Domenica 20 Settembre 2020
   
Text Size

Le coreografie del maestro Domenico Iannone a Lisbona

Mimmo-Iannone-Turi

 

Dalla metà di aprile e fino ai primi di maggio, ogni volta che il sipario del Teatro Nazionale di Lisbona si aprirà, lo spettacolo avrà inizio con un colore della bandiera italiana e lo spettatore sarà proiettato in tre delle opere più belle del nostro repertorio operistico: “Il Trovatore”, “Rigoletto” e “La Traviata”.

Nell’anno del bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi, infatti, il Teatro Nazionale San Carlo di Lisbona, in Portogallo, ha scelto di allestire questi tre capolavori per celebrarne la grandezza.

Le tre opere sono note come la “Trilogia popolare” di Verdi poiché hanno per protagonisti personaggi del popolo, non nobili: Rigoletto è un deforme e provocatorio buffone di corte; la traviata, Violetta, è una cortigiana parigina; Manrico, il trovatore, è figlio di una zingara.

I colori della bandiera italiana non saranno solo nella scelta brillante di apertura delle opere, voluta dal regista Francesco Esposito; lo staff, che curerà ogni aspetto, dalla regia ai costumi, dalla scenografia alle luci, fino alle coreografie, sarà completamente italiano.

Sarà il maestro Domenico Iannone l’assistente di regia e il coreografo nella realizzazione delle tre opere verdiane.

Dopo la messa in scena dell’”Elisir d’amore” di Donizetti al Teatro Petruzzelli di Bari nel 2009 e del “Don Giovanni” di Mozart nel Fortuna Opera Festival di Fano di quest’anno, la fortunata collaborazione tra il coreografo e il regista continua in terra portoghese.

Domenico Iannone, barese di nascita, vive a Turi da circa tre anni.

Come danzatore ha calcato palcoscenici importanti come quelli del Teatro Petruzzelli di Bari, del Teatro San Carlo di Napoli e del Teatro Regio di Torino.

Oggi è direttore artistico e coreografo della compagnia “AltraDanza”, che vanta ben 17 anni di attività, è docente di danza classica e contemporanea in diverse scuole di danza in Puglia e sul territorio nazionale, è Maestro ospite presso l’Accademia Nazionale di Tirana e presso L’A.I.D. di Roma.

Suoi allievi si sono diplomati e frequentano prestigiose scuole nazionali e internazionali quali il Teatro alla Scala di Milano, il Teatro San Carlo di Napoli, l’Opera di Roma o l’Alvin Ailey di New York.

A Turi è direttore artistico della sezione danza presso l’Accademia “Chi è di scena!?”, assieme alla moglie Antonella Di Noia, ballerina e coreografa.

Nella stessa associazione è docente di danza classica per il livello avanzato.

Abbiamo contattato Domenico Iannone, già a Lisbona per le prove, per rivolgergli qualche domanda.

Maestro Iannone, è la prima esperienza lavorativa all’estero?

Come coreografo ho già lavorato in Albania e in Francia, a Lourdes; come danzatore ho lavorato in Francia all’Opéra National de Montpellier e come primo ballerino per il Teatro Nazionale di Zagabria, nell’allora Jugoslavia (oggi Croazia).

Avrà un filo conduttore nella scelta registica e coreografica delle opere per creare un effetto di continuità verdiana tra di esse?

Il M Francesco Esposito è un regista che dà una grande importanza al lato psicologico e drammaturgico delle opere, un approccio teatrale alla lirica con il massimo rispetto dell’Opera. È anche attento ai particolari e nella trilogia ha individuato come figura principale “la donna”: le protagoniste delle tre opere, Leonora ne “Il Trovatore”, Violetta ne “La Traviata” e Gilda in “Rigoletto”, sono tre donne che vivono l’amore in modo profondo ma diverso.

E, idea brillante nell’anno verdiano, ogni opera inizierà con un colore della bandiera italiana. 

Che ambiente ha trovato a Lisbona?

L’ambiente di Lisbona è internazionale, abituato alle diverse etnie anche negli stessi organici del teatro, ma non posso nascondere una spiccata simpatia per noi dello staff della trilogia verdiana.

Nota delle differenze con la situazione della danza in Italia?

Il Portogallo ha una situazione molto più critica della nostra ma, come la Francia, si è dotato di centri coreografici e dà una grande importanza ai coreografi e alla danza classica e contemporanea, tant’è vero che ho ritrovato una collega dei miei primi anni di danza, Teresa Ranieri, danzatrice e coreografa di grande livello, che vive e opera qui oramai da molti anni, anche lei costretta a emigrare per poter esprimere, come me, la propria creatività e professionalità.

Per l’estate turese il coreografo Domenico Iannone ha in serbo la scrittura e successiva realizzazione, in collaborazione con l’Accademia “Chi è di scena!?”, di uno spettacolo su Giuseppe Verdi che fonderà la danza, il canto lirico e la recitazione per celebrare, anche nella nostra cittadina, il bicentenario della nascita del grande compositore italiano. 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI

LA VOCE DEL PAESE Un Network di Idee.

l ACQUAVIVA DELLE FONTI l CASAMASSIMA l CASSANO DELLE MURGE l GIOIA DEL COLLE l NOICATTARO l POLIGNANO A MARE l PUTIGNANO l SANTERAMO IN COLLE l TURI l

Porta la Voce nel tuo paese

Copyright 2008-2017 © LA VOCE DEL PAESE. È vietata la riproduzione anche parziale. Tutti i diritti sono riservati.