La Stanza di Gramsci "evade" dal carcere

La bozza del momunento esterno realizzata dai  progettisti PROAP di Lisbona

Presentato il progetto internazionale "Compagni ed Angeli".
Un'opera d'arte renderà fruibile la cella in cui fu rinchiuso il pensatore italiano


La dirigente Daniela Mazzucca

La sala consigliare riapre le sue porte per ospitare la conferenza di presentazione del progetto "Compagni e Angeli. Verso le Officine della Cultura". Un'iniziativa che - come ha spiegato la dirigente regionale Daniela Mazzucca - vede la Regione Puglia e, dunque la città di Turi, impegnata in una collaborazione transfrontaliera con il Ministero della Cultura del Montenegro (capofila) e il Ministero della Cultura Albanese.

Il filo conduttore è ricordare la figura di Antonio Gramsci, le cui radici affondano nel patrimonio culturale albanese, non attraverso un “monumento celebrativo”, ma realizzando un luogo pubblico, caratterizzato dalla presenza dell’arte, che abbia un valore civico e simbolico, in dialogo con la città stessa, contribuendo attivamente al suo rinnovamento urbanistico.

A fare gli onori di casa ci ha pensato il Sub Commissario Sebastiano Giangrande che, portando i saluti del Commissario Cantadori e del collega Fantetti, ha sottolineato la piena condivisione dell'operato della precedente amministrazione: «Cerchiamo di smentire quell'etichetta classica del Commissario che blocca il mondo; ci stiamo impegnando per mantenere un profilo di continuità con quelle che sono le aspettative e i propositi della comunità, assecondando le aspirazioni del territorio».

 

Turi al centro del Polo del Contemporaneo

È stato l'architetto Sportelli ad entrare nel merito tecnico del progetto, che porterà Turi a ospitare un'opera che porrà la nostra città «al centro di quel Polo dell'Arte Contemporanea che la Regione Puglia sta curando, partendo dal capoluogo e penetrando le aree interne».

Da sinistra, l'architetto Sportelli, il dirigente Aldo Patruno e il dott. Giangrande

Nel futuro cantiere saranno coinvolte le due piazze «con un intervento di rigenerazione che le riqualificherà, rispettando il verde preesistente e quello che hanno rappresentato nel tessuto urbano della comunità». In particolare, l'intervento su piazza Aldo Moro - dove è presente il Monumento ai Caduti - consisterà nella ristrutturazione della pavimentazione esistente, sostituita con un pavimento continuo, intervallato da fessurazioni profonde che, oltre a richiamare la facciata della casa circondariale, fungeranno anche da canali per la raccolta delle acque pluviali.

In piazza Pertini, sorgerà invece il vero e proprio "non monumento": prenderà il posto degli attuali bagni pubblici, che è si pensato di ricollocare sul lato opposto della Villa Comunale.

Entrambe le piazze, inoltre, verranno dotate di una nuova impiantistica dell'illuminazione pubblica, con luci scenografiche ad effetto e luci a raso; di un nuovo impianto di irrigazione e di un arredo urbano (dalle panchine ai cestini portarifiuti) adeguato al nuovo profilo urbanistico che assumeranno.

 

Un flusso visivo che metta in dialogo gli spazi

Il maestro Alfredo Pirri

Sfogliando gli acquerelli disegnati nel corso dei vari sopralluoghi, Pirri prende la parola e, facendo appello all'immaginazione dei presenti, illustra il suo proposito.

«Il tema di quest'opera è bifronte fin dal titolo: "Compagni ed Angeli". Due aspetti apparentemente in contrasto che arrivano alla sintesi, riunendo le due sponde del Mar Adriatico: Puglia e Albania. Il titolo assume quindi il senso di un voler trasmigrare tra due culture, tra due popoli. Più banalmente, "Compagni e Angeli" è anche ispirato alla canzone "La rosa di Turi" dei Radiodervish, un gruppo barese innervato progressivamente da cultura extraitaliane. Ed infatti intorno alla figura della rosa sarà costruito il nuovo giardino del Ministero della Cultura a Tirana».

«L'interrogativo da cui sono partito - prosegue Pirri - è come era possibile entrare nella "Stanza di Gramsci" che, pur essendo già un monumento nazionale, per il contesto carcerario in cui si trova è fruibile con non poche restrizioni». La risposta è stata "far evadere" la cella di Gramsci con un'azione simbolica che crei un dialogo tra interno ed esterno, un flusso visivo che scavalchi i muri del carcere e metta in contatto i due spazi, il monumento esterno e quello interno.

"Il monumento esterno", della stessa misura della cella dove il politico italiano fu rinchiuso, sarà un volume sospeso di cristallo che ingloberà materiali eterei come le piume. Il basamento su cui poggerà sarà uno scalone monumentale che, in maniera metaforica e fisica, permetterà di "portare in alto" il fruitore, arrivando a dialogare otticamente con il "monumento interno", con la "Stanza di Gramsci". Quest'ultima verrà valorizzata eliminando la barriera fisica dei vetri opacizzanti e ponendo all'interno un semplice meccanismo luminoso pendente dall'alto che ne potenzi la visione dall'esterno.

Uno degli acquerelli disegnati dal Maestro Pirri

Ritornando alla scalone monumentale, Pirri aggiunge che «sarà esso stesso spazio architettonico che conterrà iniziative culturali. Si invera così il duplice scopo dell'opera: definire un punto di vista nuovo che metta in contatto esterno ed interno ed offrire un luogo fisico di riflessione».

Altro aspetto rilevante è il metodo con cui si arriverà a definire questo progetto: «I cantieri sono sempre un problema per la città, le paratie che delimitano l'area d'intervento sono essere stesse delle prigioni che nascondono. Per questo - evidenzia Pirri - ho immaginato di realizzare dei "campi base Gramsci", delle tende delle stesse dimensioni della "Stanza di Gramsci", che diventano punti di aggregazione dove discutere e dare occasione a quanta più gente possibile di comprendere quello che si sta facendo e i motivi ispiratori. Tutto senza nessuna mitologia dell'urbanistica partecipativa».

Infine, a testimonianza di come la cultura sia uno dei più potenti strumenti di coesione e inclusione sociale, nei vari colloqui con la direttrice della Casa Circondariale, la dott.ssa Mariateresa Susca, si sono poste le basi per un coinvolgimento diretto dei detenuti, anche nella futura gestione dell'opera.

 

Patruno: La "memoria" come attrattore culturale

A chiudere la presentazione è stato Aldo Patruno, dirigente del Dipartimento Turismo e Cultura della Regione Puglia. «Ciò che è rilevante in questo progetto - esordisce Patruno - è l'ispirazione dell'opera d'arte, che passa attraverso un grandissimo intellettuale della storia dell'Italia e del mondo, che ha vissuto una parte della propria vicenda politica, umana ed intellettuale a Turi. Una città che risponde all'obiettivo delle politiche culturali e turistiche della Regione Puglia: trasferire il flusso di visitatori dalle coste all'entroterra, e nell'entroterra tra i comuni minori. Consapevoli che non c'è valorizzazione del territorio e promozione della "destinazione Puglia" nel lungo periodo se l'intero territorio non è coinvolto strutturalmente da questi processi di rilancio».

Il tema che "ricuce" Albania, Montenegro e Puglia - secondo Patruno - è quello della memoria: «Gramsci offre la possibilità di fare i conti con la propria storia, seppur drammatica e spesso poco conosciuta, sollevando temi di stretta attualità. E tutto parte da Turi, per cui ringrazio l'ex sindaco Coppi per la sua adesione non scontata, che permette a questa città di dotarsi un grande attrattore culturale che faccia il paio con il sistema di attrattori culturali su cui stiamo investendo tutte le risorse europee disponibili».

 

Coppi: La comunità deve riappropriarsi della sua storia

L'intervento dell'ex sindaco Coppi

In conclusione l'intervento dell'ex sindaco Menino Coppi che ha ringraziato la Regione Puglia per l'impegno profuso in questa progettualità e i tre Commissari che «quando da semplice cittadino mi sono permesso di perorare l'iniziativa, si sono dimostrati sempre sensibili, ben intendendo ciò che poteva significare per Turi».

E proprio sulle ricadute del progetto Coppi centra il suo intervento: «Ho sempre avuto l'impressione che Turi ha questo carcere ma noi cittadini ci passeggiamo intorno come se non esistesse. Quest'opera potrà contribuire a rendere i cittadini consapevoli della propria storia, inorgoglirsi delle proprie radici e iniziare a credere di più in se stessi, che è il problema primario di Turi». In più, con la riqualificazione delle due piazze si darà un valore aggiunto al paese, ponendo le basi per un importante indotto economico-culturale. Da non trascurare, in ultimo, la possibilità di future collaborazioni con Tirana.

FD