Lunedì 19 Novembre 2018
   
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Un centro storico da sfogliare

Libriamoci Medie (1)

“Libriamoci”: Pagine di storia raccontate agli studenti del Comprensivo

Quattro gruppi della Scuola Secondaria di primo grado, un centro storico, il progetto Libriamoci. È stato ridimensionato a causa del maltempo di martedì 23, ma il risultato del 24 ottobre è stato un percorso tra le pagine del passato cittadino, una storia già vissuta, un libro da sfogliare, vivere, conoscere e raccontare ancora.

“M’arrecòrd: dalle radici…il nostro futuro” è il titolo che ha visto i ragazzi del Comprensivo turese attori e fruitori del progetto che, come spiega la referente per la scuola secondaria, professoressa Angela Fortunato, “ambisce a valorizzare e a far conoscere ai giovani non solo i beni monumentali ma anche tradizioni, usi e costumi locali in modo da riscoprire la memoria e reinterpretare le tracce del passato, per maturare il senso di appartenenza al territorio creando numerose e replicabili opportunità di stabilire legami e incontri tra passato e futuro”.

Il percorso nel centro storico ha visto momenti di lettura, recitazione e danza a cura di esperti della cultura locale, da docenti in pensione, studiosi e ricercatori della nostra terra, rappresentanti di associazioni locali e altri studenti. È dalla chiesetta della Madonna delle Grazie che ha preso il via il tuffo nel passato e sin dalle ore 9.00 la signora Isabella, residente del centro storico, ha raccontato ai ragazzi e docenti accompagnatori le origini della chiesetta: oggi luogo di preghiera, era una stalla per cavalli.

Nella piazzetta attigua, è Teresa Mirizio, ad offrire spunti di riflessione su quello che era il centro storico. “Lungo queste strade si è svolta la mia vita. Le percorrevo per andare a scuola e con i compagni respiravamo i profumi della cucina. Quanti ricordi…”. Ed è da quei ricordi che si sviluppano le storie, come quella del calzolaio, di antichi mestieri, di usi e costumi antichi, difficili oggi da incontrare ma mai dimenticati. Un tocco di allegria, con musiche derivate dalla tradizione sono state intonate dai ragazzi del coro delle classi prime della Scuola Secondaria diretti dal professor Ino Resta che ha accolto i quattro gruppi presso la Piazza Chiesa Madre. Cenni storici sull’emblema comunale sono stati offerti gentilmente da Angelica De Tomaso presso via Sedile, dinanzi alla Universitas, una sorta di palazzo comunale dove venivano prese le decisioni riguardanti il paese. Quindi informazioni dettagliate sullo stemma cittadino.

È in Piazza Gonnelli che i ragazzi vivono uno dei momenti più divertenti ed emozionanti con Pasquale Del Re e Andrea Lenato. Un ragazzo vissuto altrove torna a Turi e ammira le architetture locali. Incontra un turese ed è lì che nasce la magia. La poesia incontra la musica, il passato affiora alla mente e pagine di vissuti cittadini entrano nel racconto. È il dialetto la lingua del passato che rivive nel presente. Sono le bellezze turesi che vincono e adombrano i difetti del turese. La chiesetta dell’Annunziata, il Palazzo Marchesale, la Festa grande e il Carro di Sant’Oronzo, mirabilmente raccontato con la poesia di Del Re. Passato e presente si riabbracciano in un inchino nell’ombelico turese.

La Visita al Forno Comunale, sempre ad opera di Angelica De Tomaso del Viandante accompagna gli studenti nella casa della famiglia Vales, giunti a Turi nel periodo dei Moles. Fu nel XVII secolo che l’abitazione divenne forno comunale con il riadattamento del forno. Da qui, in Piazza Curzio. Una nuova pagina di storia si sfoglia, lentamente, in punta di piedi. Ad offrirla è Raffaele Valentini che ha raccontato le vicende storiche di Curzio, a cui è nominata la piazza. “In questa casa nacque il garibaldino di madre turese. Curzio fu un uomo di grande cultura: viaggiò molto, conosceva numerose lingue, si definiva un uomo libero. Molto si è conservato di lui e tanto è stato riportato alla luce dall’attenzione storica e di ricerca di Stefano De Carolis dalla cui abitazione si è affacciato Valentini. Una pagina di storia difficile da rendere breve ma che ha affascinato i ragazzi poi incuriositi dai versi del professore dedicati al naso. Uno sguardo al modo di dire, ai soprannomi dei turesi, alle caratteristiche fisiche dei loro nasi, poi confluiti in una pagina davvero simpatica.

A salutare questa grande parentesi storica turese, in Piazza San Nicola le danze delle classi terze della Scuola Secondaria, balli della tradizione popolare turese e pugliese. Passo dopo passo, ogni via e vicolo parlano il nostro passato. Alzando gli occhi, ogni mura ha qualcosa da raccontare, ha storie e segreti che forse ancora non si sono voluti far conoscere. Passo dopo passo, il centro storico ha qualcosa da sussurrare. Dobbiamo solo ascoltare, fare silenzio e tramandare.

Cinzia Debiase

RINGRAZIAMENTI

L'Istituto Comprensivo ringrazia i Lettori: Prof.ssa Teresa Mirizio, Prof. Raffaele Valentini, Prof. Pasquale del Re; le Associazioni In Piazza, il Viandante, Il Filo di Arianna, Casa delle Idee. Il collaboratore scolastico Franco Fuiano e i Cittadini turesi, nelle persone di Imma Bianco, Stefano de Carolis, Mariella De Nigris, Lorenzo De Marco, Ludovico Girolamo, Andrea Lenato, Giovanni Settanni, Mimmo Tria, la signora Isabella Labate. I parroci: don Giovanni Amodio, don Giuseppe Dimaggio, Madre Superiora Patrizia Didonna e tutti coloro che hanno reso possibile l'evento. Un ringraziamento speciale va al Prof. Fabio Zita e agli alunni dell'ITET "Sandro Pertini" di Turi che si sono offerti come "ciceroni".

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