Turi il Comune si decide a restaurare il manto erboso del campo comunale… Il Mister coglie l'attimo e, insieme all'altra società e al Comune, riesce ad arrivare alla A.S. Bari per disputare un amichevole di inaugurazione. Per noi il massimo vedere di persona Joao Paolo, Maiellaro, Lorenzo, Terracenere, Loseto e tutta la rosa.

Iniziano a maturare i campi in erba sintetica, anche il campo comunale restaura i due campi da tennis. Lo sport è arrivato a Turi. I tornei sono numerosi, le squadre arrivano anche da fuori. Il Mister è anche arbitro e non guardava in faccia nessuno, io ho preso 2 rossi da lui e altrettanto mio fratello. Nei tornei i palloni diventavano sempre di meno, appena uscivano dall'area delimitata, c'era il rischio che sparivano. È da qui che nasce la frase che ricorda quei fantastici momenti di gioia, passione e rispetto di quella generazione: “Cesari ù pallon”. Era immancabile sentirla. Cesarino è mio fratello e dovevamo correre a prendere i palloni altrimenti non si trovavano più.

Il Mister ha smesso di organizzare tornei e campionati, i figli crescevano e sono partiti per lavoro lontani da Turi. I tempi sono cambiati soprattutto economicamente è difficile gestire una società di calcio, anche piccola. Il calcio a Turi continua ma forse non più con la stessa abitudine che ci aveva regalato il Mister.

Cesare arriva alla pensione meritata, ma come spesso accade dura poco. Dopo solo 3 anni si ammala e ci lascia nel giro di un anno, dopo aver sofferto. Nel giorno del suo addio c'erano tanti ragazzini di quella generazione, per dargli l'ultimo saluto, in tanti indossavamo vesti biancorosse, i colori della sua passione e fede calcistica.

Ad oggi quando incrocio quei ragazzini, oramai tanti diventati papà, ricordiamo quei fantastici momenti. I ricordi sono tanti, ognuno li custodisce indelebili nel cuore. Io li condivido e cerco di mantenere vivo il ricordo di una persona che ha dato tanto a Turi, e non lo dico solo perché è il mio papà. Quest'anno sono 10 anni che ci ha lasciato, ma non certo nel cuore di chi ha avuto l'onore di conoscerlo e amarlo di persona.

Lui è il Mister.
Lui è il postino.
Lui è il mio Caro papà.
Lui è Cesare Cancellieri.
Salutami le Stelle.

Francesco Cancellieri e Nicola Catalano

Commenti  

 
Cesare
#1 Cesare 2019-06-24 13:39
..nel TUO ricordo, una prece, hai cercato sempre di dare tanto, più di quanto potevi,.
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