Mercoledì 24 Aprile 2019
   
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La responsabilità contabile nell’amministrazione pubblica

Marida Dentamaro

La prof.ssa Marida Dentamaro apre il secondo appuntamento del ciclo di seminari
"Sulle orme di Aldo Moro"

Martedì 13 febbraio, presso il Centro Polivalente, si è svolto il secondo appuntamento del ciclo di seminari “La conoscenza alla base della buona amministrazione... Sulle orme di Aldo Moro”, organizzato dall'omonimo centro studi, presieduto da Domenico Leogrande.

L’iniziativa, aperta a tutti i cittadini, si pone l’obiettivo non solo di formare sulle questioni pubbliche, attraverso il confronto con i relatori esperti nel campo, ma anche di puntare al raggiungimento di una riflessione critica in grado di analizzare nello specificole varie situazioni solitamente poco affrontate nella quotidianità di tutti i giorni.

A prendere la parola stavolta, la prof.ssa Marida Dentamaro, docente di Diritto pubblico presso la Facoltà di Economia di Bari, che ha affrontato, insieme ai partecipanti, il tema della responsabilità amministrativa e contabile. Ricordiamo che la docente è una presenza molto attiva anche nell’ambito politico: Ssenatrice per due legislature, ha operato all'interno della commissione Affari Costituzionali del Senato, ricevendo nel 2010 la nomina di assessore regionale con delega a "Sud e Federalismo".

La docente ha aperto il dibattito con le definizioni di potere e responsabilità: troppe volte l’idea della gestione dell’amministrazione pubblica viene malamente affiancata all’idea di potere, in quanto quest’ultima non riguarda esclusivamente chi prende decisioni ma gli interessi dell’intera comunità. Il potere è innanzitutto responsabilità, colui che è al vertice dell’amministrazione pubblica deve avere doveri e responsabilità nei confronti di tutto ciò che coinvolge il cittadino: dal maneggio del denaro pubblico alla custodia dei beni, fino alla gestione del bilancio del comune.

Inoltre, al fine di comprendere la distribuzione delle responsabilità nei vari ambiti, occorre innanzitutto sottolineare la differenza tra le funzioni di indirizzo politico e le funzioni di gestione tecnico-amministrativa. Un tempo queste funzioni erano collegate, ad esempio il sindaco, funzionario politico, in passato era tenuto a firmare le concessioni edilizie che non erano di sua competenza, in quanto carente di una conoscenza specifica nella materia in questione. Tale situazione si evolse con la legge 29 del 1993 che introdusse il principio di separazione tra le due funzioni, e nel caso di approvazione di atti di competenza tecnica, la politica resta esente da ogni tipo di responsabilità. Infine la docente ha sostenuto che per il raggiungimento di una amministrazione ottimale nel campo pubblico non è sufficiente una legittimità degli atti, ma occorre che questi vengano valutati dalla Corte Costituzionale come prudenti e in linea con gli interessi generali dell’intera comunità.

ROBERTA LOBASCIO

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