Venerdì 15 Dicembre 2017
   
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"Un paese senza razzismo"

La presentazione del libro 'Mi chiamo Sabrine'

La due giorni per l'inclusione è nata per rispondere agli episodi
di razzismo verificatisi a Turi


Le iniziative di sabato 30 e domenica 1 sono state pensate dagli attivisti del neo comitato antirazzista Welcome Refugees Turi, dai militanti di Sinistra Italia e di Rifondazione Comunista, per rispondere ai piccoli e grandi episodi di razzismo che si sono verificati a Turi. Quello che pensiamo e desideriamo è un paese senza razzismo, come un traguardo nella qualità della vita di tutti.

Mi chiamo Sabrine 2

La due giorni per l’inclusione è cominciata con la presentazione del libro di Sabrine Aouni, dall'omonimo titolo “Mi chiamo Sabrine”, in cui una ragazza di appena vent’anni, figlia di migranti tunisini, ha raccontato la sua vita in Italia nel rapporto con le sue origini magrebine. La presentazione è cominciata con il riferimento da parte del segretario di SI Turi, Fabrizio Resta, alla proposta di legge "Ius soli", che darebbe la cittadinanza ai nati e cresciuti in Italia, figli di migranti. Centrale nel dibattito pubblico, politico e sociale, vede migliaia di figli di immigranti, studenti nelle scuole nel nostro Paese o lavoratori, contrapposti e osteggiati da formazioni neofasciste come Forza Nuova e Casapound o postfasciste come la Lega e Fratelli di Italia. Non ci è ancora chiaro quale sia il punto della loro opposizione, se non un risentimento sociale e un razzismo manifesto. Ci sembra infatti che la pseudo italianità difesa da queste formazioni, non è altro che un feticcio, tanto che se esistesse una identità nazionale, questa non sarebbe altro che contaminazione tra culture diverse, quindi un risultato meticcio.

La presentazione ha percorso la vita da adolescente della giovane autrice, fatta di conflitto tra culture e religioni diverse, cogliendo, con l’intelligenza di chi vive sulla sua pelle i percorsi e le scelte, i punti di accordo tra mondi non molto distanti tra loro. Come Sabrine ha espresso, anche se il mare separa l’Italia dalla Tunisia, i due Paesi restano confinanti, tanto da aver avuto contatti nella storia, arricchiti negli scambi commerciali e non. Nico Catalano, nella sua conclusione, ha inoltre ricordato come tutta la nostra quotidianità è il frutto dei vissuti delle migrazioni, degli incontri tra popolazioni diverse. Il segno più manifesto è nella pasta che mangiamo ogni giorno. Questa è il frutto della tecnica di lavorazione della farina importata dagli arabi in Sicilia diversi secoli fa, da cui la popolazione sicula ne ha tratto esperienza, per poi diventare una pratica essenziale nella cucina di tutta la penisola e non solo.

Le giornate sono continuate domenica con un assemblea, su cui dobbiamo riferire un’autocritica. Purtroppo questa non ha avuto luogo a causa del timore di essere in pochi, ma a manifestazione conclusa e come intento perla prossima occasione, sappiamo che è sempre meglio sedersi e discutere, anche se in pochi. Si ha sempre un arricchimento da un confronto tra persone che si seggono in cerchio per confrontarsi e organizzarsi intorno a qualcosa che avviene nelle loro vite.

L'espibizione dei PuntinEspansione

Resta una bella giornata all’insegna dell’inclusione, conclusasi con il concerto animato da una reunion dei Tolotto e il piano B, per l’occasione diventati Tolotto 33 e 1/3, che con brani propri molto delicati e acuti, hanno fatto ballare i presenti con i suoni del reggae, fino a fare un arrangiamento anche di De Andrè. Hanno seguito i PuntinEspansione, gruppo di Putignano, in crescita sulla scena pugliese e del sud Italia, che parlano della cultura di una generazione che vive i travagli di un mondo che non gli offre prospettive rosee, fatto di piccole e sterili vanità, o relazioni sui social network, con tutto ciò che comporta. A concludere, ma non per ultimi, hanno animato la piazza di San Rocco i Rhomanife, gruppo reggae di Bari che ha invaso delle note e della voce di Bob Marley e non solo le strade di Turi, finendo per rendere grande sorpresa a chi non ha mai sentito una così dolce musica per le strade troppo spesse deserte di questo piccolo paese.

Comitato antirazzista Welcome Refugees Turi

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