Mercoledì 24 Aprile 2019
   
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Dal monumento ai Caduti al viale delle Rimembranze

visita comprensivo (1)

Col progetto “M’arrecòrde”, la scuola nei “Segni materiali nelle città”

Vi ricordate il tuffo nel passato vissuto dai ragazzi dell’Istituto Comprensivo “Resta De Donato Giannini” qualche mese fa? È il Progetto “M’arrecòrde: Dalle Origini…Il Futuro” che vide le classi terze impegnate in un salto temporale tra le vie del nostro centro storico accompagnati da esperti del territorio a sfogliare pagine ingiallite di una storia che non si deve dimenticare.

Sono sempre le classi terze della Scuola Secondaria le protagoniste di un nuovo, quanto affascinante, salto nella memoria storica cittadina Grazie all’ausilio dell’architetto Piero Logrillo.

Prima in aula, poi sul luogo, per conoscere e comprendere il significato di nomi e simboli che spesso di guardano senza neanche conoscere quello che raccontano. “La I Guerra Mondiale – I segni materiali nelle città” è il tema di questa parentesi storica che rientra nel progetto “M’arrecòrde: dalle origini… il futuro”, e che ha visto impegnati, lunedì 7 gennaio le classi 3E – 3C e mercoledì 9 gennaio le classi 3A – 3B – 3D. Con loro, dopo la formazione in sala teatro, si è poi passati all’osservazione nella giornata di giovedì 10 gennaio. In due gruppi, accompagnati dalle docenti e dell’esperto, le cinque classi hanno osservato da vicino i colori e i simboli del monumento dei Caduti e del viale delle Rimembranze.

“Bisogna osservare con attenzione anche i colori del monumento, perché anche la pietra parla”- ha più volte indicato Logrillo, passando in rassegna i colori, le geometrie, le caratteristiche di quello che dovrebbe essere definito il “Monumento ai caduti delle grandi guerre”. Alla mano il suo volume, tutto dedicato ad un monumento che racchiude in sé tant’è speranze, valori, preghiere, vissuti come imprigionati nella fredda roccia stretta attorno ad una comune recinzione. Anni di storia che si susseguono in un unico monumento, che ha trovato modifiche e conosciuto mani laboriose nel corso della sua vita. La Patria, quel sentimento di unione, di forza, di passione è alla base di quello che oggi possiamo ammirare e mai dimenticare.

Date e immagini, documenti e testi di un passato non molto lontano hanno accompagnato i ragazzi, come anche i lettori del “Il Monumento ai Caduti di Turi”, lungo la via storica di Turi, in quella Piazza Roma (oggi piazza Moro), in cui campeggia, intorno agli anni 60’ un basamento senza la statua bronzea. Cosa c’era prima? Quando è stato eretto il Milite ignoto e chi lo ha richiesto? Prima di questo c’era una figura femminile, la Vittoria detta “alata”, che si ergeva su una colonna al centro di piazza Roma.

Simbolo celebrativo nei monumenti ai caduti della Prima Guerra Mondiale, la prima statua fu inaugurata a Turi il 31 ottobre 1926 e realizzata da Francesco Pinto. Ebbe un triste destino il simbolo della Vittoria, destinata negli anni ‘40 a essere preda della volontà di offrire metalli per gli armamenti. Infatti, trascorsi solo una ventina di anni dalla sua creazione, la statua bronzea, al pari di metalli di torri, campanili, monumenti con meno di cinquant’anni, fu rimossa e per lungo tempo piazza Roma conobbe un cippo senza monumento.

Fu la volontà di Vito Donato Valentini, nel 1967, a voler offrire un simbolo alla memoria storica, ai turesi che hanno dimostrato ardore nel combattimento, difendendo la patria e che resteranno nella memoria della cittadina. Fu la mano del rutiglianese Vitantonio De Bellis a regalare, il 5 novembre 1967, un bronzo alto 2,25 metri, oggi e per sempre, luogo della memoria di Turi. Alla sua base solo alcuni dei nomi di caduti o dispersi delle due guerre mondiali.

Ed è da questo monumento che, percorrendo via del milite ignoto, oggi via De Donato Giannini, raggiungendo piazza del milite ignoto, dove oggi campeggia “la croce” e proseguendo lungo via Rutigliano, si giunge a via delle rimembranze, oggi denominata via Grotta di Sant’Oronzo.

La proposta di creare in tutti i centri abitati d’Italia un Parco o un Viale della Rimembranza, per ricordare e onorare i caduti della prima guerra mondiale, fu lanciata nel 1922 da Dario Lupi*, sottosegretario alla Pubblica Istruzione.

Già nel 1923 furono inaugurati in Italia 1048 Viali o Parchi della Rimembranza e Turi fu uno dei primi comuni, della provincia di Bari, ad avere un viale della Rimembranza, dove ai margini, come richiedeva la proposta di Lupi, furono piantati degli alberi. Nel nostro comune furono scelti gli abeti, per via del nostro clima, e ne furono piantati 117 circa, per ricordare i caduti in guerra. Le piantine forestali occorrenti per la creazione dei Viali della Rimembranza, su richiesta dei Comuni, venivano gratuitamente distribuite dal Ministero dell’Agricoltura (Direzione Generale delle Foreste). Il rito doveva essere compiuto dalle scolaresche affinché manifestassero la riconoscenza ai caduti della propria città. Tali selve votive rappresentavano "la spirituale comunione tra vivi e morti per la Patria, luoghi sacri al culto della Nazione, dove i fanciulli si sarebbero educati alla santa emulazione degli eroi". Venne istituita anche una guardia d’onore, formata da scolari, a cui venne affidata la cura delle selve votive.

Successivamente, il 21 marzo del 1926, con legge n. 559, i Viali e i Parchi della Rimembranza furono dichiarati pubblici monumenti: “[...] i Viali e i Parchi della Rimembranza, dedicati, nei diversi Comuni del Regno, ai caduti nella guerra 1915-1918 e alle vittime fasciste, sono pubblici monumenti [...].”

Da questo viale, il cui nome, purtroppo, pochi turesi conoscono, oggi si giunge alla grotta di Sant’Oronzo, attraversando la sua piazza, ma racchiude secoli di storia che ogni ramo, pietra o croce urlano per non far dimenticare.

C.D.

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