Giovedì 19 Ottobre 2017
   
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Due giorni per l'inclusione, l'antirazzismo e la musica

Germany Migrants

La manifestazione è stata promossa da Sinistra Italiana Turi, Rifondazione Comunista e dal neonato comitato Welcome Refugees


Abbiamo bisogno di cominciare a discutere seriamente intorno al decreto Minniti-Orlando, ai flussi migratori, le morti nel Mediterraneo e alle campagne di odio e razzismo promosse da politici leghisti, fascisti del terzo millennio e destre qualunquiste. Ne abbiamo bisogno, non soltanto per i migranti che arrivano sperando di vivere una vita migliore di quella che hanno lasciato alle spalle, ma anche per noi, per le nostre quotidianità. Abbiamo bisogno di farlo perché viviamo già i morsi di una crisi prodotta da una piccolissima parte della popolazione, che si è arricchita sulle spalle della stragrande maggioranza; abbiamo bisogno di farlo perché stiamo già vivendo un impoverimento etico e sociale, una lenta perdita di relazioni umane che ci arricchiscono, per rinchiuderci in individui egoisti. Abbiamo bisogno di discuterne perché non passi inosservato il tentativo di costruire una contrapposizione tra braccianti marocchini e agricoltori, sul vile terreno del decoro, mentre si vogliono fare solo gli interessi dei profitti di pochi. Questo è ciò che ha fatto il gruppo "Fratelli di Italia Turi", durante la raccolta delle ciliegie, invocando il daspo urbano, l’allontanamento dei migranti stagionali, nonostante gli stessi agricoltori li cercassero, facendogli un contratto.

Così, allo stesso tempo, non ci basta denunciare l’uso del provvedimento del daspo da parte di una formazione razzista, ma abbiamo bisogno di rifiutare le politiche che fanno della sicurezza e del decoro le leve per mantenere privilegi e rigettare nella disperazione chi vive già in condizioni di difficoltà. Tra i tanti non possiamo dimenticare lo sgombero di piazza Indipendenza a Roma. È lo stesso provvedimento di Minniti e le politiche di sgomberi e violenza poliziesca che intendiamo rifiutare, perché abbiamo bisogno di incontri e di relazioni, di rispondere collettivamente e individualmente a chi ci chiede aiuto e affronta il mar Mediterraneo.

Ma la nostra vita si impoverisce e diviene nevrotica nella costante campagna di paura messa in campo dalla destra leghista, che fa costantemente della retorica del "prima gli italiani" la leva per fare “prima i privilegiati”, i ricchi e chi non rispetta i diritti, di chi fa profitti a discapito della salute con inquinamento ambientale, di chi vuole che si lavori tanto ad un bassissimo salario, di chi vuole che il sud sia una grande terra da saccheggio.

Abbiamo bisogno di dare spazio alle relazioni fraterne che non guardano il colore della pelle, la religione, l’età o il sesso, e abbiamo bisogno di praticarle. Non possiamo fare finta che nel nostro piccolo paese ci sia una xenofobia strisciante che non fa giocare i figli vicino ai migranti chi sa per quale paura.

Abbiamo pensato dunque di dedicare due giorni all’inclusione e all’antirazzismo, prendendoci più di uno spazio per discutere e riflettere collettivamente su ciò che è successo, e può ancora succedere, nel nostro Paese, cercando di dare cittadinanza sostanziale ai richiedenti asilo, ai migranti da ogni parte del mondo e ai migranti di seconda generazione.

Lo faremo con la presentazione del libro “Mi chiamo Sabrine” sabato 30 Settembre, alle 18,00 nella biblioteca comunale, con Sabrine Aouni, autrice del libro e figlia di immigrati. Modererà Nico Catalano.

La due giorni continuerà domenica 1° ottobre dalle 18, nella piazzetta alle spalle della chiesetta di San Rocco, con un'assemblea pubblica per discutere di questo e di aprire uno spazio pubblico in cui i migranti possano raccontare le loro storie, i loro bisogni, e farlo da pari. A seguire un concerto con Tolotto 3 e 1/3, i Punti in Espansione, i CHT – Cross Highest Trip e a concludere una dance hall con i Rhomanife: un momento di festa per stare insieme e ascoltare buona musica di gruppi provenienti dal sud est barese o del capoluogo, sempre nella stessa piazzetta a partire delle 21,00.

Pensiamo di averne bisogno tutti, e per questo vi invitiamo.

Comitato Antirazzista Welcome Refugees Turi

Commenti  

 
Mino Miale
#2 Mino Miale 2017-10-02 12:34
La famigerata, difficile da dimenticare esperienza vissuta a Turi nel recente passato per la raccolta di ciliegie dovrebbe travalicare ogni tipo di spettacolazione nelle nostre piazze. Leggere fa bene alla mente, alla cultura di tutti ma la sinistra locale bene farebbe a cambiare passo facendo autocritica. Forse sono stati più attenti alla decenza che Turi ha previsto in termini di accoglienza gli iscritti di Fratelli d' Italia che i Partiti politici della Giunta di sinistra... al Governo locale ? Sono razzisti perché hanno documentato le condizioni di alloggio estivo, temporaneo per fortuna, interrogando l' Amministrazione pubblica della città ? Una volta si chiamava tutto ciò CONTROINFORMAZIONE. Per piacere siamo seri... qualcuno si preoccupi subito di pianificare una più decente accoglienza per il prossimo anno altrimenti applicasse le leggi del settore. Imponesse ai nostri tutori del lavoro stagionale il funzionamento della LEGGE. Istituissero un sereno TAVOLO di LAVORO e studio serio del settore, perché le prossime volte non vogliamo a Turi ciò che in altri paesi confinanti non succede. Sappiamo quanti erano prelevati da Largo marchesale e se i datori di lavoro pagano le tasse a Turi ? Questa emergenza dura nel tempo, "vogliamo" fare un Consiglio comunale monotematico prima della prossima campagna cerasicola, evitando lo sberleffo mediatico nazionale, almeno ?
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vito totire
#1 vito totire 2017-10-01 00:39
Vorrei dire alcune cose:
1) i termine razzismo è duro a morire il che è difficile da cmprendere coniderato che le razze non esistono; intendo dire che dal puntO di vista biolgico esite LA RAZZA UMANA E STOP; tuttavia so cosa si vuole intendere con "razzismo" e in questo senso , personalmente e modestamente, sto dalla parte degli antirazzisti;cercherei comunque di evitare confusini;
2) mi pare più adeguato i termine di "xenofobia", questo indica la paura dello straniero e chiarisce il fatto che chi ne è coinvolto è portatore di una patologia e va curato ; ovviamente la cura non è medico-psichiatrica ma socio-culturale;
3) molto adeguato i termine "inclusione" che va davvero al nocciolo del problema in quanto vittime di discrimazione possono essere in un paese tante persone portatrici di diversita' anche non attinenti al colore della pelle o alla religione...
4)la questione del "decoro": mi sembra di assistere al gioco delle tre carte;la legge prevede dormitori temporanei per lavori in campagna; COME DEVONO ESSERE RELIZZATI LO SPIEGA CON MOLTI DETTAGLI L'ALLEGATO IV DEL DECRETO 81/2008 -TESTO UNICO SULLA SICUREZZA DEL LAVORO; CERTO CHE SPESSO LE LEGGI SONO OGGETTO DI CONFLITTI INTERPRETATIVI; tuttavia il decreto sembra proprio indicare che la gestione dei dormitori e dei servizi sia a carico dei datori di lavoro;
ALLORA CHIEDO:i costi pubblici per pagare i dormitori sono una forma di stato sociale a sostegno dei lavoratori o dei datori di lavoro?
POSSIAMO APPROFONDIRE...MA PESCARE NEL TORBIDO E' ASSURDO; oppure qualcuno pensa che i costi di alloggio debbano essere a carico dei lavoratori? facciamo dei conti tra salario e costi e la partita la chiudiamo subito; poi viste le pietose condizioni dei redditi derivanti dalla agricoltura possiamo approfondire , come dicevo prima...ma la chiarezza è il prerequisito per qualunque analisi della situazione;
5) il ministro Minniti: l'ho sentito in una intervista; o è convinto sinceramente di poter fare miracoli o si preoccupa più di consensi elettorali che di come risolvere i problemi; ha parlato di strategie per convincere i suoi interlocutori libici; è doveroso chiedersi : ma le strategie proposte (dare una alternativa di vita e di sviluppo a chi oggi fa parte delle milizie armate) come mai non sono state utilizzate negli ultimi 100 anni per azzerare mafia, ndrangheta e camorra?
Mi pare che la linea del governo sia, piuttosto, non "aiutiamoli a casa loro" ma "soffrano e muoiano a casa loro".
Il signor Minniti farebbe bene ad occuparsi delle armi e delle mine anti-uomo italiane esportate in tutte il mondo; per esempio quelle prodotte e vendute dalla Tecnovar di Modugno; sono state rintracciate e bonificate? Quali "costi umani" hanno causato?Signor ministro guardi in faccia la realtà.
Leggerò volentieri "Mi chiamo Sabrine"...

Vito Totire
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