Sabato 23 Giugno 2018
   
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“Nuda Anima”, quattro chiacchiere con Monica Notarnicola

Loc Notarnicola

È stato presentato domenica 25 febbraio, presso la patisserie Bianconiglio, a Turi, il recente lavoro letterario di Monica Notarnicola, “Nuda Anima”. Abbiamo voluto ascoltare l’autrice e farci raccontare il percorso che ha portato alla nascita di quella collezione di poesie e intimi pensieri.

 

Nuda Anima.. come nasce il bisogno di scrivere?

“Il bisogno di scrivere mi ha sempre caratterizzata da quando ero bambina. Mia madre mi racconta che, una volta, appena sveglia, recitai una poesia suggeritami dalla notte (andavo all'asilo) e che lei non avesse fatto in tempo a riportarne il testo. A nove anni, scrivevo racconti con morali pedagogiche e, dopo, testi e canzoni da suonare e cantare o in chiesa o al piano bar. Mi ricordo, ancora, la pazienza di mio padre che accompagnava in giro per lavoro, le due intraprendenti gemelle, artiste, Notarnicola, Alessandra e Monica. Io suonavo il piano e mia sorella, all'epoca, la chitarra. Ci montavamo l'amplificazione che ci prestava il nostro carissimo amico Beppe l'inventore ed eravamo diventate ferratissime nell'uso di mixer e cavi microfono, per il sound check. La scrittura è sempre stata un mio grandissimo bisogno espressivo. Al liceo i miei ex compagni di scuola se lo ricordano molto bene. Mi leggevano con molto piacere. Durante gli anni universitari, ho scritto almeno un paio di libri di poesie, sull'arte, sulle difficoltà di quegli anni, sull'amore (le inviavo ai ragazzi che mi piacevano), sulla vita, sui paesaggi pugliesi che mi hanno sempre intrigato, sulle particolarità caratteriali delle mie amiche. Uniche. Era il mio modo di dire al mondo che lo amo. Di essere viva. Ma non ho mai avuto il coraggio di pubblicarle. Il coraggio mi è venuto spontaneamente con questo libro. È stato tutto naturale. Le ho scritte in quattro mesi. Di seguito, come sono inserite nel libro, contrassegnate da un numeretto. Sono guidata dalle emozioni. È un percorso che si conclude esattamente con l'ultima lirica, dopo la quale non ho più avuto ispirazione di scrittura, ancora sul tema”.

 

Quella che leggiamo è espressione del tuo essere o di un'anima comune?

“Qui, viene fuori tutta la mia filosofia esistenziale. Io credo che le anime siano tutte collegate. Non me la sento di dire che parlo solo della mia anima... le emozioni sono comuni a tutti. Le conosciamo. Bisognerebbe soltanto diventarne un po’ più consapevoli. Io trovo soddisfazione quando chi mi legge, mi ferma per strada o mi invia un messaggio, per rileggermi o indicarmi quella che è diventata la sua poesia, intima, personale. Le poesie non vanno lette necessariamente in fila... ma non sono a casaccio. Io credo molto nel piano universale che è Dio che ci guida. Sono grata all'universo”.


Come è nato questo lavoro?

“Questo lavoro è stato partorito da un mio profondissimo cambiamento emotivo e personale”.


Questa è la tua prima esperienza letteraria?

“No. Come ho già detto prima, ho sempre scritto”.


Hai in mente di scrivere ancora?

“Si. Vorrei riprendere il filone del racconto pedagogico”.


Quali sono i tuoi generi preferiti e gli autori a cui ti ispiri?

“Adoro la poesia timbrica di Pablo Neruda; quella erotica, struggente e passionale della poetessa greca antica Saffo; l'elegia amorosa latina, di cui ammiro la brevitas che non vuol dire assenza di cultura e raffinatezza. Anzi. Ho discusso la mia tesi proprio sul primo libro degli Amores di Ovidio e ne vado fiera”.


Il tuo impegno letterario si incrocia con quello politico di quest'ultimo periodo... Ci sono attinenze?

“No, nessuna attinenza. Questi eventi letterari sono stati già pianificati a dicembre quando non sapevo ancora che sarei stata candidata alla Camera”.


Per finire, perché ogni lettore dovrebbe leggere Nuda Anima?

“Perché l'anima va nutrita, accarezzata, amata. E la lettura è uno dei modi migliori per farlo”.

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