Giovedì 09 Luglio 2020
   
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In mostra le "Mummie di Roccapelago"

Lambiente voltato scoperto sotto la chiesa utilizzato come cimitero dalla fine del XVI al XVIII secolo

Larcheologo Donato Labate

Sarà inaugurata il 22 luglio ed aperta sino al 14 agosto la mostra ''Le Mummie di Roccapelago (XVI-XVIII sec.): vita e morte di una piccola comunita' dell'Appennino modenese'' sull'eccezionale scoperta rinvenuta dall'equipe della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna (il turese Donato Labate, Luigi Malnati, Luca Mercuri) con il coordinamento scientifico di Barbara Vernia e la collaborazione di Vania Milani e Mirko Traversari. A poco più di un anno e mezzo, la mostra, interamente curata da Giorgio Gruppioni e Donato Labate  espone 13 delle 281 mummie e circa 150 tra i reperti i più significativi rinvenuti nello scavo. Alcuni pannelli illustrano  al pubblico gli aspetti salienti di questo straordinario ritrovamento, fornendo i primi dati di una ricerca multidisciplinare che sta coinvolgendo archeologi, antropologi, archivisti, genetisti, esperti di tessuti e devozioni.

Promossa da Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna, Laboratorio di Antropologia dell'Università di Bologna (sede di Ravenna), Comune di Pievepelago e Associazione Pro Rocca in collaborazione con Accademia "lo Scoltenna", Comunità Montana del Frignano, Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna, Musei Civici di Modena, Fondazione Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale", Parrocchia di Roccapelago, Provincia di Modena e Ufficio Diocesano per i Beni Culturali Ecclesiastici, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e il contributo di IBC Emilia-Romagna, Agenzia Onoranze Funebri Gianni Gibellini di Modena e CNA di Modena, tale mostra rappresenta l'apice di un lavoro di analisi, studio e ricerca di una fossa comune scoperta nel gennaio 2011 durante i lavori di restauro della Chiesa di Roccapelago (MO).

Medagliette devozionaliUna fossa comune con 281 inumati, di cui circa 60 mummificati, sepolti dalla metà del Cinquecento alla fine del Settecento, che fortunatamente è riuscito a conservarsi fino ad oggi, offrendo agli occhi degli operai, prima e degli archeologi, dopo, i morti di un'intera comunità. La loro presenza è stata individuata scoperchiando il soffitto della cripta, da cui era apparsa una piramide di corpi accatastati uno sull'altro, una montagna di ossa, pelle, tendini e capelli ancora avvolti in sacchi-sudari, con camice, calze, cuffie e piccoli oggetti d'uso quotidiano.

La mostra ha il compito di portare a conoscenza dei curiosi e dell'intera nazione la vita di quell'umile gente, di quella piccola comunità montana, uomini e donne, vissuti a 1095 metri di altitudine. Studiando i loro resti, esperti di tessuti e devozione religiosa, archeologi, antropologi e genetisti stanno ricostruendo la loro vita, scoprendo le abitudini dei contadini, le vesti intime, i modi di sepoltura, la dieta e le carenze alimentari, le malattie, i traumi e i tentativi di cura. Le informazioni più struggenti vengono dalle cure applicate alle salme, amorevolmente preparate dai propri cari prima dell'inumazione. I capelli delle donne erano acconciati con trecce e chignon o raccolti in cuffie, le mani intrecciate in atto di preghiera o adagiate sull'addome, i polsi e le caviglie legati per mantenerli uniti, i menti fasciati per evitare che la bocca si spalancasse. Ed ancora anelli, orecchini, collane o bracciali, gioielli semplici, in linea con il tenore di vita della comunità ma mai in metallo prezioso, caratterizzano le figure femminili.

Per chiunque fosse interessato, la mostra si svolgerà a Roccapelago di Pievepelago (MO), presso il Museo "Sulle orme di Obizzo di Montegarullo” e Chiesa della Conversione di San Paolo dal 22 luglio al 14 ottobre 2012. Gli orari della mostra: LUGLIO tutti i giorni 16-19; AGOSTO tutti i giorni 10,30-12,30 e 16-19; SETTEMBRE tutti i giorni 16-19; OTTOBRE sabato 15-18 e domenica 10,30-12,30 e 15- 18. Per info e aperture straordinarie su prenotazione 0536 71890 e 329 3814897. Ingresso gratuito.

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