Sabato 18 Agosto 2018
   
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Da New York a Lecce, un “amore infelice”

Vito Spada libro

Alla Casa delle Idee presentato il libro di Vito Spada

Vito Spada, noto economista turese affermatosi a livello internazionale, è stato il protagonista, nella serata di sabato 3 febbraio, di una chiacchierata a quattr'occhi con Vito Catucci. Presso la sala conferenze della Casa delle Idee, con Didiario e la collaborazione del Comune di Turi, il Centro studi “Aldo Moro” Turi, il Lions Club “Matteo Pugliese”, è stato presentato “L’amore infelice”. Vito Spada, professionista che ha avuto la possibilità di conoscere le realtà, non solo economiche, che stanno al di qua e al di là dell’Atlantico, ha fotografato uno spaccato umano in grado di far riflettere i suoi lettori.

“L’amore infelice” (Lecce, Pensa MultiMedia, 2017, pp. 231, € 15) è il romanzo di un ritorno, quello del protagonista Stefano Valli a Lecce dall’America. È un viaggio che ha il sapore di un ritrovamento e di un’agnizione, ma anche il tono amaro di una disillusione. È bello godere di nuovo la natura opulenta della terra salentina, le strade e i riferimenti della passata giovinezza, ma non del tutto gratificante notare i difetti macroscopici che ancora ammorbano la compagine sociale e l’assimilano all’immagine lampedusiana di un sostanziale immobilismo. Per chi arriva dagli States, il desiderio più grande è immergersi in una nuova dimensione, nel piacere dei tempi lenti del paese meridionale, nella condizione comunitaria dei legami personali. Ma cercare di cambiare e insieme ritornare al passato appare come un grande problema, giacché Lecce (ma potrebbe essere qualsiasi altra città del Sud) presenta invariabilmente una doppia faccia: da una parte mostra una borghesia aderente a valori che le sono propri, dall'altra si scopre una mentalità tradizionale, ligia ad antichi pregiudizi.

Il percorso di Stefano, tratteggiato sullo sfondo della crisi epocale iniziata dieci anni fa, si svolge perciò nella consapevolezza di queste contraddizioni e nella volontà di superarle. La leva del romanzo diventa anche molto simbolicamente Milena, che qui assume i contorni di una novella Beatrice, di una donna-angelo venuta in soccorso del protagonista. Spada è molto abile nello sviluppare le pagine di questa ‘’illuminazione’’ in un climax che culmina nella piena intesa degli amanti e nel loro successivo, fatale distacco.

Crisi personale e crisi economica corrono parallele verso una catarsi. Per l’economista Spada è difficile trattenersi, nei dialoghi creati tra i personaggi che entrano in scena, da attente considerazioni su cause e conseguenze del fenomeno in atto. Certo, la ragione in specie finanziaria non riesce a spiegare tutto quello che si svolge sull’altro versante delle decisioni umane, dei dubbi e dei mascheramenti, delle apparenze e dei desideri. Il gioco sfaccettato e drammatico della vita è più grande di ogni crisi e di ogni tentativo di addomesticare il destino, non rispettando né la volontà di cambiare né l’esplodere di sentimenti rivelatori.

Stefano, così, ritorna al suo Salento e vi si adatta. L’amore per Milena è finito ed è ora che egli riguadagni quello della moglie Francesca. La svolta tanto desiderata ha suscitato solo una febbre esistenziale che non è riuscita a bruciare davvero il riadeguamento ad una terra ancora avvinta alle sue radici storiche, alle sue secolari resistenze. Tra New York e il Salento il gioco delle parti resta diverso, come sono diversi i profili antropologici e sociali delle due realtà.

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