Lunedì 22 Luglio 2019
   
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Con la sua preghiera, si ricorda San Sebastiano

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In Chiesa Madre per dire Grazie al Protettore della Polizia Municipale

“La maggior parte di noi è abituata a guardare in cagnesco gli uomini in divisa. Invece tutti noi dovremmo avere fiducia nelle Forze dell’Ordine, perché si muovono ed operano al servizio dell’intera comunità!”. È con queste parole che possiamo riassumere l’intera omelia che ha celebrato la festa di San Sebastiano, che ogni anno, e quest’anno il 30 gennaio, la Polizia Municipale festeggia e prega.

È in Chiesa Madre che, dinanzi al corpo di Polizia Municipale, guidato dal Comandante Raffaele Campanella, i volontari della Protezione Civile, i militari della locale Stazione dei Carabinieri con il Maresciallo Sacchetti, la Metronotte e rappresentanti della Guardia di Finanza, Aeronautica e Bersaglieri, dopo la consueta funzione religiosa, è stato esposto il risultato dei lavori del precedente anno.

L’accento, durante l’intera funzione religiosa officiata da Don Giovanni Amodio, è stato posto sul valore delle istituzioni e delle Forze dell’Ordine in generale, che ha fatto da eco, appunto, ad un veloce riassunto dell’operato della Polizia Municipale locale nell’anno appena concluso.

“Duro il lavoro di chi deve mettere ordine – è stato poi riferito – un lavoro che è piacere, anche se sacrificio, è vocazione anche se può creare anche qualche 'timore nel cittadino' – ha infine osservato il Parroco, alludendo, con il sorriso, alle innumerevoli multe che ogni giorno vengono effettuate.

Ricordato come Santo Martire, in passato San Sebastiano veniva invocato come protettore contro la peste ma, attualmente, in Italia, è il Santo Patrono della Polizia Municipale. Secondo la leggenda il Santo visse quando l'impero era guidato da Diocleziano. Divenuto alto ufficiale dell'esercito imperiale, fu il comandante della prestigiosa prima coorte della prima legione, di stanza a Roma per la difesa dell'Imperatore. Quando Diocleziano, che aveva in profondo odio i fedeli a Cristo, scoprì che Sebastiano era cristiano esclamò: “Io ti ho sempre tenuto fra i maggiorenti del mio palazzo e tu hai operato nell’ombra contro di me.”; fu quindi da lui condannato a morte, trafitto da frecce. Sempre secondo la leggenda, dopo questo martirio fu abbandonato perché i carnefici lo credettero morto, ma non lo era, e fu amorevolmente curato e riuscì a guarire. Cercando il martirio, sarebbe ritornato da Diocleziano per rimproverarlo e questi avrebbe ordinato di flagellarlo a morte, per poi gettarne il corpo nella Cloaca Maxima.

C.D.

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