Domenica 12 Luglio 2020
   
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"Laudato sii mi Signore". Riflessioni di Teresa Dell'Aera Luparelli

Luparelli

È stato un vero piacere incontrare la professoressa Teresa Dell'Aera Luparelli nella sua casa e scambiare con lei qualche parola sul tema del suo ultimo lavoro "Laudato sii mi Signore. Un cantico a Dio attraverso la luce". È un vero e proprio canto a Dio, al "Signore", quello che si legge nelle pagine di questo saggio che si interroga e fa interrogare sulla finitudine umana dinanzi alla grande opera di Dio.

Un titolo che in sé racchiude chiari riferimenti al "Cantico delle creature" di San Francesco, presente anche in copertina, e che rappresenta l'avvio di un interessante percorso sull'essere umano e sul perchè della sua esistenza, già intrapreso con i precedenti saggi e che quest'anno si chiude con questo "cammino umile verso Dio" al quale "esprimo sempre il mio grazie quotidiano". "Avrei voluto fare di più, ma non ci sono riuscita" - aggiunge la prof.ssa Luparelli che con gli occhi carichi di emozione racconta le motivazioni che l'hanno indotta a cercare risposte nella fede. "Dopo la morte di mia figlia ho sentito il mondo crollarmi addosso - commenta - ed è stato allora che ho cercato di comprendere le motivazioni della morte. Perchè non volevo credere che dopo questa, non ci fosse nulla di più".

Ecco che all'età di 89 anni, con grande entusiasmo e curiosità della vita, la professoressa Luparelli ha approfondito il suo "viaggio" nel mondo filosofico, attraversando gli aspetti religiosi e incontrando i pensieri scientifici fino a giungere al ringraziamento a Dio per la morte, come liberazione dalla materia e prosecuzione dello spirito. Perdere un corpo non significa perdita della propria identità, bensì allontanamento da un elemento materiale e da tutto quello che ha caratterizzato la vita, prosecuzione della propria individualità anche nell'aldilà. Ed è proprio questa individualità, quella caratterizzata dalle qualità umane che nella vita, come e soprattutto dopo di essa, ci sollevano e definiranno il giudizio di Dio. "La religione richiede un pensiero forte che ci consenta di sostituire l'egoismo individuale con l'umana Carità che ci rende veramente uomini" - si legge nel libro. È quindi la fede, quel libero arbitrio che Dio stesso ha donato all'uomo e per il quale "ringraziamo sempre" che lo deve guidare. Sin dal primo morso della mela, l'uomo come essere pensante ha compreso la morte, la finitudine umana, elemento che si lega al concetto di Giudizio, di Inferno e di Paradiso.

lupIn questa lunga chiacchierata sull'essere e sul percorso umano, sul ragionamento e sulle domande esistenziali che hanno attraversato la scienza, intesa come Filosofia, dai presocratici a oggi, la nostra attenzione è stata accompagnata in un viaggio che solo una donna di tale spessore intellettuale poteva regalarci.  Un'analisi sulla difficoltà che sia stato il caso a creare l'essere umano e la forza che la fede dona all'uomo "fa bene all'anima sentirsi legati a Dio che ti ascolta e ti dà un senso di sicurezza nella vita" lascia esterrefatti quando dichiara di sentire l'insufficienza di questo lavoro. "[...] Dio è tutto l'universo [...]io sono in Lui e non so quale valore di verità abbiano le mie parole perché le forme logiche del mio pensiero sono di una creatura che presume di far entrare il Creatore nei limiti che le sono propri". "Egli lascia qualche traccia di sé nell'effetto: nella natura a livello fenomenico, sensibile e nell'uomo come coscienza e sentimento".

Un po' di tristezza colgono i nostri occhi nelle parole che la prof.ssa Luparelli esprime anticipandoci che questo è l'ultimo suo lavoro editoriale ed ha deciso di chiudere il ciclo delle sue riflessioni sull'essere umano e sul suo rapporto con il mondo e la società, con una lode, o meglio, un canto a Dio.

Teresa Dell'Aera Luparelli, premio Turi 2007 è l'unica donna turese ad aver ricevuto questo riconoscimento dalla nostra cittadina. "Quando mi comunicarono la notiza, non volevo accettare - ci confida a fine incontro la professoressa - perchè non sentivo di meritarlo. Cosa avevo fatto io per riceverlo? C'erano tante altre persone che potevano meritarlo più di me!" - aggiunge ricordando i momenti che hanno preceduto la consegna del premio il 2 marzo 2007. "Quando poi appresi le motivazioni, ne fui onorata". Una donna che ha investito tutte le sue energie nella cultura, nella riflessione filosofica e nel pensiero che ha offerto agli altri come gesto d’amore e che anche oggi, con il suo ultimo saggio, dona a tutti coloro che avranno piacere di percorrere con lei questo misterioso, quanto affascinate percorso lungo la Scienza filosofica che non allontana, ma avvicina a Dio.

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