Lunedì 19 Novembre 2018
   
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In pellegrinaggio per ripercorrere il cammino di Sant'Oronzo

Turi Sant'Oronzo Lecce  (5)

Con l'approssimarsi della conclusione dell'Anno Giubilare Oronziano, la scorsa domenica, sotto la guida dell'Arcivescovo Don Giovanni Amodio, oltre cento fedeli turesi si sono recati in pellegrinaggio a Lecce, visitando il luogo del martirio del nostro Patrono Sant'Oronzo.

La prima tappa, infatti, ha visto la partecipazione alla Concelebrazione Eucaristica presieduta da S.E. Mons. Michele Seccia, Arcivescovo Metropolita di Lecce, nella Chiesa di Sant'Oronzo fuori le Mura. È proprio nel giardino di questo santuario che, secondo la tradizione, Oronzo sarebbe andato incontro al suo martirio per decapitazione. Una curiosità è che per arrivare al santuario, posto ai margini della tangenziale cittadina, si incontrano nove cappelle che segnerebbero il percorso che Sant’Oronzo fece, trasportato dai romani, per essere giustiziato fuori città.

Oltre a vivere l'intesa celebrazione liturgica, i nostri concittadini sono stati testimoni della benedizione della nuova statua di Sant’Oronzo, realizzata dal maestro cartapestaio Marco Epicochi. Il simulacro in cartapesta e terracotta, alto oltre due metri e decorato a mano, "raffigura Oronzo su una nuvola abbracciata da una palma, perché già santo e martire. Egli prende la città in mano in segno di protezione e benedice".

Da Lecce a Campi Salentina, la seconda tappa del viaggio spirituale per ripercorrere il cammino di Sant'Oronzo ha portato i pellegrini in visita al santuario dedicato al Patrono di Turi: un gioiello in pieno stile barocco, costruito fra gli anni 1662-1670 per volontà di del vescovo di Lecce, Luigi Pappacoda, dopo che gli abitanti della cittadina avevano deciso di affidarsi al Santo come protettore per aver risparmiato la città dalla peste napoletana. Nella cittadina leccese, all'interno del Santuario dedicato San Pompilio Maria Pirrotti, è custodito anche il ritratto del Servo di Dio Vito Antonio Colapinto, cittadino turese appartenente all'ordine degli Scolopi che, insieme allo stesso San Pompilio, dedicò la sua vita alla promozione della cultura e della scolarizzazione.

Ultima tappa, prima di rientrare a Turi, è stata la città di Ostuni. Dopo una pausa per il pranzo, i fedeli si sono riuniti in una preghiera comunitaria all'interno della Grotta dove Oronzo si sarebbe rifugiato per sfuggire alla persecuzione romana. Prima della messa vespertina, concelebrata da Mons. Fabio Ciollaro, Vicario dell'Arcivescovo di Brindisi-Ostuni, immancabile la sosta presso la "fonte miracolosa": sempre secondo la tradizione, per dissetarsi, il Santo fece scaturire l’acqua da una roccia, percuotendola con un bastone. Un miracolo che è stato impresso nella memoria collettiva da una cappella, edificata nel 16esimo secolo, cui si accede oltrepassando un arco monumentale che apre alla famosa scalinata barocca.

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