Libro: cultura o interesse?

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La denuncia su una prassi ormai diffusa 

Da questa settimana sono ricominciate le lezioni scolastiche. Ragazzi dai visi riposati, qualcuno ancora in mano qualche dolciume frutto della raccolta dell’epifania, qualche altro con il classico timore di essere sorpreso a non aver svolto tuttii compiti per le vacanze. Proprio in riferimento a questo, raccogliamo le riflessioni della libraia del nostro paese, Alina Laruccia con la quale analizziamo lo stato di ‘vicinanza alla lettura’ dei ragazzi turesi.

 "Il libro di narrativa da leggere e riassumere durante le vacanze natalizie o estive viene sempre più vissuto dagli adolescenti come un atto di costrizione, piuttosto che come una piacevole evasione. L'adolescenza rappresenta una fase di transizione di particolare impegno, fase in cui il bambino diventa ragazzino e acquista una maggiore autonomia di comportamento, iniziando a condurre una vita sociale più articolata. È indispensabile considerare questi aspetti per capire quale ruolo possono avere i libri nell'età fra gli undici e i quattordici anni. La tendenza alla lettura in questa fascia d'età è piuttosto scarsa. Colpa degli adulti o dei ragazzi? Solitamente il libro per le vacanze viene scelto dai professori, in base a criteri che prediligono la letteratura tradizionale e quella impegnata a discapito di quella contemporanea, in continua evoluzione e forse più vicina al mondo degli adolescenti”. Potremmo avanzare che siamo di fronte ad un invecchiamento letterario dei nostri ragazzi e della stessa scuola. Infatti, continua la signora Laruccia - “La maggior parte dei docenti frequenta poco le librerie e spesso non conosce l'attuale produzione editoriale, quindi preferisce consigliare titoli già letti e già noti. I genitori, d'altro canto, piuttosto che assumere un atteggiamento propositivo e dialogico con gli insegnanti, tendono ad eseguire alla lettera le indicazioni fornite, senza realmente rendersi conto di ciò che leggono i propri figli. Così mi capita di conoscere ragazzi a cui è stato vietato di andare al cinema a vedere “Il bambino con il pigiama a righe”, ma che hanno letto “Il diario di Anna Frank”, su consiglio dell'insegnante. Smettiamola di attribuire colpe solo ai ragazzi e ricordiamoci che loro non assorbono soltanto le idee ma, e soprattutto, gli esempi: in Italia soltanto il 24%della popolazione acquista almeno un libro l’anno, il 76% non legge. Da circa 10 anni, i testi consigliati sono sempre gli stessi, ma quante cose son cambiate in questi anni? Continuando di questo passo rischiamo di diventare anacronistici. L'ideale sarebbe costruire un circuito virtuoso in cui librai, genitori, insegnanti e ragazzi discutono, si consultano e decidono insieme quali sono i titoli più interessanti.”. Un ideale culturale, quello prospettato o un regolare sviluppo dei ruoli. Sarebbe opportuno che gli insegnanti si occupino della didattica e i commercianti di vendere i libri di testo". "Ci arrivano molte segnalazioni – aggiunge quindi la libraia - in merito all'abitudine diffusa tra alcuni insegnanti, soprattutto delle scuole dell'obbligo, di farsi da tramite fra i genitori degli alunni e i distributori di libri per l'acquisto di testi scolastici. In certi casi arrivano a vendere i testi in prima persona ai loro alunni, sostituendosi agli operatori che del commercio di libri hanno fatto un'attività regolare ".

"In un primo momento" una prassi del genere può sembrare un tentativo dei docenti di rendere un servizio alle famiglie. Ma, al di là del fatto che non c'è nessun vantaggio economico per le famiglie, si basa comunque su presupposti di illegittimità".

“Il commercio di libri è infatti regolato da norme che lo vincolano ai soli soggetti in possesso di specifica autorizzazione, pena severe sanzioni disciplinari. Lo si evince anche dal Decreto Legislativo 16 aprile 1994, n. 297 (Approvazione del testo unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado), che all'articolo 157 vieta espressamente "ai docenti, ai direttori didattici, agli ispettori tecnici ed, in genere, a tutti i funzionari preposti ai servizi dell'istruzione elementare di esercitare il commercio dei libri di testo o di varia".

Ci auguriamo pertanto che tutti rispettino i ruoli altrui e che si operi nella reale volontà di far crescere i ragazzi, guardando ai loro interessi, alle loro passioni, allo sviluppo letterario in linea con il rapido mutamento sociale. Pertanto buona lettura a tutti.