Mercoledì 24 Aprile 2019
   
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“Giovani siete l’adesso di Dio”

GMGd 2019 (5)

Da Turi a Putignano per celebrare la Giornata Mondiale della Gioventù diocesana

Sabato 6 aprile, presso il polo liceale “Majorana-Laterza” a Putignano, la nostra comunità si è riunita attorno al Vescovo Favale per celebrare la Giornata Mondiale della Gioventù diocesana 2019. Un appuntamento, istituito da San Giovanni Paolo II, che si rinnova in tutte le diocesi del mondo il sabato precedente la Domenica delle Palme.

Tanti i turesi, di ogni età e provenienti dalle tre parrocchie, che hanno preso parte a questo momento di gioiosa preghiera, rispondendo all’appello di Papa Francesco – “Giovani siete l’adesso di Dio” – lanciato nell'omelia della messa finale della Giornata Mondiale della Gioventù panamense.

Quattro le tappe della giornata, alla cui realizzazione hanno preso parte attivamente i membri dell’Equipe della Pastorale Giovanile, di cui fa parte Annalisa Pontrelli, Domenico Lamorgese e Damiano Pascalicchio, e i nostri scout.

Dopo l’accoglienza all’insegna di giochi e musica, Mons. Giuseppe Favale ha guidato un momento di preghiera collettiva, centrato sulla potenza del messaggio della Resurrezione di Cristo, che si è fatto nostro compagno di viaggio e che, con la sua parola e il “segno dell’eucarestia”, rinnova ogni giorno il suo atto d’amore per l’umanità.

A seguire i fedeli sono stati catturati dallo spettacolo “Mani Bucate”, interpretato da Giovanni Scifoni. Chiamato come “testimone” della possibilità di incontrare Gesù e convertirsi, Scifoni ha dato vita a un monologo che ha ripercorso con estrema vividezza la vita di San Francesco d’Assisi e il suo sforzo di raccontare il mistero di Dio in ogni forma.

La giornata si è conclusa con la consegna della “Croce Giovane”, passata dalle mani dai ragazzi della zona pastorale di Castellana a quelle dei coetanei di Rutigliano. Donata nel 2000, la “Croce Giovane” è pellegrina nella Diocesi di Conversano-Monopoli dal 2005 e – come ha rimarcato il Vescovo Favale – testimonia «un'occasione per crescere nella comunione della missione e, allo stesso tempo, resta per tutti noi un segno pellegrinante della passione di Dio per gli uomini e le donne di ogni tempo e ogni luogo. È Il tesoro più grande che abbiamo, perché è il segno dell'amore di Cristo per noi».

 

"Il Signore ci chiama ad accendere stelle nella notte di altri giovani"
La riflessione del Vescovo Giuseppe Favale

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Riscoprire la potenza del messaggio della Resurrezione di Cristo, che si è fatto nostro compagno di viaggio e da duemila anni continua a “riscaldare il nostro cuore per riaccendere l’entusiasmo e la speranza”. Questo è il nucleo intorno al quale si è sviluppata la riflessione di Monsignor Giuseppe Favale, Vescovo della Diocesi di Conversano – Monopoli, durante la Giornata Mondiale della Gioventù diocesana. E non a caso Favale ha rimarcato più volte le parole “Cristo vive”, con cui si apre emblematicamente la lettera che Papa Francesco ha indirizzato ai giovani e alla chiesa tutta, invitando ognuno a impegnarsi per favorire l’incontro dei giovani con Gesù.

«Stasera – ha esordito il Vescovo dopo la lettura del Vangelo – sono qui in mezzo a voi per ripetere quelle parole che furono dette alle donne che andarono al sepolcro: "Egli è vivo". Sono passati duemila anni da che lui fattosi uomo è venuto ad abitare in mezzo a noi; ha concluso tragicamente la sua esistenza terrena ma poi è risorto. Il sepolcro non poteva contenere la vita, nella notte santa è esploso e Cristo è risorto. E da allora cammina con i suoi discepoli».

«L'avventura cristiana – ha proseguito – è tutta focalizzata su questa esperienza, camminare con Gesù Risorto il quale parla al nostro cuore, riscaldandolo, dandogli vita, lodandosi in noi nel segno del pane spezzato». Nell’eucarestia che è «l'incontro con colui che si dona a noi nella memoria della sua Pasqua, che si racchiude nel pane e nel vino che diventano il corpo e il sangue di Cristo che riceviamo per nutrirci».

Il vescovo Giuseppe Favale e Giovanni Scifoni al termine della GMG Diocesana

Da qui l’accorato appello del Vescovo ai giovani: «Riscoprite ogni giorno sempre di più questa presenza del nostro maestro che si è fatto nostro compagno di viaggio. Tante volte siano stanchi e avviliti; quante speranze vengono a spegnersi nella nostra vita; quante volte abbiamo fatto affidamento su ideali che si sono rivelati giganti con i piedi di argilla e sono crollati. Ebbene, Gesù viene per dirci che accanto a lui noi rinasciamo, risorgiamo; le angosce e le paure vengono spazzate via dalla sua presenza».

«Ai piedi della croce, che è segno d'amore, oggi come giovani della Diocesi vogliamo dire il nostro sì incondizionato a Gesù, vogliamo essere contagiati dalla sua gioia, per portare la sua luce agli altri. Come ha scritto il Papa, "il Signore ci chiama ad accendere stelle nella notte di altri giovani". Il nostro compito è di contagiare con la luce di Gesù i nostri coetanei che vivono schiacciati dalle paure, rassicurandoli che Cristo non viene a rubare la loro giovinezza ma a darle senso pieno».

Contagiare quei ragazzi che «hanno scelto di banalizzare le loro vite con le varie dipendenze, come la droga, l’alcol e la violenza. Ogni giovane che conosce l'abisso della perdizione ha la possibilità di “rinascere”, perché Cristo trascina tutti nella sua resurrezione».

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