Venerdì 21 Settembre 2018
   
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I Caprio al Salone del libro di Torino

Franco Caprio (3)

Romanzi a quattro mani per raccontare spaccati sociali sui quali riflettere per agire

Mancavano le pentole ed anche le pistole. Ma sicuramente non è mancato il tono divertente e ironico che rappresenta il taglio con il quale gli autori, Franco Caprio e Vito Antonio Loprieno, hanno dato vita al lavoro a quattro mani “Pentole e pistole”, Radici Future Edizioni. Ha fatto tappa al Salone del libro di Torino, il recente romanzo degli autori con il sangue barese.

L’ironia salverà il mondo. Forse. Ma la satira grottesca se non riuscirà a salvarci dalla politica corrotta, dalla criminalità organizzata e dalla becera televisione generalista (che ci ingurgita di reality e cooking show), per lo meno ci donerà la catarsi di vedere sbeffeggiati tali inossidabili centri di potere. Il thriller è servito, non senza un contorno di appetitose ricette che soddisferanno anche i palati più esigenti.

"Pentole e Pistole" si presenta come un romanzo dalla trama divertente, intessuta di straordinarie metafore sulla vita e sulla ferocia umana come viatico di sopravvivenza. Due i protagonisti: don Pasquale Cicerchia e Carmine Lo Riccio, rispettivamente spietato boss della malavita con la passione per la buona cucina e un giovane criminale apprendista. I due conducono il lettore entro scenari drammaticamente attuali.

Le vicende sono narrate secondo il pirandelliano canone del sentimento del contrario, per cui i personaggi, se in un primo tempo appaiono come maschere grottesche, al limite del ridicolo, successivamente ci inducono ad un’amara riflessione sulla miseria umana. Protagonista del romanzo è anche la cucina, quella tradizionale di don Pasquale, cuoco sopraffino, e quella spettacolarizzata del reality gastronomico The biggest Chef - evidente parodia dei reality che affollano i palinsesti televisivi in questo caso teatro di spietati scontri tra concorrenti e rispettivi protettori della malavita organizzata.

Il romanzo invita il lettore anche ad una riflessione sui limiti tra bene e male, quanto mai amplificati dall’universo posticcio della TV, popolato da starlette arriviste e cinici presentatori, non meno colpevoli degli spietati serial killer ingaggiati per sabotare la gara culinaria. Attraverso la sapiente regia narrativa e la scrittura fluida e piacevole degli autori Franco Caprio e Vito Antonio Loprieno, il romanzo lancia un forte monito alle giovani generazioni, affinché sappiano distinguere tra realtà e finzione, per difendersi dal potere manipolatorio e seduttivo della televisione, che spesso propone loro modelli negativi e programmi la cui unica funzione è creare masse non pensanti.

Presentato sabato 12 con un percorso attraverso le sue pagine curate da Annamaria Minunno, “Pentole e pistole” ha preceduto il lavoro letterario della stessa Minunno con Antonella Caprio e Carla Spagnuolo: “Io valgo di più. Storie di bullismo e cyberbullismo", moderato da Vito Antonio Loprieno.

A seguire “Nel silenzio parlami ancora”, Besa editrice, che ha regalato momenti di commozione, come espresso dalla coautrice Antonella Caprio sulla sua pagina Facebook. Terzo romanzo dei fratelli Caprio, “Nel silenzio parlami ancora” rappresenta un dialogo tra la protagonista Rina e l’altro, il misterioso interlocutore dall’essenza più morale che materiale, che solo alla fine della narrazione svela la sua identità al lettore. Tre sono le storie che si incrociano, si intrecciano e si legano in maniera indissolubile: la storia personale di Rina, staffetta partigiana, quella di un intero Paese in uno dei suoi momenti più difficili e controversi, l’occupazione nazifascista, e le vicende degli uomini e delle donne della Resistenza. Una narrazione in cui parti si alternano, le emozioni si susseguono, il silenzio fa ascoltare la sua voce. Lontano dal brusio dell’inutile, la vita chiama per restituire la vita stessa, ed è allora che il silenzio si colora di suoni: quelli dell’anima.

 

Franco Caprio: Un'esperienza emozionante Franco Caprio (2)

"La partecipazione al Salone Internazionale del Libro di Torino SalTo18 è sempre una esperienza emozionante. L'emozione di essere una goccia che insieme a tante altre contribuisce a realizzare una marea di eventi e a proporre un oceano di libri provenienti da tutti gli angoli del pianeta. Un territorio di confronto con i lettori e soprattutto l'occasione per incontrare e conoscere meglio altri scrittori. Quest'anno siamo stati presenti con gli ultimi due romanzi "Pentole e Pistole" (di Franco Caprio e Vito Antonio Loprieno - Radici Future Edizioni), e "Nel Silenzio Parlami Ancora" (di Antonella Caprio e Franco Caprio - BESA Editore). Da autore nato a Torino con origini e residenza in Puglia, mi gratifica il successo della manifestazione che con la direzione di Nicola Lagioia, anch'egli pugliese, ha conclamato il successo della 31° edizione, con 170.000 visitatori, riconfermando Torino come polo culturale dell'editoria (dopo aver resistito egregiamente al tentativo milanese di adombrare l'evento).

I momenti che hanno lasciato il segno, oltre alla gratitudine dei lettori che ci hanno omaggiato dei loro complimenti, sono stati i riconoscimenti degli addetti ai lavori, nonché i sorrisi e le lacrime di commozione che gli spettatori hanno dispensato assistendo alle letture teatrali dei due testi.

Il commento più bello quello di un impresario teatrale che dopo aver ascoltato stralci di "Pentole e Pistole" ha definito il testo "forte, che arriva diretto al pubblico, divertendo e scuotendo contemporaneamente. Un testo che deve essere necessariamente tradotto per il teatro o per il cinema!"... Staremo a vedere!".

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