Lunedì 19 Febbraio 2018
   
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Gero Grassi “rompe le palle” sul caso Moro

Gero Grassi e Nicola De Grisantis

L’onorevole ospite a Turi, insultato sulla pagina Facebook perché ha dimostrato la verità


Il convegno su Aldo Moro tenutosi sabato scorso a "Mamma Rosa" a Turi, coincide nella settimana delle polemiche scatenate dal post scioccante della ex terrorista delle Brigate Rosse, Barbara Balzarani. “Chi mi ospita oltreconfine per i fasti del 40ennale?” ha scritto la Primula Rossa, ironizzando sul quarantennale che ricorre dal sequestro di Aldo Moro e dall’eccidio della sua scorta, il 16 marzo del 1978 in Via Fani.

Lei partecipò a quella strage bloccando il traffico con una paletta della polizia. Ma non fu l’unica dei protagonisti noti di quell’attentato. Perché – insiste Gero Grassi – "le Br non agirono da sole". Per questo, a margine di quel post, l’on. Grassi (componente della Commissione d’Inchiesta sul caso Moro) è stato insultato, accusato di “rompere le palle” sul caso Moro.

Simeone Maggiolini

Grassi è stato ospite sabato scorso al convegno di Turi. Sono intervenuti: il sindaco Coppi, Nicola De Grisantis (presidente Centro Studi ‘Aldo Moro’), Vitangelo Scisci (presidente Centro Studi di Storia e Cultura di Turi), Pierangelo Antonio Pugliese (presidente del Lions Club Turi ‘Matteo Pugliese’) e tra il pubblico l’immancabile Simeone Maggiolini, grande amico di Moro.

“Nel novembre del 2014 – dichiara Grassi – il Procuratore alla Repubblica di Roma Ciampoli ha scritto che è ormai certo che in Via Fani, insieme alle Brigate Rosse, vi fossero elementi dei servizi segreti deviati dello Stato, uomini della mafia romana (Banda della Magliana) e uomini dei servizi segreti europei che avevano interesse per lo meno a creare caos in Italia. Oltre a questo è emerso che in via Fani vi erano almeno due persone che parlavano in tedesco, è stato, infatti, più volte ripetuto il termine “Achtung””.

Ma non è tutto. Sono state rilevate “incongruenze anche a riguardo dell’esecuzione materiale del sequestro. I brigatisti hanno più volte affermato che si sarebbe sparato solo da sinistra. La Commissione ha accertato che si è sparato anche da destra. Tutto ciò ci induce a ritenere che in via Fani vi fossero “anche” le Brigate Rosse”.

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