Lunedì 24 Settembre 2018
   
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All’ITES “Pertini” si promuove la cultura dell’accettazione dell’altro

Ites Turi violenza di genere (1)

“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

Questo recita l’articolo 3 della Costituzione Italiana. Spesso però il diritto di ciascuno ad esprimere liberamente il proprio modo di essere viene negato. Ogni giorno i mezzi di informazione riportano notizie relative ad aggressioni perpetrate nei confronti delle donne, degli omosessuali, dei “diversi” in genere. L’ITES “Pertini” promuove da sempre la cultura dell’accettazione dell’altro e della consapevolezza che diversità vuol dire ricchezza.

In particolare, come sottolineato dal collaboratore vicario prof. Aldo Buonaccino D’Addiego nel suo discorso introduttivo all’incontro tenutosi in data 15 febbraio, gli studenti che frequentano la scuola attraversano un momento estremamente delicato della loro crescita: la definizione del proprio genere di appartenenza. È in questo particolare momento della loro crescita, mentre il corpo cambia e si caratterizza attraverso la barba, il seno, un nuovo timbro di voce… che gli adolescenti devono acquisire la consapevolezza di sé e del proprio valore.

La dottoressa Rosangela Paparella, Garante per l'infanzia e l'adolescenza della Regione Puglia, relatrice dell’incontro, insieme ai suoi collaboratori, attraverso dei giochi, dei filmati e dei momenti di confronto ha evidenziato come spesso il pregiudizio vizi la visione dell’altro. In uno dei momenti di “gioco” i ragazzi sono stati invitati a scegliere, attraverso delle categorie, con chi andare a cena: un extracomunitario, un omosessuale… L’extracomunitaria era Belen Rodriguez, l’omosessuale Tiziano Ferro… I ragazzi hanno compreso con questi esempi che spesso l’etichetta ci impedisce di conoscere davvero l’altro. Per questo occorre diffondere una cultura della condivisione responsabile e ragionata, procedere ad una vera rivoluzione culturale per arginare quella che di fatto è una vera emergenza educativa. Gli episodi di violenza sono quasi quotidiani e spaventa il fatto che stiano diventando “normali” perché non ci si scandalizza più dinanzi alla notizia. La si acquisisce quasi come se fosse un fatto ineluttabile.

Durante l’incontro, cui era presente l’assessora alle pari opportunità del comune di Gioia e la vicesindaca Lavinia Orlando, c’è stato il simbolico passaggio del testimone del drappo rosso del centro antiviolenza e sono stati distribuiti dei volantini relativi, appunto, al centro antiviolenza Li.A. che opera sul territorio e rappresenta un punto di riferimento per prevenire e combattere la violenza di genere, perché come recita uno dei loro slogan: “Vivere al riparo dalla violenza è il primo dei diritti umani” e “dalla violenza è possibile uscire”.

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