Martedì 16 Ottobre 2018
   
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Diciotto donne per far grandi diciotto uomini

Cinzia Tani

Alla Casa delle Idee, “ Darei la vita” di Cinzia Tani

Non un Chiostro, ma una sala da tè, tavolini e posti a sedere per accogliere la giornalista e scrittrice Cinzia Tani. Una serata “tra amiche”, un'aria familiare ed accogliente, una corona di opere d’arte per raccontare, assieme alle parole, il mondo delle Donne. Con " Darei la vita", Rizzoli editori, accompagnata da Alina Laruccia e Daniela Lovece, l’Associazione Didiario - Suggeritori di libri ha regalato un’immersione nella letteratura, quella femminile, che ha appassionato e tenuto in attenzione il numeroso pubblico intervenuto alla serata.

Ci si aspetta di trovare solo grandi amori dentro un libro che si intitola “Darei la vita”. Se però a scriverlo è Cinzia Tani non si può che rimanere disillusi. Perché la scrittrice romana, oltre che giornalista Rai e docente, è anche una grande ricercatrice. È una donna che parte dai fatti, dai dati concreti, non tralascia quelli nascosti. Ha intorno a sé i libri già scritti, i suoi e gli altri 25mila che popolano il suo appartamento. «Sono tutti in ordine, ben catalogati: io sono una vergine, per natura molto precisa» - ammette.
E poi aggiunge: «Vivo sola. Se non fosse così non avrei tutto il tempo che ho per dedicarmi al lavoro. È anche per questo che non ho un compagno». Cinzia Tani la vita continua a spenderla tra gli studi, le ricerche, i sopralluoghi, le indagini, i laboratori con i suoi studenti, la trasmissione “Il caffè di Raiuno”, le lezioni all’Università e i viaggi. Veri e propri tour che la portano in giro per l’Italia a “raccontare” i suoi libri.
È così che nel tardo pomeriggio di venerdì 26 gennaio ha fatto tappa a Turi, grazie all’instancabile Alina Laruccia, che da anni assicura alla cittadina turese la presenza di scrittori e libri appassionanti.

“Dietro a un grande uomo c’è sempre una grande donna”: è una frase celebre attribuita a Virginia Woolf, e spesso di queste donne si conosce a malapena il nome. Mogli o amanti che hanno avuto un ruolo importante nella vita di pittori, scrittori, compositori, scultori, psicologi, scienziati di cui a volte hanno condiviso, nell’ombra, anche i talenti. Vite intense, appassionate, a volte drammatiche, altre frustranti, raramente illuminate di riflesso dalla fama dei compagni. Alcune delle loro esistenze, che vanno da inizio Ottocento all’ultimo quarto del Novecento, sono riportate alla luce in questo libro, che ricostruisce attraverso le loro straordinarie vicende d’amore una sorta di “controstoria” dell’arte, della letteratura e della scienza dell’epoca.

Per scrivere “Darei la vita” Cinzia Tani è andata a cercarle nelle vite dei grandi uomini, o meglio dei grandi “personaggi”. Artisti, musicisti, scienziati, scrittori, compositori, scultori, psicologi che devono la propria fama a ciò che sono stati capaci di fare a discapito del loro modo di essere.
Tra i diciotto protagonisti di “Darei la vita” c’è Dora Maar, compagna di Pablo Picasso. «Come artista sarai eccezionale, ma moralmente non vali nulla» - scrisse Dora al celeberrimo pittore. Dopo poco tempo lui la fece rinchiudere in una clinica privata perché la sottoponessero all’elettroshock: «Dora era pazza molto prima di diventare pazza» - dichiarò Picasso. Abbandonata dall’autore di “Guernica”, Dora riprese in mano la sua vita, tornò a fare spazio alla vocazione di fotografa e ammise: «Tutti pensavano che mi sarei suicidata (…) anche lui se lo aspettava. Il motivo principale per cui non l’ho fatto è stato il desiderio di privarlo della soddisfazione. Solo io so quello che è lui… è uno strumento di morte… non è un uomo, è una malattia, non è un amante ma un padrone».

Nel libro di Cinzia Tani ci sono frasi, racconti, aneddoti, lettere, storie. Parole capaci di ridimensionare - almeno dal punto di vista strettamente umano - molti grandi nomi: Charlie Chaplin, Rodolfo Valentino, Albert Einstein, Lewis Carroll, Salvador Dalì e Pablo Picasso, solo per citarne alcuni. Una sorta «di “controstoria” dell’arte, della letteratura e della scienza» dell’epoca, degli anni che vanno dall’inizio dell’ottocento all’ultimo quarto del novecento.

Nel “Darei la vita” di Cinzia Tani c’è tanto passato ma anche, e forse soprattutto, il presente e il futuro. Oggi «le donne hanno la possibilità di venir fuori dall’ombra» - commenta l’autrice. Stanno «al fianco» dei grandi uomini. In alcune occasioni corrono un rischio: «perdono la loro femminilità per tenersi stretto il potere che hanno raggiunto con fatica e sacrificio» - afferma convinta la Tani. Solo l’evoluzione della società potrà fare la differenza: «le donne non devono più rinunciare a nessun aspetto della loro vita, è necessario che possano essere al tempo stesso mogli, mamme e professioniste». Un’analisi del tempo, di oggi e di quello che verrà. Per tutte il destino comune di vivere ad altissima tensione: affascinanti e ambigue, passionali e generose, coraggiose e determinate. E degne di essere ricordate.

“Grazie a Cinzia Tani, a Daniela Lovece, alle ragazze e ragazzi di Casa delle Idee che si sono adoperati per la riuscita della serata. Grazie all'Associazione ‘GraffiArti’ per aver partecipato al nostro evento, collaborazione che ci auguriamo continui in futuro” - ha aggiunto al termine della preziosa serata, Alina Laruccia.

Foto Damiano Barbieri

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