Lunedì 19 Novembre 2018
   
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Terezin in mostra

Terezin Turi 2

Alla Casa delle Idee, fino al 5 novembre, le tele fotografiche del periodo della Shoah

Saranno circa 26 tele fotografiche quelle esposte presso la Casa delle Idee. Su iniziativa dell'Associazione di promozione sociale Didiario, in collaborazione con Gli Amici di Dodò, la mostra itinerante sarà visitabile dal 17 ottobre al 5 novembre. La mostra, realizzata da Coop Lombardia e distribuita dall’Associazione Figli della Shoah presenta una selezione dei più significativi disegni e poesie dei bambini di Terezin. La collezione, conservata nel Museo Ebraico di Praga, conta 4.387 originali ed è la più grande raccolta d’arte infantile risalente al periodo della Shoah.

Nonostante l’educazione dei bambini ebrei fosse vietata fin dai tempi dell’editto del 1940, che proibiva ai piccoli di frequentare la scuola, nel ghetto si ottenne il permesso di insegnare il disegno, il canto, l’artigianato. A queste materie fu man mano aggiunto, per quanto illegalmente, l’insegnamento delle lingue, della letteratura, della storia, dei fondamenti delle scienze naturali. In questo modo i bambini di Terezín ricevettero una formazione di prima qualità, poiché molti dei loro insegnanti, detenuti nel ghetto, erano tra i migliori scienziati e artisti dell’epoca.

L’insegnante di disegno del ghetto era Friedl Dicker-Brandeis, deportata nell’autunno del 1944 ad Auschwitz. Lasciò soltanto due valigie piene di disegni eseguiti dai bambini: nascosti in una delle aule del campo, nel maggio del 1945, furono portati al Museo Ebraico di Praga dove sono tutt'ora sono custoditi.

La mostra è visitabile da lunedì a venerdì, dalle 9.00 alle 12.30, e sabato e domenica, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 17.30 alle 20.30.

Terezin Turi

Commenti  

 
vito totire
#1 vito totire 2018-10-17 13:27
Una iniziativa importante in un momento in cui riaffiorano tesi sulla presunta superiorità di una "razza" rispetto ad un'altra, benché poi le "razze" non esistano; diciamo che il concetto di "razza" è inventato ed è usato per praticare discriminazioni e violenze;

ma un altro elemento negativo è stato seminato dal nazifascismo: la obbedienza acritica come "valore";
secondo me a Turi, in verità in tutto il mondo, su queste questioni c'è da lavorare.
Bisognerebbe leggere tutti Anna Arendt…
Grazie della attenzione.

Vito Totire
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