Domenica 20 Settembre 2020
   
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Marcello Martini racconta la vita nei campi di sterminio

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Si è svolta mercoledì mattina, in concomitanza con la “Giornata europea dei Giusti”, la celebrazione del “Giorno della memoria” presso la sala teatro dell’ITES “ S. Pertini” di Turi.

giornata memoria134La cerimonia, divenuta ormai un appuntamento irrinunciabile per l’istituto, ha visto ospite Marcello Martini, ex partigiano italiano, prigioniero nei campi di concentramento.

Una testimonianza importante la sua, come sottolinea il Prof. Osvaldo D’Addiego Buonaccino all’apertura dell’evento, poiché è sempre più difficile riuscire a trovare persone ancora in vita che abbiano vissuto questa dolorosa esperienza.

Il signor Martini, nato e cresciuto sotto il regime fascista , nel 1944,  all’età di 14 anni, viene arrestato a Firenze con la madre  e la sorella, al posto del padre, che era membro del Comitato di Liberazione Nazionale. Appena arrivato a Mauthausen è stato immatricolato con il numero 76.430. Lavorava duramente per 12 ore al giorno in una fabbrica in condizioni precarie e dopo qualche mese fu trasferito a Wiener Neustadt e poi a Hinterbrühl, due campi privi di camera a gas e forno crematorio, più piccoli rispetto al precedente, ove, a seguito ad un infortunio sul lavoro, è stato curato in un’infermeria gestita da un certo Otto, dentista austriaco  delle SS e per circa 2 mesi ha ricevuto cibo e calore:“è stata una prova di solidarietà non indifferente”.

giornata memoria132“Quando sono entrato nel campo, sono stato privato di tutto quello che avevo, dei miei oggetti, dei miei ricordi”- afferma Martini, ponendo in evidenza il modo in cui i beni materiali siano effimeri, a differenza della conoscenza e del saper fare.

“Non studiate, ma imparate” dice, esortando i ragazzi  a non limitare il proprio interesse al mero possesso dei beni o all’apprendimento scolastico mirato esclusivamente al raggiungimento dei profitti, ma piuttosto ai valori.

Si tratta di una giornata che assume un gran valore per i partecipanti. La storia narrata dal signor Martini in realtà è la storia di milioni di persone che hanno perso la proprio dignità, il proprio onore e che li hanno riacquistati a caro prezzo, nel tempo. Queste persone, vittime della storia, ancora oggi si mettono a nudo, raccontando i giorni bui che hanno vissuto, con la speranza che il futuro non vada a rivangare gli sbagli già commessi.

Ancora, con un velo di rammarico, il testimone ha affermato che “odio e vendetta sono sentimenti distruttivi; perdonare è diverso, io non perdono. Il tema del perdono è un tema che nessun deportato può prendersi perché non ci è mai stato chiesto”.

Il dirigente scolastico, il prof. Erminio De Leonardis, ha consegnato a Marcello Martini una pergamena di riconoscimento per l’impegno che si è assunto nel portare nelle varie scuole la sua storia.

In conclusione ha preso alla parola il vicesindaco Mariangela Volpicella, la quale ha portato i saluti del Sindaco ed ha ringraziato il signor Martini per la sua presenza a Turi.

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