Martedì 19 Febbraio 2019
   
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Ed è successo per “Cuènzele e trebbunèle”

pasquale del re commedia (3)

Una Epifania nel segno de “I dìscjadìsce". Incontriamo Pasquale Del Re

È sempre garanzia di risate, di serate spensierate, di ore trascorse con un sano divertimento. Il cattivo tempo infatti non ha frenato quanti hanno deciso di chiudere le festività natalizie con"I dìscjadìsce", che nello scorso fine settimana ha fatto un "tutto esaurito" presso la Sala Convegni del Pensionato Mamma Rosa di Turi.

Una nuova esilarante commedia, tutta made in Turi, dal titolo “Cuènzele e trebbunèle” che non ha lasciato delusi quanti volevano regalarsi tante risate per la festa dell’Epifania. Quale il segreto del loro successo? Portare in scena, in maniera esilarante, il quotidiano cittadino, tutto turese impastato ad arte con la sua lingua, il dialetto.

Ecco che ancora un nuovo testo, una nuova sceneggiatura, di Pasquale Del Re, ha raccolto gli elementi più autentici dell'anima turese, un po' pettegola, un po' troppo curiosa, legata ai suoi valori, alle sue "maniere", caricate ad arte per trascinare lo spettatore in uno spazio che non ha tempo. Lungo il lavoro dei componenti dell'Associazione Culturale turese, che in due serate hanno regalato tante risateè fatto divertire i grandi e i più piccoli.

Ne paliamo con Pasquale Del Re, all’indomani dei numerosi plausi e consensi raccolti nelle due serate di scena.

pasquale del re commedia (2)

Una nuova grande commedia ha tenuto col sorriso stampato sulle labbra i turesi accorsi nelle serate del 5 e 6 gennaio. Di cosa si tratta?

“Mi permetto di aggiungere, oltre ai tanti turesi, anche diversi spettatori di altri paesi, come Rutigliano,Putignano, Castellana Grotte, Bari, Alberobello, Noci, Adelfia, Triggiano, a cui va il mio grazie di cuore. Questa nuova commedia, dal titolo “Cuènzele e trebbunèle” riprende i temi della morte e del conflitto traparenti.

È il giorno del funerale di nonna Angelina. I figli rientrano a casa addolorati. A preparare il consòlo, ucuènzele, c’è comare Antonietta che per l’occasione ha chiesto una mano a una sua amica, Teresa. Siconsuma il brodo, “le provoline” e altri cibi opportunamente preparati e offerti da conoscenti “riconoscenti” e si raccontano le diverse fasi del funerale.

Emergono fatti che sanno di ridicolo ma che, ancora oggi si verificano. Mentre si è stretti in un “finto dolore” arriva il messo notarile che li invita nello studi del notaio per l’apertura del testamento. Le due sorelle e il fratello con moglie, che hanno vissuto da giovanissimi a Lussemburgo iniziano ad indagare sulle proprietà lasciate in eredità. Annina fa finta di non sentire e cerca in ogni modo di cambiare discorso. Sta di fatto che, qualche giorno dopo,davanti al notaio tutti i nodi vengono al pettine. Ci sono momenti di grande tensione e conflittualità. Qualcuna alza le mani perché insoddisfatte dell’eredità. Ma più di tutti c’è lo scontro tra Annina e le sorelle. Queste accusano Annina di essersi appropriata senza alcun diritto di alcuni terreni e, così,decidono di portarla in tribunale”.

 

pasquale del re commedia (1)

Come tuo solito apri la serata con una poesia, sempre in vernacolo turese, e sempre con la tua firma...

“Lo faccio per due motivi: ritengo che la poesia in vernacolo sia uno strumento valido per avvicinare i bambini al dialetto e credo che sia un modo attraverso il quale i più grandipossano apprezzare la musicalità della nostra lingua.

Per queste serate ho scelto una poesia riportata nel Calendario 2019 “I Dìscjadìscejinde o paisevècchje” e che farà parte di una mia seconda raccolta di poesie “A PAROLE MIE” di prossima pubblicazione. Il titolo: Quand’è bbèlle”.

 

Quale il messaggio di "Cuènzele e trebbunèle"?

“Continuare a divulgare la nostra storia, attraverso il nostro dialetto e le nostre tradizioni, alle nuove generazioni, rafforzando così il nostro senso di appartenenza, la nostra identità non dimenticando che l’affetto, il voler bene ai propri genitori deve unire e non dividere”.

 

Dopo i saluti finali hai anticipato un nuovo lavoro teatrale con uno stampo diverso. Puoi anticiparci qualcosa?

“Recuperando dalla mia esperienza lavorativa, conto di portare in scena, prima della fine dell’anno un lavoro sulla comunicazione. Su quanto sia importante riuscire a comunicare un vissuto di disagio, di sofferenza, di dolore che altrimenti rischierebbe di produrre patologie o comportamenti insani. Ho già scritto il primo atto e iniziato il secondo. È diversa perché, come è già avvenuto in “Finchè c’è sangue, stè spèranze” affronto direttamente un tema di vitale importanza con personaggi che… non voglio aggiungere altro”.

 

Chi vuoi ringraziare?

“Innanzitutto il pubblico, per aver accolto ancora una volta il nostro invito, l’invito dell’Associazione Culturale “I Dìscjadìsce”. Esso rappresenta, per noi, la parte più vera e importante di questa nostra esperienza perché senza la presenza del pubblico nulla avrebbe senso. Le nostre commedie non avrebbero ragione di esserci.

Subito dopo, permettetemi di ringraziare pubblicamente i miei compagni d’avventura. Il mio fantasticogruppo che non smette di credere in questo progetto e che, i miei testi, senza l’esibizione di ciascuno, nonavrebbero la giusta risonanza.

Un grazie enorme lo devo ai nostri soci- amici che continuamente viaggiano al nostro fianco e ci sostengono in tutte le nostre performance”.

CINZIA DEBIASE

Commenti  

 
vito totire
#1 vito totire 2019-01-20 00:02
grazie a Pasquale del Re e a chi ha lavorato con lui;
un lavoro di inestimabile valore culturale.
Sarebbe utile sapere come comprare il calendario di cui si parla e se sono state fatte riprese del lavoro teatrale.

Vito Totire
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