Venerdì 20 Luglio 2018
   
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“Siate liberi di essere voi stessi”

Ites Bullismo (2)

Bullismo e reati tra i minori. Un incontro all’Ites con il Sovrintendente Genchi

Pregiudizi, insicurezze, paure, solitudine. Potremmo continuare l’elenco di quelli che sono gli elementi che scatenano gli episodi più tristi della cronaca. A parlare di questi, il Sovrintendente Capo della Polizia di Stato, Antonio Genchi, ospite nella mattinata di lunedì 26 marzo dell’Ites “S. Pertini” di Turi. Bullismo e non solo, ragazzi e rapporti tra loro, con gli adulti e con la rete. Uno spaccato della società attuale puntando il dito sulle emozioni, sui comportamenti che nel quotidiano ogni persona realizza, pensieri affidati alla rete o sentimenti taciuti, sono stati al centro della mattinata promossa da Tina Ottavino, organizzatrice di eventi legati al sociale.

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A confrontarsi e parlare con l’agente Genchi, i ragazzi del primo e terzo anno dell’Istituto superiore turese, minorenni che, non ancora adulti ma già attori principali della società, sono ogni giorno portati a stringere e coltivare rapporti non sempre legati alla ristretta cerchia locale. Oggi è la rete, il mezzo col quale ci si confronta, alla quale affidare i propri pensieri, attraverso la quale stringere nuove “amicizie”. “Ma non sono amicizie quelle che si fanno, sono solo conoscenze che purtroppo possono sfociare in situazioni ben più gravi”. È con il supporto di video e il racconto di episodi realmente accaduti che il Sovrintendente Genchi cattura l’attenzione dei ragazzi, che per due ore ascoltano e si confidano su vissuti taciuti e relegati nel più profondo della loro coscienza.

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“Nel corso della mia vita professionale, ho assistito a tanti episodi e fenomeni che coinvolgono i minori. Minori solo anagraficamente - puntualizza - perché i loro comportamenti e le loro parole dimostravano almeno il doppio di quegli anni”. Ragazzi, ancora bambini, protagonisti di reati che alcune delle volte si commettono con leggerezza, senza pensare agli effetti che procurano sull’altro, senza considerare la gravità civile o penale che ne deriva. “Quanti di voi usano Facebook?”- chiede ai ragazzi proseguendo - “quanti di voi, per iscriversi, hanno dichiarato una data di nascita diversa dalla vostra? È in quel momento che avete dichiarato il falso, avete compiuto un furto d’identità, state commettendo, senza neanche immaginarlo, dei reati”. Ad aggravare molte volte la situazione, anche il comportamento da increduli o di difesa dei genitori, che tendono a difendere i propri figli da azioni perseguibili e dagli agenti che li hanno fermati.

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Superficialità e arroganza muovono molte volte azioni criminose o che possono scatenare reazioni illecite: “Ci capita molto spesso di vedere postati fotografie o pensieri di ragazzi o famiglie in vacanza. Azione grave perché i delinquenti non impiegano molto a raccogliere le vostre informazioni e giungere a casa vostra per commettere un furto!”.

Rete e ragazzi, video, foto, filmati di vili che si muovono in internet creando ilarità ai danni di qualcuno che non ha voluto far parte del gregge, che ha deciso di distinguersi, che non ama seguire la moda o che semplicemente si comporta diversamente. “Ma il bullo, il deficiente - come sottolinea il vicepreside Osvaldo Buonaccino D’Addiego - è tale solo per il concorso degli altri. L’indifferenza di tutti, il silenzio di tutti, è la forza del bullo”.

Sono le parole dei relatori a sciogliere il ghiaccio e rendere tutti partecipi di episodi che hanno visto alcuni studenti della scuola essere protagonisti di bullismo. Oggi superato, grazie alla loro forza e al sostegno di coloro che li hanno ascoltati e aiutati, sono solo un piccolo esempio dell’oceano di fenomeni che coinvolge il mondo dei minori che conosce, tra le sue piaghe, anche episodi di scomparsi. Sono 52.990 le persone scomparse in Italia fino allo scorso 31 dicembre, dei quali un gran numero giunge dalla Sicilia, Lazio, Lombardia. La Puglia è al quinto posto tra le regioni con un maggior numero di scomparsi. Sono 26.586, come si rileva dalle statistiche della direzione Centrale della Polizia di Stato, gli allontanamenti volontari, dei quali oltre 22mila sono minori. Sono 863 i cadaveri non ancora identificati. Numeri che fanno rabbrividire e che crescono di giorno in giorno creando non poca preoccupazione su quello che sta accadendo al di fuori della porta di casa.

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Importanti, al termine della mattinata, sono state le parole dell’organizzatrice e dell’agente, racchiuse in un aforisma: “Essere se stessi ha un bellissimo prezzo da pagare: la libertà di non essere per tutti”. È a queste parole che unisce la sua esperienza Tina Ottavino, oggi impegnata nel portare nelle scuole e parlare ai ragazzi di fenomeni sociali nei confronti dei quali la stessa ha combattuto e continua a combattere. “Vittima del pregiudizio e criticata solo per essere me stessa, per il mio abbigliamento che mi distingue dagli altri. Questo non significa che non sia una persona con un animo profondo, che metto a disposizione degli altri in forma spesso silenziosa. ognuno deve sentirsi libero di essere quello che è. Ognuno è diverso ma una cosa non deve mai mancare: il rispetto”.

Un lungo applauso e tanti i ringraziamenti giunti dai ragazzi e dai docenti al Sovrintendente Genghi per l’importante contributo che ha lasciato ai ragazzi.

“Ringrazio Antonio, la scuola, il vicepreside, i docenti e tutti voi ragazzi”, ha chiuso la signora Ottavino, promettendo di proseguire il suo impegno nei confronti delle problematiche sociali che riguardano i ragazzi.

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Antonio Genchi è Presidente Regionale Associazione Penelope Puglia Onlus (Associazione Nazionale dei Familiari e Amici delle Persone Scomparse); Consigliere Nazionale Associazione Culturale Gens Nova Onlus - Responsabile iniziative di Solidarietà e Beneficenza; da 35 anni impegnato in realtà associative di volontariato, iniziando le prime esperienze nel settore sanitario del primo soccorso (soccorritore per traumatizzati del traffico) e protezione civile; dal 1987 nella Polizia di Stato ed attualmente rivesto la qualifica di Sovrintendente Capo con compiti di controllo del territorio finalizzati alla prevenzione e repressione dei reati in varie aree geografiche a livello provinciale, regionale e nazionale, nell'ambito del Reparto Prevenzione Crimine "Puglia Centrale" con sede logistica a Bari.

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