Domenica 21 Ottobre 2018
   
Text Size

La melodia dei salmi per indagare la realtà e noi stessi

Didiario Recital (1)

Atmosfera surreale nella Grotta di Sant'Oronzo con il Recital “Ascolta, salmi per voci piccole”, promosso da Didiario


Domenica 27 maggio, presso la Grotta di Sant’ Oronzo si è tenuto il suggestivo ed emozionante recital "Ascolta, salmi per voci piccole", organizzato dall’associazione "Didiario - Suggeritori di libri", presieduta da Alina Laruccia che da sempre, con impegno e tanta devozione, si occupa di promuovere e valorizzare la lettura di qualità per bambini e ragazzi.

Didiario Recital (2)Il recital, tratto dall’opera di Giusi Quarenghi magistralmente illustrata da Anais Tonelli ed edita da Topipittori, è stato una magnifica occasione per immergersi in un clima emotivamente coinvolgente, reso possibile grazie alle voci penetranti di Angela Antonacci e Ilaria Lovecchio e alla meravigliosa melodia di sottofondo dell’arca celtica, suonata da Carmela Cataldo. Un’atmosfera magica, quasi irrealistica, dove musica e parole si fondono, regalando a tutti gli ascoltatori un viaggio all’interno del proprio sé, attraverso il racconto dei salmi, testi utilizzati nell’antichità come prime letture religiose che consentivano di decifrare non solo la realtà circostante ma anche se stessi e di mettere in rapporto l’invisibile con il visibile. 

Questo recital, infatti, è stato una prova che anche le scritture antiche come quelle dei salmi possano essere considerate attuali proprio per la profondità del significato che celano. I salmi, infatti, non sono solo scritture religiose, ma sono anche un grido di aiuto, un dialogo armonioso tra noi umani, piccoli e fragili nelle difficoltà che ci circondano, verso ciò che è grande: la terra, il cielo e il divino. Ed è proprio attraverso questo dialogo profondo che si crea una corrispondenza reciproca: l’uno non può fare a meno dell’altro. Infatti, come il piccolo non può vivere senza la protezione del grande, anche quest’ultimo, abbandonando il piccolo, fa del male a se stesso e agli altri che necessitano di esso per sopravvivere. In sintesi, rompendo questo legame che unisce il nostro sé all’altro visibile o invisibile, non possiamo amare pienamente noi stessi, in quanto non aprendo il nostro mondo all’altro, non riusciremmo ad aprirlo nemmeno per noi stessi.

Una sorta di metafora di vita che ci insegna quanto sia importante non chiudersi in se stessi e quanto, invece, sia necessario dare fede e amore a chi si occupa costantemente di noi, prestando soccorso nello stesso tempo a chi, nella difficoltà, implora il nostro aiuto. Un messaggio di pace valido in tutte le epoche storiche e in tutti i luoghi, che porta con sé la speranza di non arrendersi mai, anche quando tutto sembra perduto, perché c’è sempre una mano pronta ad aiutarci.

ROBERTA LOBASCIO

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI