Martedì 19 Marzo 2019
   
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Giustizia e Costituzione

Alina Laruccia e Paola Balducci

Il magistrato Paola Balducci ospite del penultimo incontro della rassegna di Didiario

Legalità e giustizia sono due termini molto importanti nel nostro ordinamento costituzionale che, per quanto simili, nel corso della storia del nostro Paese non sempre sono andati a braccetto. Ricordiamo, infatti, le leggi razziali del '38 varate durante l’Italia fascista, il cui rispetto equivaleva a infangare i principi etici e i valori morali di un paese multiculturale, allontanando sempre di più l'idea di una giustizia uguale per tutti. La Costituzione italiana rappresenta un passo importante per riportare ordine, non solo da un punto di vista normativo ma soprattutto umano, in un paese come il nostro stravolto da una guerra che aveva causato milioni di morti.

Lunedì 3 dicembre, presso la Casa delle Idee, si è parlato di Costituzione e Giustizia con il membro del Consiglio Superiore della Magistratura Paola Balducci, coadiuvata dalla presidente dell’associazione "Didiario - Suggeritori di libri" Alina Laruccia.

Durante questo incontro sono state molte le tematiche affrontate, tra queste l’importante differenza tra il ruolo della Corte Costituzionale e quello del Consiglio Superiore della Magistratura.

La prima è un organo previsto dalla stessa Costituzione, e le norme del suo funzionamento sono contenute al suo interno. Essa fa in modo che le leggi ordinarie siano in linea con i principi costituzionali, infatti alla Corte viene attribuito il potere di dichiarare l’incostituzionalità della legge, con conseguente cessazione della sua efficacia.

Il Consiglio Superiore della Magistratura, invece, è l’organo di governo autonomo della magistratura ordinaria a cui si fa riferimento nella Costituzione italiana negli articoli 104 -107. Ad esso spettano, secondo le norme dell’ordinamento giudiziario, le assunzioni, le assegnazioni e i trasferimenti, le promozioni e i provvedimenti disciplinari nei riguardi dei magistrati. Entrambi gli organi sono importanti per garantire un corretto funzionamento della giurisdizione nel nostro paese.

Altre tematiche importanti affrontate durante l’incontro sono state il concetto di "legittima difesa" e la situazione delle carceri in Italia. Molto spesso purtroppo è complicato comprendere per i magistrati il confine tra giusto e sbagliato e spesso si fatica a dare una piena concretezza ad una tutela effettiva della legittima difesa . Tuttavia, la professoressa Balducci invita a non cadere nell’estremismo di questa situazione, come ad esempio il possesso di armi da fuoco in famiglia, che potrebbe generare situazioni molto più pericolose. Inoltre, il magistrato sottolinea anche che la Costituzione è un ordinamento importante che tiene conto anche della rieducazione dei condannati per pene minori e del loro riadattamento graduale nella comunità. In quanto il carcere deve essere uno strumento di crescita e di miglioramento e non una condanna definitiva; esso non è l’unica soluzione per contrastare fenomeni diffusi come le baby gang. É molto importante, infatti, investire nell’educazione non solo familiare ma anche scolastica dei giovani. Il trasferimento delle conoscenze non è sufficiente per smuovere i giovani d’oggi, che hanno bisogno di ottimi insegnanti in grado di dialogare con loro in maniera efficace, entrando nei loro cuori.

ROBERTA LOBASCIO

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